santuario, diocesano, Sant'Antonio di Padova (XVI)

https://w3id.org/arco/resource/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/15iccd_modi_1440413912961 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage

Il Santuario di Sant’Antonio costruito su progetto di ignoti architetti, rappresenta tra i monumenti più significativi dell’arte francescana in una sintesi ineguagliabile di storia e spiritualità. Con la sua sobria architettura di impianto rinascimentale, i suoi stupendi affreschi, le preziose tele, le tante sculture lignee rappresenta un unicum dell’arte barocca in Campania
santuario, diocesano, Sant'Antonio di Padova (XVI) 
santuario, diocesano, Sant'Antonio di Padova (XVI) 
santuario diocesano 
La prima chiesa costruita "extra moenia" per accogliere i frati minori Osservanti, fu ultimata nel 1541, circa nove anni prima che vi si insediassero i frati (1550) a cui fu donata con Bolla di fondazione sottoscritta il 4 novembre 1553 dal Papa Giulio III. La costruzione dovette essere ampiamente rimaneggiata, quando pochi anni dopo, nel 1561, un rovinoso terremoto ne indebolì le strutture. Furono necessari interventi sulle mura perimetrali che comportarono certamente trasformazioni strutturali e decorative. In alcuni punti delle pareti del Santuario, sono visibili notevoli tracce della originaria decorazione. I lavori del Convento si conclusero nel 1593 (come attesta la data scolpita sul portone d’ingresso) e soltanto nel 1597, Convento e Chiesa vennero consacrati dal Vescovo di Capaccio mons. Lelio Morello. Nel corso della seconda metà del ‘500, la comunità civica, "l’Universitas" che aveva finanziato la costruzione, incaricando il procuratore Filippo Barrese, fece realizzare la Cappella di San Giovanni Battista (1578) demolita poi nei primi decenni del ‘600 per la costruzione della nuova abside e della sagrestia, e la Cappella dell’Immacolata (1581), situata a destra all’ingresso della chiesa. Nel 1575 all’atto della divisione delle Province Minoritiche del Meridione, il Convento passò a far parte dell’allora costituita Provincia Osservante di Principato. Nel corso del ‘700, oltre ai lavori di varia fattura in chiesa, vengono effettuati radicali rifacimenti degli ambienti abitativi dei frati danneggiati dal terremoto del 1694 che tra l’altro aveva provocato la distruzione del refettorio e di alcune cellette. Con l’800 il Convento conobbe un certo periodo di decadimento a causa delle leggi eversive con le quali viene soppressa la comunità religiosa e con le quali vengono requisiti i beni librari, archivistici e vari arredi sacri. A queste seguirà un altro rovinoso terremoto (1857) che comportò ulteriori modifiche: all’esterno imponenti contrafforti, scanditi da profonde arcate assicurarono una maggiore stabilità e nel contempo diedero all’edificio conventuale la forma che ancora oggi lo caratterizza. Soltanto nel periodo del dopoguerra il monumento rinasce e conosce i primi restauri che vengono effettuati prima sulle decorazioni parietali e sulle tele del soffitto e poi, sugli affreschi del coro e della cupola 
Il 3 ottobre 1993 (Prot. 8/93) mons. Bruno Schettino, vescovo di Teggiano - Policastro, ha eretto la Chiesa Convento Sant'Antonio in Polla a Santuario Francescano Diocesano. Il 13 febbraio 2011 mons. Angelo Spinillo, vescovo e amministratore apostolico della diocesi di Teggiano - Policastro ha chiuso e sigillato in apposita teca, composta di vetro e metallo, il manutergi usato dai Frati per asciugare un piccolo rivolo di liquido limpido e trasparente, apparentemente simile a lacrime, sgorgato tra il 12 e 13 giugno 2010, in maniera empiricamente non spiegabile, dagli occhi di un'antica statua di Sant'Antonio, ordinariamente portata in processione nel giorno della festa e in quel momento custodita nel Museo del Convento. Il luogo sacro è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1925 e nel 2012 è stato inserito tra le "Meraviglie Italiane", tra i 1000 siti storici e architettonici più importanti d'Italia. Un riconoscimento importante promosso dal Forum nazionale dei giovani, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero della Gioventù e del Ministero del Turismo. Dal 4 novembre 2011 il Santuario è Gemellaggio con la Pontificia Basilica di Sant'Antonio da Padova. Nel 2022 è stato inserito, come tappa, nel Cammino dal Santuario di Sant'Antonio di Capo Milazzo (30 giugno) fino ad arrivare alla Basilica del Santo a Padova (9 ottobre). Il 18 novembre 2022 (Prot. 34/2022) mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano - Policastro nel Decreto "Recognitionis tituli sanctuarii diocesani" ha confermato il titolo di Santuario Diocesano 
Il Santuario di Sant’Antonio costruito su progetto di ignoti architetti, rappresenta tra i monumenti più significativi dell’arte francescana in una sintesi ineguagliabile di storia e spiritualità. Con la sua sobria architettura di impianto rinascimentale, i suoi stupendi affreschi, le preziose tele, le tante sculture lignee rappresenta un unicum dell’arte barocca in Campania 
Sant'Antonio di Padova 
ICCD_MODI_1440413912961 
santuario diocesano 
proprietà Ente religioso cattolico 

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