vastuni di curatulu (bastone, rituale, RITUALITÀ/ OGGETTI MAGICO-RITUALI-CERIMONIALI) by n.d (attribuito) - tradizione niscemese

https://w3id.org/arco/resource/DemoEthnoAnthropologicalHeritage/1900264438A an entity of type: DemoEthnoAnthropologicalHeritage

bastone, rituale
vastuni di curatulu (bastone, rituale, RITUALITÀ/ OGGETTI MAGICO-RITUALI-CERIMONIALI) by n.d (attribuito) - tradizione niscemese 
vastuni di curatulu (bastone, rituale, RITUALITÀ/ OGGETTI MAGICO-RITUALI-CERIMONIALI) di n.d (attribuito) - tradizione niscemese 
Bastone intagliato; sono raffigurati tre volti umani, uno nell‘impugnatura e gli altri immediatamente sotto quest‘ultima e a chiusura degli intagli. Per tutta l‘altezza del bastone, inoltre, sono presenti diverse linee oblique e motivi geometrici 
vastuni di curatulu (bastone rituale, RITUALITÀ/ OGGETTI MAGICO-RITUALI-CERIMONIALI) 
212 
00264438 
19 
1900264438A 
Bastone intagliato; sono raffigurati tre volti umani, uno nell‘impugnatura e gli altri immediatamente sotto quest‘ultima e a chiusura degli intagli. Per tutta l‘altezza del bastone, inoltre, sono presenti diverse linee oblique e motivi geometrici 
restauro, controllo microclimatico 
vastuni di curatulu 
Niscemi (CL) 
1900264438A 
bastone rituale 
proprietà privata 
legno 
decorticatura, intaglio 
Il pastore-intagliatore, prima di accingersi a tagliare il ramo dall‘albero (di mandorlo amaro), con l‘apposita "accetta", indossava il grembiule di tela grigia ("a sarga"), legato con una cordicella fatta di lana e crini di cavallo intrecciati (detta pure "pasturedda", pastoia piccola), che si chiudeva tramite una asticella di legno. Prima di iniziare la "pulitura" con un coltello da taglio ("tagghiettu"), si inginocchiava e recitava una orazione alla Madonna dei Miracoli o a San Lucio, protettore dei pastori. Poi, con lo stesso coltello, iniziava l‘operazione/arte di intagliatura sul legno, incidendo figure apotropaiche, paesaggi agresti, oppure figure umane. Nel nostro caso, gli antenati, che in vita erano stati anche loro pastori-curatoli, cioe‘ addetti alla cura e alla protezione del latte e dei formaggi. Terminate le operazioni di intaglio, e divenuto un magnifico bastone, il "curatulo" si inginocchiava nuovamente e dopo aver ringraziato il ss.mo sacramento per la riuscita dell‘opera d‘arte, baciava con molta intensita‘ l‘attrezzo. Prima dell‘uso veniva fatto stagionare per alcuni mesi e poi immerso nel siero caldo per togliere ogni impurita‘ e poi benedetto da un sacerdote o da un monaco-cappuccino che passava dalla masseria per la consueta elemosina 

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