Statuetta ritraente figura femminile seduta (statuetta) - ambito romano (II)

https://w3id.org/arco/resource/ArchaeologicalProperty/0900652188 an entity of type: ArchaeologicalProperty

statuetta Statuetta ritraente figura femminile seduta
Statuetta ritraente figura femminile seduta (statuetta) - ambito romano (II) 
Statuetta ritraente figura femminile seduta (statuetta) - ambito romano (II) 
Cibele in trono, Statuetta ritraente figura femminile seduta (statuetta) 
Statuetta in marmo bianco ritraente figura femminile seduta 
0900652188 
statuetta 
00652188 
09 
0900652188 
L’iconografia della scultura è la più comune tra quelle che ritraggono Cibele, divinità frigia di derivazione neolitica, venerata col nome di Gran Madre, il cui culto fu trasmesso dapprima in Grecia e poi, nel 204 a.C., a Roma. Benché la raffigurazione della dea assisa tra i leoni si affermi in ambiente microasiatico già nel VI secolo a.C., l’archetipo che servì da effettivo modello per le numerose statuine prodotte in età romana imperiale si può individuare nell’esemplare perduto che Agoracrito scolpì nel 430 a.C. e nelle successive repliche e varianti di esso realizzate in epoca ellenistica. La parte antica del nostro pezzo sembra rivelare un mediocre prodotto ascrivibile alla prima età imperiale 
Statuetta ritraente figura femminile seduta 
Cibele in trono 
La statuetta proviene dalla collezione di pregio che era contenuta nella Tribuna degli Uffizi. La selezione è stata limitata ai soli marmi, perché molti dei bronzi antichi e rinascimentali che affiancavano queste sculture nell’arredo originario, sono oggi esposti nel Museo Archeologico di Firenze e nel Museo Nazionale del Bargello. Nonostante queste limitazioni, il nucleo di sculture visibili a Villa Corsini offre comunque un importante contributo per poter ricostruire il fasto della Tribuna così come appariva alla metà del XVIII secolo 
Statuetta in marmo bianco ritraente figura femminile seduta 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
Statuetta ritraente figura femminile seduta, Cibele in trono 
marmo bianco 
bibliografia specifica: Paolucci, F., Romualdi A - 2010 

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