Speranza (statua, elemento d'insieme) by Vaglio Giovanni (ultimo quarto sec. XVII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100017638-8 an entity of type: CulturalPropertyComponent
statua, elemento d'insieme, Corpo superiore, a destra Speranza
Speranza (statua, elemento d'insieme) di Vaglio Giovanni (ultimo quarto sec. XVII)
Speranza (statua, elemento d'insieme) by Vaglio Giovanni (ultimo quarto sec. XVII)
statua (elemento d'insieme)
La scultura è situata all'estrema destra dell'ancona lignea, nella zona soprastante il cornicione che scandisce le due strutture sovrapposte del dossale. Rappresenta una figura femminile dai lunghi capelli ondulati, col viso e le mani rivolti verso l'alto; la veste verde, rosso e oro dalle ampie maniche è completata nella parte inferiore da un panno rigato e frangiato, drappeggiato sui fianchi e ricadente dal braccio sinistro
1682-1684
0100017638-8
statua
00017638
01
0100017638
Si tratta di una delle raffigurazioni allegoriche delle tre Virtù teologali inserite nel complesso dell'ancona lignea. L'altare, uno dei più significativi complessi della plastica barocca biellese in questo settore, fu eseguito tra il 14 giugno 1682 e il 15 maggio 1684 da Giovanni Vaglio, per un compenso "in livre quattrocento cinquanta cinque e sommate due vino con alcune albere". E' quanto risulta da dati d'archivio a suo tempo ritrovati da Roccavilla e oggi purtroppo scomparsi (ROCCAVILLA A., L'arte nel biellese, Biella 1905, pp. 85 - 87; LEBOLE D., Storia della Chiesa biellese. Le Confraternite, vol. I, Biella 1971, p. 208). Roccavilla, che sottolinea le qualità espressive e di modellato delle sculture, nonchè l'armonia dl complesso, dava notizia, sempre su basi documentarie, di vari elementi plastici aggiunti dallo stesso Vaglio nel corso del lavoro, rispetto al disegno originario. L'opera è ricordata da Midana e più diffusamente da Lebole, che rileva come la qualità ricorda altri lavori di Vaglio, oggi perduti, come l'ancona dell'altare maggiore della parrocchiale di Valle S. Nicolao (MIDANA A., L'arte del legno i Piemonte nel Sei e nel Settecento, Torino s.d. (1925), p. XIX; LEBOLE D., Storia della Chiesa biellese. Le Confraternite, vol. I, Biella 1971, pp. 208 - 209). Dallo stesso Lebole sappiamo che l'altare fu poi dorato e dipinto nel 1706. L'ancona di Vaglio è citata come opera di primo piano nel settore dell'intaglio ligneo a Biella da Mallè, che sottolinea la particolare qualità dell'impianto strutturale e della decorazione plastica; l'autore indica erroneamente l'ancona come situata a Biella - Piazzo (MALLE' L., Le arti figurative in Piemonte, Torino s.d. (1974), vol. II, p. 144). Lebole riferisce, sulla base di documenti d'archivio, che nel 1864 la Confraternita affidava al pittore Antonio Ciancia, assieme ad altri lavori, il restauro dell'ancona dell'altare maggiore (LEBOLE D., Storia della Chiesa biellese. Le Confraternite, vol. I, Biella 1971, p. 218). (LEBOLE D., La chiesa biellese nella storia e nell'arte, Biella 1962, vol. I)
Speranza
Corpo superiore, a destra
11 M 32
La scultura è situata all'estrema destra dell'ancona lignea, nella zona soprastante il cornicione che scandisce le due strutture sovrapposte del dossale. Rappresenta una figura femminile dai lunghi capelli ondulati, col viso e le mani rivolti verso l'alto; la veste verde, rosso e oro dalle ampie maniche è completata nella parte inferiore da un panno rigato e frangiato, drappeggiato sui fianchi e ricadente dal braccio sinistro
Biella (BI)
proprietà Ente religioso cattolico
Speranza
legno/ scultura/ pittura/ doratura
bibliografia specifica: Roccavilla A - 1905
bibliografia specifica: Mallè L - 1974
bibliografia specifica: Midana A - 1925
bibliografia di confronto: Lebole D - 1962
bibliografia specifica: Lebole D - 1971