centro storico, collinare, spontaneo, difensivo, Cropani, Cropos (denominazione originaria) (VI-VII)

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Cropani, Cropos (denominazione originaria)
centro storico, collinare, spontaneo, difensivo, Cropani, Cropos (denominazione originaria) (VI-VII) 
centro storico, collinare, spontaneo, difensivo, Cropani, Cropos (denominazione originaria) (VI-VII) 
centro storico collinare, spontaneo, difensivo 
Percorrendo i vicoli medievali del paese si possono ammirare gli antichi e nobili palazzotti signorili, con i balconi in ferro battuto e gli eleganti portali in pietra, le case a schiera semplici e modeste, talvolta con qualche giardino, alcune in muratura altre, più antiche, in pietra. Nel borgo medievale sono ancora presenti alcuni tratti delle mura di cinta in corrispondenza delle due porte di accesso alla Città Antica site in Corso Umberto I e in via Dante 
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centro storico collinare, spontaneo, difensivo 
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Durante il periodo della colonizzazione greca, i traffici tra Belcastro, Santa Saverina, Crotone, Taverna, Squillace, Vibo e Locri avevano l’obbligo di passare per un certo punto boscoso ed erano ostacolati da frequenti aggressioni ed omicidi. Fu perciò deciso di costruire una Torre in cima alla collina come posto di vigilanza, che ebbe il nome di “Mal Passo” per indicare il sito pericoloso ove era ubicata. Essendosi creato un clima di maggiore sicurezza, altra gente, attratta dalla fertilità della terra, vi accorse riducendosi ad abitare fuori le mura. Venne a costruirsi, così, un consistente agglomerato urbano a cui si diede il nome di Cropani. La prima storia documentata del centro risale all’anno 831 dell’Era volgare, quando il vascello che recava da Alessandria d’Egitto a Venezia il corpo di S. Marco Evangelista, giunto nel mezzo del Golfo di Squillace, fu sorpreso da una furiosa tempesta. I marinai per miracolo poterono approdare sulla spiaggia di Cropani. Gli abitanti accorsero, prodigando aiuto e generosa ospitalità; i Veneziani, riconoscenti, lasciarono ai Cropanesi la rotula del ginocchio destro del Santo. Nel VII secolo d.C. giunsero nel territorio di Cropani i monaci basiliani che preferirono questo luogo perché strategico e di facile difesa. La zona subì l'influsso bizantino come testimoniano le varie abbazie erette in tutta la presila, di cui si conservano tracce più o meno significative come il monastero di San Lorenzo ed il monastero di S. Maria della Sana nei pressi di Cropani. Oggi di queste antichissime opere possiamo ammirare pochi miseri resti. Al dominio bizantino subentrò, nel 1050, quello normanno che portò un nuovo sistema sociale ed economico che accompagnerà la Calabria fino alla rivoluzione industriale: il sistema feudale. Tutta la Calabria, e Cropani con essa, fu conquistata per opera di Roberto e Ruggero d’Altavilla che realizzarono uno stato unitario nel Mezzogiorno d’Italia, prima diviso in tanti staterelli. Fu comunque un periodo florido per la religione e l’arte in Calabria, infatti, furono costruite cattedrali e chiese ovunque. A questo periodo di fervore artistico e di espansione della fede cristiana risale uno tra i più affascinanti monumenti presenti nel centro storico di Cropani. Ai Normanni seguirono gli svevi, angioini ed aragonesi. Fu in questo periodo e precisamente durante la rivolta dei baroni che ebbe inizio la costruzione della monumentale Chiesa della Collegiata. Alcuni fanno risalire questo tempio all’epoca del movimento culturale avvenuto con Federico II, quindi prima del quattrocento. Durante il lungo periodo della dominazione spagnola, nella generale decadenza, nell’oppressione e nello sfruttamento, Cropani non cessa di amare l’arte e di dedicare al culto opere notevoli: Chiesa di S. Caterina d’Alessandria e Chiesa di S. Giovanni Battista. Mancando efficiente difesa muraria e di armati, per la prima volta i turchi misero a soqquadro il centro di Cropani bruciando le abitazioni e facendo prigionieri poche persone. Il paese non si era ripreso da tanto danno, che appena un anno dopo, il celebre Re Marcone, Marco Berardi, conducente guerra brigantesca al governo vicereale, vi penetrava con centocinquanta uomini saccheggiando e devastando molte case. Il terremoto del 1783 provocò molti morti, feriti e danni immensi, come testimoniano i diversi interventi successivamente apportati, per esempio sulla facciata della chiesa di S. Caterina D’Alessandria e sul rivestimento interno della chiesa di S. Maria Assunta La Collegiata. Tali interventi hanno dato alle opere un connotato artistico diverso da quello caratteristico del periodo nel quale sono state realizzate 
Percorrendo i vicoli medievali del paese si possono ammirare gli antichi e nobili palazzotti signorili, con i balconi in ferro battuto e gli eleganti portali in pietra, le case a schiera semplici e modeste, talvolta con qualche giardino, alcune in muratura altre, più antiche, in pietra. Nel borgo medievale sono ancora presenti alcuni tratti delle mura di cinta in corrispondenza delle due porte di accesso alla Città Antica site in Corso Umberto I e in via Dante 
Cropani Cropos (denominazione originaria) 

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