centro storico, pianificato, a scacchiera, Palmi, Carlopoli (denominazione storica), Palma (denominazione storica), Civitas Palmarum (denominazione originaria) (XVIII)

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Palmi, Carlopoli (denominazione storica), Palma (denominazione storica), Civitas Palmarum (denominazione originaria)
centro storico, pianificato, a scacchiera, Palmi, Carlopoli (denominazione storica), Palma (denominazione storica), Civitas Palmarum (denominazione originaria) (XVIII) 
centro storico, pianificato, a scacchiera, Palmi, Carlopoli (denominazione storica), Palma (denominazione storica), Civitas Palmarum (denominazione originaria) (XVIII) 
post 1783-post 1783 
Riedificato dopo il terremoto del 1783, l'impianto segue le regole della ricostruzione. Corso Garibaldi rappresenta il percorso matrice, ortogonale ad esso, Corso Umberto I, è un percorso di impianto rettilineo che ha consentito uno sviluppo del tessuto edilizio regolare. Si tratta di un centro con un impianto urbanistico formato da isolati regolari con edifici a due, tre piani, sono poche le abitazioni ad un numero superiore di piani. In genere si tratta di palazzi gentilizi di notevole bellezza e di elevato valore storico-artistico; le facciate sono arricchite con monumentali portali ed elementi decorativi differenti. Il centro storico mantiene quasi inalterato l’impianto settecentesco, mentre l’edilizia è tardo-ottocentesca. Della cinta muraria e delle solide torri angolari fatte costruire da Carlo I Spinelli, oggi purtroppo rimangono pochi resti visibili. In via Rimembranze esistevano fino al 1921, anno in cui i resti furono diroccati per l’apertura della via 
centro storico pianificato, a scacchiera 
00177805 
18 
1800177805 
Il primo insediamento sui luoghi dell'attuale città avvenne nel 951 d.C. come conseguenza della distruzione di Taureanum, città di origine greca, da parte dei Saraceni. In seguito alla scorreria saracena infatti parte della popolazione di Taureanum si spostò alle pendici del Monte S. Elia per rifugiarsi e fondò la "Cittadella" e successivamente il "Borgo", mentre già esisteva il piccolo insediamento che originò il rione "Spirito Santo". Con l’arrivo dei monaci basiliani nel XI sec. sul monte nacque un monastero che portò ad un ulteriore sviluppo del centro abitato. Il primo nucleo abitato si ingrandì sempre più e la cittadina, conosciuta come Civitas Palmarum, divenne nel 1333 casale di Seminara e quindi pertinenza della famiglia de Roto. Nel XV sec. Ferrante d’Aragona, noto anche come Ferdinando I, donò a Carlo Spinelli (grande feudatario del tempo) l’intero territorio di Seminara con i suoi casali tra cui Palmi. Palmi seguì quindi le vicende di Seminara anche quando nel 1495, il territorio di quest’ultima fu teatro della sanguinosa battaglia tra Francesi d’Aubigny e gli ispano-napoletani dei Cordova. Nel 1500, nonostante l’assoggettamento a Seminara, a Palmi ci fu un miglioramento economico grazie alle industrie manifatturiere per la lavorazione di seta e lana. Nella seconda metà del XVI secolo (1549) Palmi fu assalita, danneggiata e distrutta dal corsaro Dragut. Palmi nel 1560 fu riedificata e fatta fortificare con cinta muraria e solide torri angolari da Carlo I Spinelli, signore di Palmi; il borgo fu così chiamato per un brevissimo periodo non più Palma ma "Carlopoli", in onore del Duca, per poi assumere quasi subito il nome di Palme e, successivamente di Palmi. La città fortificata assunse una forma rettangolare circondata da mura ai cui angoli sorgevano quattro torri di avvistamento. Nel 1578 il feudo di Palmi venne ceduto da Scipione Spinelli (figlio di Carlo) ai Ruffo. La città fortificata aveva tre porte principali: una era sita nella parte mediana delle mura, dal lato di ponente, le altre due si aprivano dal lato di levante e corrispondevano alle vie che portavano i nomi di via del Soccorso e via Nuova. Secondo una circonferenza ideale sorsero nel XVI secolo i rioni "Lo Salvatore", "Canali", "S. Nicola", lasciando una zona centrale tra questi a solo destinazione agricola. Ben presto questa zona centrale diventò il nodo commerciale di Palmi, per cui in questo punto venne creata la "Piazza del Mercato", che determinò una direttrice precisa nello sviluppo successivo del tessuto urbano. Palmi, ormai certa di essersi liberata dal giogo feudale, si affidò al re Filippo IV che però, nel 1636 (anno in cui la elevò a Città), avendo problemi economici la vendette al marchese d’Arena; con costui Palmi assunse il ruolo di importante centro commerciale. Alla morte del marchese d’Arena Andrea Conchublet, dopo alterne vicende, la città passò nel 1684 a Carlo Filippo Spinelli. Nel XVIII secolo Palmi divenne Comune e attraversò uno dei periodi più floridi della sua storia, fino al 1783, quando fu colpita dal terremoto che la distrusse quasi completamente. Quasi tutti gli edifici crollarono e quelli rimasti in piedi subirono danni e lesioni gravissimi. La nuova pianta di Palmi fu disegnata dall’ing. G. B. de Cusiron, pianificatore illuminista, nello stesso sito che la città occupava prima che il terremoto del 1783 la radesse completamente al suolo. Costui predispose uno schema urbanistico illuministico, molto geometrico e razionale ma sono evidenti le modifiche che il progetto di Palmi subì in corso di attuazione. Il progetto urbano entrò in crisi poiché i tessuti edilizi erano stati organizzati su volumetrie continue bidirezionate e spesso incrociate, inadeguate sia al sistema urbano e ambientale per il quale erano state formulate, sia ai mezzi disponibili del tempo. L'edificazione infatti disattese completamente le indicazioni tipologiche di grande scala collettiva e quindi ogni tipo di "architettura seriale", preferendo basarsi sui tradizionali "elementi" aggregabili per continuità laterale con uno spessore di quasi 10 metri. La risoluzione edilizia in realtà appare forzata nei piccoli isolati quadrati risultanti dalla scomposizione dei grandi isolati angolari intorno a Piazza De Nava. E' quel che succede anche sul lato ovest di Piazza Cavour, dove vi è una disgregazione della forma dell'intero isolato, che ha lasciato posto anche alla piazzetta rettangolare di fronte alla chiesa del Soccorso. Del disegno è rimasto l'impianto urbano bidirezionato e biassializzato e la grande piazza quadrata (piazza V. Emanuele) che funge da baricentro ai due assi urbani della città. Sono state realizzate inoltre le due piazzette sull'asse est-ovest (via Garibaldi), mentre sull'asse nord-sud (corso Umberto I) non è stata compiuta la chiesa, e la piazza semicircolare ai piedi del monte S. Elia è stata attuata solo parzialmente. I tessuti urbani, sono stati semplificati, scomponendo secondo figure rettangolari e quadrate quelle angolari, salvo quelle intorno alla piazza centrale. Palmi fu ricostruita dopo che venne danneggiata gravemente dal terremoto del 1894 che distrusse quasi completamente il centro. Nel 1908 il centro fu quasi totalmente distrutto dal violento terremoto del 28 dicembre. Pochissimi furono gli edifici sopravvissuti e fra questi la chiesa del Crocifisso. La ricostruzione, fatta sullo stesso sito, presenta una città con un impianto planimetrico moderno, a scacchiera, realizzato sul preesistente impianto con schema settecentesco. Il borgo venne ricostruito su progetto dell’ing. Pucci che prevedeva lo sventramento del tessuto storico, con l’uso di uno schema geometrico che frantumava il tessuto e dilatava gli spazi. Il vecchio rione chiamato Borgo sparì definitivamente. Palmi fu suddivisa in tanti piccoli rioni ed il centro storico in isolati. Durante il secondo conflitto mondiale 1943-1945 numerosi quartieri di Palmi furono rasi la suolo con i bombardamenti e poi riedificati nel decennio successivo 
Riedificato dopo il terremoto del 1783, l'impianto segue le regole della ricostruzione. Corso Garibaldi rappresenta il percorso matrice, ortogonale ad esso, Corso Umberto I, è un percorso di impianto rettilineo che ha consentito uno sviluppo del tessuto edilizio regolare. Si tratta di un centro con un impianto urbanistico formato da isolati regolari con edifici a due, tre piani, sono poche le abitazioni ad un numero superiore di piani. In genere si tratta di palazzi gentilizi di notevole bellezza e di elevato valore storico-artistico; le facciate sono arricchite con monumentali portali ed elementi decorativi differenti. Il centro storico mantiene quasi inalterato l’impianto settecentesco, mentre l’edilizia è tardo-ottocentesca. Della cinta muraria e delle solide torri angolari fatte costruire da Carlo I Spinelli, oggi purtroppo rimangono pochi resti visibili. In via Rimembranze esistevano fino al 1921, anno in cui i resti furono diroccati per l’apertura della via 
Palmi Carlopoli (denominazione storica) Palma (denominazione storica) Civitas Palmarum (denominazione originaria) 
1800177805 
centro storico pianificato, a scacchiera 

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