Catalogue Record n: 1700133064

https://w3id.org/arco/resource/CatalogueRecordBDM/1700133064 an entity of type: CatalogueRecordBDM

Catalogue Record n: 1700133064 
Scheda catalografica n: 1700133064 
ita 
1700133064 
2023-04-02 11:24:48.844253 
VDSI: Coll. Etnografica Ridola 
VDSP: SPSAE MT E 19619 
VDST: CD ROM 
ICCD5713144 
lI pezzo è compreso tra quelli che costituiscono la "raccolta Annabella Rossi". Tale raccolta va dal n. d'inv. 159 al 331; trattasi soprattutto di oggetti di tipo cerimoniale, come amuleti, ex voto d'argento e gioielli, ma vi è anche un considerevole numero di oggetti in ceramica di carattere popolare, che rimandano all'attività di ricerca effettuata nel territorio lucano da Annabella Rossi, dipendente del Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari di Roma. I pezzi recuperati nel corso di tale campagna di ricerca furono tutti acquistati. Dalle fonti archivistiche risulta che la "raccolta Rossi" fu fatta negli anni 1966 e 1967. Enzo Spera (in Cavalcanti O. 1996), occupandosi dell'oreficeria in Basilicata, dopo averne constatato la scomparsa, si sofferma sugli aspetti tecnici della produzione, "l'oro era, per lo più, lavorato in sfoglie sottilissime con le quali, molto abilmente, venivano realizzate composizioni anche gradevoli, a volte guarnite con filigrana e con incisioni floreali e di animali stilizzate, sul tipo figurale di quelle riscontrabili su vecchi ricami". Ottavio Cavalcanti (1996) concorda con Spera nel ritenere come caratteristiche dell'oreficeria in Basilicata: la bassa caratura, per la presenza consistente nelle leghe di altri metalli, in particolare il rame; la vistosità, finalizzata all'ornamento dei costumi tradizionali. Inoltre, sostiene che non è possibile definire una peculiarità lucana in campo orafo e dei gioielli, presenti sul territorio regionale, non è possibile indicare i centri di produzione; evidenzia, poi, che questa è condizione comune ad altri oggetti preziosi e ad altre zone del paese. Cottini Petrucci (in Cavalcanti 1996) sottolinea come gli orecchini, le collane, i braccialetti, le acconciature per testa, ecc., non hanno soltanto la funzione di ornare e impreziosire la persona ma rivestono anche una funzione protettiva e difensiva. La funzione magico-rituale non è meno importante di quella estetica e queste due funzioni non sono mai disgiunte l'una dall'altra. L'oro infatti per le sue qualità intrinseche di metallo prezioso è sempre stato, dall'antichità sino ad oggi, l'immagine della ricchezza, ed inoltre rappresenta la continuità, e il simbolo della sopravvivenza e della indistruttibilità. Così pure le perle e il corallo, che spesso accompagnano l'oro, hanno poteri di protezione e di difesa nei confronti dell'individuo perchè derivano entrambi dal mondo animale, perchè si trovano nell'acqua, elemento "forte" della natura che dà forza, difende e protegge. La maggior parte dei gioielli sono doni ricevuti in occasione della nascita, del fidanzamento o delle nozze: scandiscono quelli che sono i momenti determinanti della vita dell'individuo evidenziandone il significato e quindi anche la destinazione. Nell'Ottocento, come ricorda Cavalcanti (1996), gli anelli godono di grande fortuna, se ne portano diversi contemporaneamente. Si impiegano, inoltre, materiali nuovi come il corno, le conchiglie e l'avorio, soprattutto per la realizzazione dei cammei. Si ha una ripresa di motivi propri di epoche passate, dallo scarabeo al serpente, ed alla riproposizione di tecniche antiche, dalla granulazione alla filignana. Nel Novecento si assiste per un verso ad una persistenza di stili tradizionali e per un altro ad una serie di innovazioni che hanno nel "liberty" la prima rilevante novità. Nell'area meridionale, soprattutto a livello popolare, si fa largo impiego della lamina d'oro a bassa caratura. I motivi decorativi sono prevalentemente vegetali, cuoriformi, zoomorfi, a fiocco, a spola doppia, ma non mancano mani intrecciate, minuscule miniature, cammei, nodi d'amore, ecc. Un gusto accentuato del colore fa prediligere il perlaceo, il rosso, il verde, il turchese, in paste vitree o smalti 

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