crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto (pala d'altare, opera isolata) by Lanino Bernardino (seconda metà sec. XVI)

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pala d'altare, opera isolata crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto
crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto (pala d'altare, opera isolata) di Lanino Bernardino (seconda metà sec. XVI) 
crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto (pala d'altare, opera isolata) by Lanino Bernardino (seconda metà sec. XVI) 
1550-1599 
Al centro della scena spicca Cristo sulla croce ai cui lati, uscenti da una grossa nube, sono due angeli, con abiti colorati rossi, verdi, marroni, reggenti calici che raccolgono il sangue di Cristo. Ai piedi della croce la Maddalena, avvolta dai lunghi capelli biondi e vestita, come tradizione, di rosso. Ai lati, inginocchiati e oranti, s. Benedetto, con l'abito dell'ordine color giallo, e S. Gaudenzio, raffigurato con il pastorale e un piviale ocra, accanto tiene la mitra deposta in segno di reverenza aCristo. Alle spalle della scena un paesaggio di tipo montano, verdeggiante nelle vicinanze degli astanti 
pala d'altare (opera isolata) 
00024114 
01 
0100024114 
Il dipinto è segnalato per la priuma volta nel 1764 in occasione della Visita Pastorale di Balbis Bertone, vescovo di Novara, dal 1757 al 1789, che lo vede sull'altare di S. Benedetto, segnalando "un Cristo crocifisso pendente con Maddalena e Santi ", sicuramente da identificare con il nostro. Nel 1828 Bianchini lo segnala ancora sull'altare di S. Benedetto e aggiunge il riferimento all'autore della pala, Bernardino Lanino. Nel 1845 viene citato in un invenatrio della fabbrica della Chiesa, sempre sullo stesso altare, e dal Frasconi, in un manoscritto presso l'Archivio Capitolare, intorno al 1830. Barlassina e Picconi pensano la tavola ideata per l'altare stesso. Il Cassani comunica che la tavola è stta restaurata dalla Soprintendenza nel 1938, certo in relazione alla sua esposizine alla mostra del 1939 a Torino. Ignoramo la primitiva sistemazione del dipinto che, tuttavia, data la presenza di S. Benedetto è facilmente ipotizzabile allo stesso altare del Santo omonimo, costruito nell'antica Basilica nel Trecento. L'attribuzione al LAnino, comparsa per la priuma violta ad opera del Bianchini, è accettata senza controversie. Viale, in occasione della mostra dedicata al gotico e al rinascimento in Piemonte, segnala la tavola, confermandone l'attribuzione, anche se lo ritiene uno dei lavori meno felici dedl pittore e lo colloca fra il 1550 e il 1560, nel periodo in cui l'artista sta lavorando agli affreschi della Cappella di S. Giuseppe dello stesso Duomo. La Griseri, successivamente, lo cita in quanto già preludente alla pittur adedl Moncalvo, che molti suggerimenti dovette trarre dall'artista. In questa direzine la colloca fra il 1560 e il 1570. La pala è indubbiamente una delle operre meno felici dell'artista non tanto sul piano crpomatico, quanto piuttosto per l'appesantimento quale risulta soprattutto nella parte superiore del dipinto, tale da far pensare addirittura ad una collaborazione con i figli, anch'essi frescanti, ma in tono molto minore. Particolarmente belle sono la figura della Maddalena e lo scorcio paesaggistico, soprattutto nella vivace scelta della gamma cromatica (cfr. N. GABRIELLI, Galleria Sabauda maestri italiani, Torino 1971; pp. 151-154; Opere d'arte a Vercelli e nella sua provincia. Recuperi e restauri 1968-1979, Catalogo della mostra, Vercelli 1976, pp. 27-32). Per la bibliografia specifica si veda di Novara, Archivio Storico Diocesano; Acta Visitae, Balbis Bertoned 1764, Tomo 380; F. A. BIANCHINI, Le cose rimarchevoli della città di Novara, Novara 1828, p. 15; Novara, Archivio Capitolare della Cattedrale, Inventario dal 1845 al 1850; G. BARLASSINA, A. PICCONI, Le chiese di Novara, Novara 1933, p. 27; V. VIALE, Gotico e rinascimento in Piemonte, Catalogo della mostra, torino 1939, p. 280; C. BARONI, L'arte in Novara e nel novarese, in "Novara e il suo territorio", Novara 1955, p. 581; A. GRISERI, I Gaudenziani, in "Gaudenzio Ferrari", catalogo della mostra, Vercelli 1956, p. 82; M. L. TOMEA GAVAZZOLI, Pievi del territorio novarese, in "Capire l'Italia. Il patrimonio storico artistico", Milano 1979, p. 42; Novara, Archivio Storico Diocesano, L. CASSANI, Arte e artisti nel novarese, s.d., p. 18; Novara, Archivio Storico Diocesano, C. F. FRASCATI, Quadri di pittori insigni esistenti nelle chiese di questa città, in "Guida ai monumenti novaresi", V. II, n. 23 
73 D 64 2 : 11 H (GAUDENZIO) : 11 H (BENEDETTO) : 11 G 19 25 
crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto 
Al centro della scena spicca Cristo sulla croce ai cui lati, uscenti da una grossa nube, sono due angeli, con abiti colorati rossi, verdi, marroni, reggenti calici che raccolgono il sangue di Cristo. Ai piedi della croce la Maddalena, avvolta dai lunghi capelli biondi e vestita, come tradizione, di rosso. Ai lati, inginocchiati e oranti, s. Benedetto, con l'abito dell'ordine color giallo, e S. Gaudenzio, raffigurato con il pastorale e un piviale ocra, accanto tiene la mitra deposta in segno di reverenza aCristo. Alle spalle della scena un paesaggio di tipo montano, verdeggiante nelle vicinanze degli astanti 
crocifissione con angeli che raccolgono il sangue di Cristo, Santa Maria Maddalena, San Gaudenzio e San Benedetto 
Novara (NO) 
0100024114 
pala d'altare 
proprietà Ente religioso cattolico 
tavola/ pittura a tempera 
bibliografia specifica: Viale V - 1939 
bibliografia di confronto: Gabrielli N - 1971 
bibliografia specifica: Bianchini F. A - 1828 
bibliografia specifica: Griseri A - 1956 
bibliografia specifica: Barlassina G./ Picconi A - 1933 
bibliografia specifica: Baroni C - 1952 
bibliografia specifica: Tomea Gavazzoli M. L - 1979 
bibliografia di confronto: Opere d'arte a Vercelli - 1976 

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