archibugio - da caccia, opera isolata by Berselli Giacomo (inizio sec. XVIII)

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archibugio, da caccia, opera isolata
archibugio - da caccia, opera isolata by Berselli Giacomo (inizio sec. XVIII) 
archibugio - da caccia, opera isolata di Berselli Giacomo (inizio sec. XVIII) 
post 1700-ante 1710 
Funzionamento. Si apre lo sportello del calciolo e si alimentano i serbatoi con polvere e palle. Si riempe la scatola-serbatoio per il polverino sulla piastra. Ruotando la leva verso il basso, la sede del proiettile e la camera di scoppio vengono messe in comunicazione con i rispettivi serbatoi e ricevono la palla e la giusta quantità di polvere. L'arma dovrà essere rivolta verso il basso. Ruotando la leva al contrario, la palla cadrà nella canna (priva di camera) e la camera di scoppio si allineerà alla canna stessa. Con la prima rotazione della leva, si sarà abbassato il bacinetto ed il cane sarà stato armato dalla biella. Lo scodellino rotante avrà raccolto la necessaria quantità di polvere e con la seconda rotazione l'arma sarà pronta a fare fuoco. Per disattivarla è previsto un foro nella parte inferiore della culatta per consentire l'evacuazione della palla. Canna: è ad anima liscia, a due ordini, ottagonale e tonda. Cornice a rilievo in culatta, mirino in ottone e argento. Borletto in volata in ottone e argento. Piastrine incise riportate in argento al I° rinforzo. È del tipo svitabile, con vite lunga mm. 16, con 6 filetti leggermente a cono. È guarnita di un fusto in noce, scolpito a volute, solidale alla canna a mezzo di 3 tenoni a [continua nel campo Osservazioni] 
archibugio (da caccia, opera isolata) 
341  M 65 
00034706 
01 
0100034706 
L'arma in esame, pur ispirandosi ad altri modelli precedentemente realizzati, è concepita e costruita in modo mirabile. Per funzionare bene richiede peraltro una assoluta precisione delle parti e soprattutto l'impiego di pallottole di calibro assai preciso. Avendo la canna smontabile, poteve essere portata, con serbatoi carichi, sotto al mantello, ed essere quindi impiegata per difesa o insidia. Giacomo Berselli, bolognese, operante in Roma, fu attivo tra il 1666 e il 1720 circa. L'oggetto in esame è menzionato in: A. Angelucci, Catalogo dell'Armeria Reale di Torino, Torino, 1890, n. M 65; A. Gaibi, Armi da fuoco italiane ecc., Milano, 1962, tav. 138/b e 139; A. Gaibi, Armi da fuoco italiane ecc., Milano, 1968, n. 373 e 375; G. Dondi, M. Cartesegna, Schede critiche in F. Mazzini (a cura di), L'Armeria Reale di Torino, Busto Arsizio, 1981, n. 302 
Funzionamento. Si apre lo sportello del calciolo e si alimentano i serbatoi con polvere e palle. Si riempe la scatola-serbatoio per il polverino sulla piastra. Ruotando la leva verso il basso, la sede del proiettile e la camera di scoppio vengono messe in comunicazione con i rispettivi serbatoi e ricevono la palla e la giusta quantità di polvere. L'arma dovrà essere rivolta verso il basso. Ruotando la leva al contrario, la palla cadrà nella canna (priva di camera) e la camera di scoppio si allineerà alla canna stessa. Con la prima rotazione della leva, si sarà abbassato il bacinetto ed il cane sarà stato armato dalla biella. Lo scodellino rotante avrà raccolto la necessaria quantità di polvere e con la seconda rotazione l'arma sarà pronta a fare fuoco. Per disattivarla è previsto un foro nella parte inferiore della culatta per consentire l'evacuazione della palla. Canna: è ad anima liscia, a due ordini, ottagonale e tonda. Cornice a rilievo in culatta, mirino in ottone e argento. Borletto in volata in ottone e argento. Piastrine incise riportate in argento al I° rinforzo. È del tipo svitabile, con vite lunga mm. 16, con 6 filetti leggermente a cono. È guarnita di un fusto in noce, scolpito a volute, solidale alla canna a mezzo di 3 tenoni a [continua nel campo Osservazioni] 
archibugio 
Torino (TO) 
0100034706 
archibugio da caccia 
proprietà Stato 
legno/ intaglio 
bronzo/ fusione/ cesellatura 
radica di noce/ intaglio 
ottone/ fusione/ cesellatura 
argento/ laminazione/ cesellatura/ sbalzo 
acciaio/ fusione 
ferro/ battitura/ traforo 
bibliografia specifica: Angelucci A - 1890 
bibliografia specifica: Dondi G./ Cartesegna M - 1981 
bibliografia specifica: Gaibi A - 1962 
bibliografia specifica: Gaibi A - 1968 

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