cherubini (ostensorio - a raggiera, opera isolata) by Balbino Giuseppe (sec. XIX)

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ostensorio, a raggiera, opera isolata cherubini
cherubini (ostensorio - a raggiera, opera isolata) by Balbino Giuseppe (sec. XIX) 
cherubini (ostensorio - a raggiera, opera isolata) di Balbino Giuseppe (sec. XIX) 
ostensorio (a raggiera, opera isolata) 
la base di pianta triangolare con vertici tronchi e raccordi polilobati, è impostata su una triplice gradinatura liscia alternata a una cornice degradante con doppio giro di foglie. sul corpo piano sono fissate tre teste di cherubini a getto e tre medaglioni ovali con cornici fitomorfe e immagini sbalzate raffiguranti rispettivamente l'immacolata concezione e i ss. cosma e damiano. al centro, nascoste tra questi, due pigne, diversamente orientate, fungono da sostegno del fusto che, da un anello d'alloro, si sviluppa in un elegnate nodo vaseiforme tra due golette brunite. la superficie liscia è avvolta, in basso, da una corolla di foglie d'acanto ed è ornata, in alto, da tre teste di cherubini aggettanti, oppurtunatamente fissate, e da tre ovali entro encarpi, recanti le tre virtù teologali sbalzate e dorate. la teca è incorniciata da pietre bianche, ocra, verdi, blu e rosse e da una corona di nuvole, riargentata, con cherubini dorati, che nasconde l'attaccatura della raggiera adorna di tralci di uva dorati. un cespo di foglie d'acanto e spighe maschera, invece, il punto di congiunzione della raggiera con il fusto. sul retro della base vi sono tre punzonature, presenti anche sul fusto e sulla teca dietro la quale è fissata l'impugnatura per l'esposizione 
post 1872-ante 1899 
0100033847 
ostensorio a raggiera 
00033847 
01 
0100033847 
sul retro della base, in corrispondenza della fascia degradante, è impressa la scritta G.BALBINO/ TORINO, tra due punzoni, presenti questi anche sul nodo e sul retro della teca, raffiguranti l'uno un leone tra le iniziali G e B, entro losanga, l'altro la testa d'Italia Turrita, contornato con un numero tre. Quest'ultimo corrisponde al marchio dell'Ufficio di saggio, variabile a seconda dei titoli dell'oro o dell'argento (in tale caso si riferisce al terzo titolo dell'argento), costituito a Torino e in altre 24 città d'Italia in seguito all'apporvazione del nuovo Regolamento sulla "fabbricazione ed il commercio degli oggetti d'oro e d'argento", emanato il 2 maggio 1872 (cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, p. 18). Si può ipotizzare che l'orefice che eseguì l'ostensorio fosse il figlio di Carlo Balbino argentiere torinese (cfr. A. Bargoni, op. cit. p. 45) il cui punzone era l'impronta di un leone tra le iniziali C e B, spesso congiunto alla scritta "Balbino è Turin", che fu attivo nella prima metà del secolo XIX e che lavorò anche per la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Si potrebbe pertanto ritenere che G. Balbino proseguisse l'attività del padre e che mantenesse immutato il punzone, variando solo la scritta nella dicitura italiana. Lo stile dell'opera sembra d'altronde confortare una datazione posteriore al 1872 essendo conforme al gusto figurativo noto come secondo impero 
cherubini 
11 G 19 11 
la base di pianta triangolare con vertici tronchi e raccordi polilobati, è impostata su una triplice gradinatura liscia alternata a una cornice degradante con doppio giro di foglie. sul corpo piano sono fissate tre teste di cherubini a getto e tre medaglioni ovali con cornici fitomorfe e immagini sbalzate raffiguranti rispettivamente l'immacolata concezione e i ss. cosma e damiano. al centro, nascoste tra questi, due pigne, diversamente orientate, fungono da sostegno del fusto che, da un anello d'alloro, si sviluppa in un elegnate nodo vaseiforme tra due golette brunite. la superficie liscia è avvolta, in basso, da una corolla di foglie d'acanto ed è ornata, in alto, da tre teste di cherubini aggettanti, oppurtunatamente fissate, e da tre ovali entro encarpi, recanti le tre virtù teologali sbalzate e dorate. la teca è incorniciata da pietre bianche, ocra, verdi, blu e rosse e da una corona di nuvole, riargentata, con cherubini dorati, che nasconde l'attaccatura della raggiera adorna di tralci di uva dorati. un cespo di foglie d'acanto e spighe maschera, invece, il punto di congiunzione della raggiera con il fusto. sul retro della base vi sono tre punzonature, presenti anche sul fusto e sulla teca dietro la quale è fissata l'impugnatura per l'esposizione 
San Damiano d'Asti (AT) 
proprietà Ente religioso cattolico 
cherubini 
argento/ cesellatura/ sbalzo/ doratura 
rame/ sbalzo/ stampaggio/ cesellatura/ argentatura/ doratura/ brunitura 
bibliografia di confronto: Bargoni A - 1976 

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