centro storico, collinare, spontaneo, agricolo, Aprigliano, Arpiliano (denominazione storica), Arponio (denominazione storica) (XVII)

https://w3id.org/arco/resource/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1800174259 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage

Aprigliano, Arpiliano (denominazione storica), Arponio (denominazione storica)
centro storico, collinare, spontaneo, agricolo, Aprigliano, Arpiliano (denominazione storica), Arponio (denominazione storica) (XVII) 
centro storico, collinare, spontaneo, agricolo, Aprigliano, Arpiliano (denominazione storica), Arponio (denominazione storica) (XVII) 
centro storico collinare, spontaneo, agricolo 
Convenzionalmente Aprigliano è considerato come raggruppamento delle frazioni Vico, Agosto, Petrone, Guarno, S. Stefano, Corte e Grupa. Il patrimonio storico-architettonico annovera: la chiesa di Santa Maria delle Grazie, contenente, tra l’altro, una pregevole tela del XVI secolo; la parrocchiale di San Demetrio, con l’interno arricchito da opere lignee intagliate del Seicento, a Grupa; la chiesa di Santa Maria, in cui si conserva un gruppo marmoreo rinascimentale, a Vico e quella di Santo Stefano, nell’omonima località. Interessante è anche l’eremo di San Martino di Canale, di origine medievale, dove pare abbia dimorato e sia morto Gioacchino da Fiore 
1638-1638 
1800174259 
centro storico collinare, spontaneo, agricolo 
00174259 
18 
1800174259 
Sorta in epoca bruzia, quando si chiamò Arponio, nome mantenuto fino al XII secolo e che significa “attraversata dal Crati”, secondo Plinio è l’antica Abystrum (o Aprustum). In epoca medievale compare per la prima volta come Arpiliano trasformato in Aprigliano nel XV secolo. Ripopolato dai profughi della città di Cosenza negli ultimi decenni del X secolo, ne diviene Casale e ne segue le vicende storiche e sociali. Fu sottoposto ad infeudazione solo dal 1644 al 1647 sotto il Granduca di Toscana e riscattato con la rivolta di Celico del 1647. La scossa del 27 marzo 1638 causò gravissime distruzioni in tutti gli abitati (gli 11 paesi di Vico, San Nicola, Petrone, Agosto, Corte, Santo Stefano, Pera, Pedalina, Guarno, Grupa e Casignano): in totale 605 case crollarono e 38 divennero inabitabili, crollò quasi completamente il monastero degli Agostiniani. Anche il sisma del 28 marzo 1783 fu molto forte e causò il crollo di tredici case, settanta edifici comprese le chiese furono lesionati mentre quello del 1870 distrusse il rione Guarno, composto da circa 80 edifici, e qualche casa del rione Agosto 
Convenzionalmente Aprigliano è considerato come raggruppamento delle frazioni Vico, Agosto, Petrone, Guarno, S. Stefano, Corte e Grupa. Il patrimonio storico-architettonico annovera: la chiesa di Santa Maria delle Grazie, contenente, tra l’altro, una pregevole tela del XVI secolo; la parrocchiale di San Demetrio, con l’interno arricchito da opere lignee intagliate del Seicento, a Grupa; la chiesa di Santa Maria, in cui si conserva un gruppo marmoreo rinascimentale, a Vico e quella di Santo Stefano, nell’omonima località. Interessante è anche l’eremo di San Martino di Canale, di origine medievale, dove pare abbia dimorato e sia morto Gioacchino da Fiore 
Aprigliano Arpiliano (denominazione storica) Arponio (denominazione storica) 

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