centro storico, collinare, difensivo, Melfi (XI)

https://w3id.org/arco/resource/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1700204616 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage

centro storico, collinare, difensivo, Melfi (XI) 
centro storico, collinare, difensivo, Melfi (XI) 
centro storico collinare, difensivo 
Cittadina collinare, di antica origine, sede vescovile. L'abitato si raccoglie sulla sommità di una collina e il nucleo antico, sebbene danneggiato da ripetuti terremoti (1851, 1930, 1980), ha conservato intatto l'aspetto medievale. È sede vescovile. L’abitato, che con le mura e il castello medievale ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, ha andamento plano-altimetrico vario ed è interessato da una forte crescita edilizia. Tra le emergenze architettoniche ricordiamo il castello, di origine normanna, ampliato e ristrutturato in epoca sveva e rimaneggiato più volte a partire dal sec. XVI che domina l'abitato ed è compreso nella cinta muraria munita di torri; il duomo, dedicato all'Assunta (sec. XII, rifatto nel XVIII e in seguito restaurato) con facciata barocca e campanile romanico; le chiese di Santa Maria, Sant’Antonio, San Lorenzo, Santa Lucia e del Carmine; l’ex chiesa di Sant’Andrea; il palazzo del Vescovado, rifatto dopo il terremoto del 1694; il palazzo Aquilecchia; la piazza Umberto I con il Palazzo del Municipio 
1041-1041 
1700204616 
centro storico collinare, difensivo 
00204616 
17 
1700204616 
Già sede di insediamenti dauni, sanniti e lucani (VII-III secolo a.C.), non fu importante centro romano, acquistando rilevanza solo nel Medioevo. Il toponimo deriva dal nome MELPHES di un antico fiume della Basilicata. Prestigioso sito strategico, in epoca longobarda la città, già potentemente fortificata, è uno dei principali centri del Gastaldato acheruntino dipendente da Salerno nonché un importante nodo di traffici e commerci. Con la ripresa della presenza bizantina nel Meridione sul finire del sec. IX anche Melfi deve sottostare all'autorità dei funzionari imperiali. Nello scontro tra Longobardi e Bizantini che devono anche fronteggiare la minaccia saracena si inseriscono i Normanni a servizio dell'una o dell'altra parte. Nel 1037 la chiesa locale è elevata a sede episcopale, per quanto soggetta a Canosa, mentre dopo il 1041 la conquista normanna assegna a Melfi il ruolo di centro politico del Ducato di Puglia e Calabria. Papa Nicolò II nel 1059 vi radunò un concilio e il papa Urbano II nell' anno 1090 ve ne tenne un secondo. Caduti i Normanni, Federico II di Svevia tenne in Melfi un parlamento generale. Si sviluppò sotto Federico II di Svevia (che vi promulgò nel 1231 le celebri Constitutiones Augustales sul diritto feudale, note come Constitutiones Melphitanae) e gli angioini, registrando poi un lento declino a causa di guerre e terremoti tra cui quelli del 1456, del 1694 e del 1851. Nella prima metà del Trecento fu assegnata alla regina Sancia, dalla quale passò ai principi di Taranto, entrando quindi nei possedimenti di più nobili famiglie. Intorno ai Caracciolo si radunano poeti e letterati ma dopo la perdita del feudo, passato ai Doria, e durante l'epoca del governo vicereale, Melfi vive la consueta condizione di emarginazione da cui esce solo con il secolo de lumi. L'affermazione delle grandi famiglie legate al possesso terriero e all'esercizio delle professioni è definitivo solo con l'occupazione francese ma già nella seconda metà del secolo precedente il rinnovo urbano e le prime espansioni extra moenia sono da attribuire all'attivismo del ceto borghese Per tutto il secolo XIX il processo di ristrutturazione urbano, alimentato e sostenuto dai redditi agrari, pur mantenendo inalterato l'impianto dell'abitato, opera una generale sostituzione dell'edilizia antica: sul finire del secolo interventi significativi sono la realizzazione dei palazzi Pierro, Andresti e Aquilecchia Con il terremoto del 1930 restano danneggia ti i maggiori complessi monumentali, tra cui la Cattedrale. Nella seconda metà del Novecento Melfi conosce infine una forte espansione verso est e verso sud presso il fiume Melfia 
Cittadina collinare, di antica origine, sede vescovile. L'abitato si raccoglie sulla sommità di una collina e il nucleo antico, sebbene danneggiato da ripetuti terremoti (1851, 1930, 1980), ha conservato intatto l'aspetto medievale. È sede vescovile. L’abitato, che con le mura e il castello medievale ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, ha andamento plano-altimetrico vario ed è interessato da una forte crescita edilizia. Tra le emergenze architettoniche ricordiamo il castello, di origine normanna, ampliato e ristrutturato in epoca sveva e rimaneggiato più volte a partire dal sec. XVI che domina l'abitato ed è compreso nella cinta muraria munita di torri; il duomo, dedicato all'Assunta (sec. XII, rifatto nel XVIII e in seguito restaurato) con facciata barocca e campanile romanico; le chiese di Santa Maria, Sant’Antonio, San Lorenzo, Santa Lucia e del Carmine; l’ex chiesa di Sant’Andrea; il palazzo del Vescovado, rifatto dopo il terremoto del 1694; il palazzo Aquilecchia; la piazza Umberto I con il Palazzo del Municipio 
Melfi 

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