Lucus Angitiae (santuario, strutture per il culto) - Luco dei Marsi (AQ) (IV a.C.-I d.C)

https://w3id.org/arco/resource/ArchaeologicalProperty/1300301001 an entity of type: ArchaeologicalProperty

santuario, strutture per il culto, cultuale, Lucus Angitiae
Lucus Angitiae (santuario, strutture per il culto) - Luco dei Marsi (AQ) (IV a.C.-I d.C) 
Lucus Angitiae (santuario, strutture per il culto) - Luco dei Marsi (AQ) (IV a.C.-I d.C) 
Lucus Angitiae (santuario, strutture per il culto) 
Santuario costituito da tre edifici sacri orientati verso est, con accesso rivolto al lago sottostante. Il tempio centrale B fu eretto su un alto podio in opera poligonale. Presenta due celle affiancate, con pavimentazione in cementizio a base litica, precedute da un pronao in cementizio a base fittile sostenuto da un’unica colonna e dal prolungamento delle murature delle celle; le pareti del tempio sono in opera quadrata composta blocchetti legati da malta friabile. Nelle vicinanze è stata trovata una fornace a pianta circolare con pilastrino centrale per la produzione di vasellame ed ex-voto, oggetti questi rinvenuti anche al suo interno. Sul lato meridionale è una struttura di minori dimensioni, il tempio C, costruito su un basso podio e munito di tre piccoli vani affiancati. Le celle, precedute da un portico sorretto da quattro colonne laterizie, sono pavimentate in cementizio a base fittile con inserti di tessere bicrome. A nord è il tempio A, edificato dopo avere tagliato ad angolo retto le pareti della rupe rocciosa e averne spianato e regolarizzato il piano mediante una massicciata di fondazione su cui è stato impostato, poi, l'alto podio, realizzato in opus caementicium di schegge lapidee e malta con paramento in opus incertum. Nell'alzato, che all'esterno raggiunge un’altezza di 3 metri circa, mentre all'interno si attesta a 70 cm, è stata adottata la tecnica edilizia dell'opus reticulatum. La pianta prevedeva due rampe d'accesso laterali, di cui rimane solo il nucleo cementizio. La zona in antis (7x16 m circa) era porticata e caratterizzata da almeno due colonne sul davanti (della colonna settentrionale rimane sul massetto pavimentale l'impronta della base di cm 80 di diametro) e da due pilastri o colonne in asse con le ante laterali. Si sono individuate due celle di culto contigue, di eguali dimensioni (7.50x8.30 m) separate, tramite un setto murario, da ambienti minori (1.50x7.50) con funzione di "ripostigli". L'esterno dell'edificio era evidentemente percorribile poiché si discosta dalla parete rocciosa di circa 1.50-2.50 m e in origine era stato intonacato; la parete ovest, infatti, conserva ancora l'intonaco di colore rosso per il podio e di colore bianco per le pareti delle celle. Pressoché nulla rimane della decorazione architettonica oggetto di spoliazioni dall'Alto Medioevo fino ad epoche recenti, solo si è rinvenuto, alla base del podio del tempio A un blocco modanato (145x73 cm per uno spessore di 33) poggiante su una serie di blocchi in opera quadrata e relativo all'originaria cornice architettonica che decorava il tempio lungo i lati nord e sud. Fra i templi A e B sono i resti di un terrazzamento in opera reticolata abbellito da nicchie per statue, semicircolari e rettangolari, probabilmente ornato sul davanti da un porticato e con accesso gradinato sul versante meridionale. Al di sopra di detto terrazzamento, nelle vicinanze del tempio B, presso la parete rocciosa, si sono ritrovati i resti di un piccolo ambiente legato alla produzione piscatoria; nell’edificio furono reimpiegati alcuni materiali provenienti sia dal porticato, come le basi a mensola per le statue, che dal tempio A. Nell’area santuariale si sono individuate diverse deposizioni di individui adulti e di bambini sepolti entro fosse delimitate da pietre o blocchi lapidei 
post 400 a.C-ante 100 d.C 
1300301001 
santuario 
00301001 
13 
1300301001 
L’area sulle pendici del Monte Penna, presso la sponda dello scomparso lago Fucino venne edificata a partire dal IV a.C. Si tratta di un'area sacrale utilizzata fino al I d.C. che ha restituito i resti di tre templi, un porticato ed un'area artigianale. Il tempio B risulta essere il più antico, IV a.C. - III sec. a.C. Di più ridotte dimensioni, il tempio C ha restituito pavimenti databili tra il II e il I sec. a.C. In un’epoca imprecisata, ma certamente prima della metà del I secolo a.C. una slavina, proveniente dal retrostante Monte Penna, dovette ricoprire gran parte delle strutture santuariali. In età augustea, nel periodo in cui la città-santuario marsa diventa municipium, a nord dell'area cultuale distrutta si realizza il nuovo tempio A di dimensioni grandiose. Quest’ultima struttura risulta strettamente collegata alla rupe che lo sovrasta e nella quale si aprono due cavità, di cui una servita da un sentiero ricavato nella parete rocciosa, a ovest. Probabilmente tale scelta fu legata alla volontà di recupere la valenza cultuale primaria del luogo. Coevo al tempio A è il terrazzamento posto a sud di esso, che doveva fungere da quinta scenica ai pellegrini che giungevano dal lago. Le sepolture individuate nel sito sembrano risalire ad una fase successiva alla distruzione dell'edificio templare (forse dovuta a un evento doloso) ed al suo conseguente abbandono in quanto tagliano e coprono lo strato di bruciato e riutilizzano elementi architettonici di epoca romana, evidentemente provenienti dal tempio stesso. L'assenza di corredo o di altro elemento datante ante quem non consente di datare le deposizioni, se non genericamente, all'epoca delle invasioni barbariche. La parete rocciosa fu poi, probabilmente sempre in epoca alto medievale, provvista di fori da ponte e recuperata per la realizzazione di una abitazione privata 
Già nel 1885 il De Nino segnalava l'esistenza di strutture in opera reticolata. Dopo i primi rinvenimenti fortuiti a seguito di lavori pubblici, tra il 1998 e il 2003 l’area è stata interessata da quattro campagne di scavo che hanno messo in luce il santuario le cui strutture erano in buona parte ricoperte da un riporto cospicuo di detriti carsici, dilavati dall'alto del monte, unitamente a materiale lapideo da costruzione 
Santuario costituito da tre edifici sacri orientati verso est, con accesso rivolto al lago sottostante. Il tempio centrale B fu eretto su un alto podio in opera poligonale. Presenta due celle affiancate, con pavimentazione in cementizio a base litica, precedute da un pronao in cementizio a base fittile sostenuto da un’unica colonna e dal prolungamento delle murature delle celle; le pareti del tempio sono in opera quadrata composta blocchetti legati da malta friabile. Nelle vicinanze è stata trovata una fornace a pianta circolare con pilastrino centrale per la produzione di vasellame ed ex-voto, oggetti questi rinvenuti anche al suo interno. Sul lato meridionale è una struttura di minori dimensioni, il tempio C, costruito su un basso podio e munito di tre piccoli vani affiancati. Le celle, precedute da un portico sorretto da quattro colonne laterizie, sono pavimentate in cementizio a base fittile con inserti di tessere bicrome. A nord è il tempio A, edificato dopo avere tagliato ad angolo retto le pareti della rupe rocciosa e averne spianato e regolarizzato il piano mediante una massicciata di fondazione su cui è stato impostato, poi, l'alto podio, realizzato in opus caementicium di schegge lapidee e malta con paramento in opus incertum. Nell'alzato, che all'esterno raggiunge un’altezza di 3 metri circa, mentre all'interno si attesta a 70 cm, è stata adottata la tecnica edilizia dell'opus reticulatum. La pianta prevedeva due rampe d'accesso laterali, di cui rimane solo il nucleo cementizio. La zona in antis (7x16 m circa) era porticata e caratterizzata da almeno due colonne sul davanti (della colonna settentrionale rimane sul massetto pavimentale l'impronta della base di cm 80 di diametro) e da due pilastri o colonne in asse con le ante laterali. Si sono individuate due celle di culto contigue, di eguali dimensioni (7.50x8.30 m) separate, tramite un setto murario, da ambienti minori (1.50x7.50) con funzione di "ripostigli". L'esterno dell'edificio era evidentemente percorribile poiché si discosta dalla parete rocciosa di circa 1.50-2.50 m e in origine era stato intonacato; la parete ovest, infatti, conserva ancora l'intonaco di colore rosso per il podio e di colore bianco per le pareti delle celle. Pressoché nulla rimane della decorazione architettonica oggetto di spoliazioni dall'Alto Medioevo fino ad epoche recenti, solo si è rinvenuto, alla base del podio del tempio A un blocco modanato (145x73 cm per uno spessore di 33) poggiante su una serie di blocchi in opera quadrata e relativo all'originaria cornice architettonica che decorava il tempio lungo i lati nord e sud. Fra i templi A e B sono i resti di un terrazzamento in opera reticolata abbellito da nicchie per statue, semicircolari e rettangolari, probabilmente ornato sul davanti da un porticato e con accesso gradinato sul versante meridionale. Al di sopra di detto terrazzamento, nelle vicinanze del tempio B, presso la parete rocciosa, si sono ritrovati i resti di un piccolo ambiente legato alla produzione piscatoria; nell’edificio furono reimpiegati alcuni materiali provenienti sia dal porticato, come le basi a mensola per le statue, che dal tempio A. Nell’area santuariale si sono individuate diverse deposizioni di individui adulti e di bambini sepolti entro fosse delimitate da pietre o blocchi lapidei 
Luco dei Marsi (AQ) 
proprietà Stato 
Lucus Angitiae 
bibliografia specifica: Salcuni Andrea - 2012 
bibliografia di corredo: Grossi Giuseppe - 1981 
bibliografia di corredo: Grossi Giuseppe - 1995 
bibliografia specifica: Cairoli Roberta - 2001 
bibliografia specifica: Riccitelli Paola - 2004 

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