Giuseppe in carcere interpreta i sogni (dipinto, opera isolata) by Morgari Giuseppe (secondo quarto sec. XIX)

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dipinto, opera isolata Giuseppe in carcere interpreta i sogni
Giuseppe in carcere interpreta i sogni (dipinto, opera isolata) di Morgari Giuseppe (secondo quarto sec. XIX) 
Giuseppe in carcere interpreta i sogni (dipinto, opera isolata) by Morgari Giuseppe (secondo quarto sec. XIX) 
ca 1843-ca 1843 
Dipinto sagomato nella parte inferiore, già sopraporta, entro cornice lignea intagliata verniciata di colore giallo. La scena ha sfondo architettonico con bassorilievi e geroglifici color nocciola e piedistallo chiaro sormontato da sfinge a destra. A sinistra è raffigurato Giuseppe, in tunica di colore marrone, rivolto a due personaggi seduti, uno in tunica gialla e azzurra, l'altro in tunica bianca. I tre si trovano in carcere, come denuciano le catene che portano legate a polsi e caviglie 
dipinto (opera isolata) 
1049  s.n 
00036005 
01 
0100036005 
Nei depositi del castello sono conservate due sovrapporte disallestite rappresentanti storie di Giuseppe (questa in esame e quella catalogata con n. 01/00035995 rappresentante "Giuseppe e la moglie di Putifarre" ), che probabilmente fanno parte di un ciclo di tele eseguite da Giuseppe Morgari tra il 1844 e il '45 su commissione di Maria Cristina, regina vedova di Carlo Felice, per il riallestimento dell'appartamento reale. Nella camera da letto della regina si trovano ancora oggi altre quattro tele che ritraggono "Giuseppe converte Asenat, figlia del sacerdote Potifera, sua sposa", "Giacobbe manda Giuseppe dai fratelli", "Giuseppe racconta il suo sogno al padre" e "Giuseppe venduto dai fratelli". Fino al 1808 (cfr. inventario in ASTO, Archivio Alfieri, m. 29 fasc. 6) la camera era decorata da sovrapporte e paracamino raffiguranti paesaggi, attribuiti a Cignaroli, poi smantellati ma negli inventari del castello del 1826, 1831 e 1843 la "camera d'angolo" risulta priva di sovrapporte, sostituite da "taffetà verde" (ASTO, Archivio del Duca di Genova, m. nn. 59 e 60). Non è certa la collocazione originaria delle singole tele di Morgari presenti nell'appartamento (12 sovrapporte ed un paracamino), di cui i registri inventariali storici forniscono una descrizione generica, poichè in epoca successiva avvennero ulteriori spostamenti di arredi e riallestimenti. Elena Ragusa sostiene che le quattro sovrapporte con episodi della vita di Giuseppe nella camera da letto della Regina furono qui allestite soltanto nel primo quarto del Novecento. Pare infatti che la loro destinazione originaria fosse la camera da letto della fuchessa Isabella o camera gialla, da cui furono smantellate, insieme forse alla sovrapporta rappresentante il "sacrificio d'Ifigenia" oggi nella sala medaglie, per fare posto alle tele di L. Balbo censite per la prima volta nell'inventario del 1927. Si segnala però che queste due in deposito hanno dimensioni diverse dalle altre dodici sovrapporte allestite nell'appartamento.Nella scheda cartacea Barbara Fioravanti indica come autore Paolo Emilio Morgari (Torino 1815 - 1882) ma nel corso della ricerca sulle fonti sono emersi due documenti d'archivio (mandato n. 311 del 6 ottobre 1845), che rendono noto il pagamento di £. 818. 77 a favore di "Morgari Giuseppe Pittore". La causale è generica (per "5 Dipinti eseguiti d'ordine di S. E. il Gran Mastro per il Real Castello d'Agliè consistenti in 4 sovraporte, ed un controfornello. per la nuova Camera dell'Appartamento Reale nel Castello d'Agliè" in ASTO/ Archivio Duca di Genova, Azienda Maria Cristina 1845, reg. n. 611 p. 133 e ASTO/ Archivio Duca di Genova, Azienda Maria Cristina, Varie 1845) e non permette di identificare con precisione i dipinti. L'inventario del 1842 (ASTO, Archivio del Duca di Genova, Tenimento d'Agliè, m. n. 60) riporta notizie, aggiunte a posteriori, di lavori effettuati nelle sale "n. 10 Camera da letto" e "n. 11 Camera di trattenimento" entrambe "intieramente ristaurate", allestite rispettivamente con "quattro sopraporta dipinti dal Morgari, rappresentanti alcuni fatti della Storia Sacra . . . e controfornello dipinto conforme ai sopraporte, e cornice dorata" e "sei sovraporte dipinti dal Molgari rappresentanti Fatti d'Istoria Sacra". Sulla base di tali informazioni si ritiene che si possa trattare dello stesso pittore, Giuseppe (Torino 1788-1847), capostipite di una famiglia che conta tra i suoi appartenenti un buon numero di pittori. Si ricordano poi i figli Paolo Emilio (Torino 1815-1882), con la moglie Clementina Morgari Lomazzi (Guastalla 1819-Torino 1897), e Rodolfo (Torino 1827-1909), attivi per la corte sabauda. Giuseppe lavorò per i Savoia sia come decoratore sia come restauratore di dipinti (cfr. C. Rovere, "Descrizione del Reale Palazzo di Torino", Torino 1858, pagg. 95 n. 116; 211 n. 100). Alla generazione successiva appartengono Pietro (Torino 1852-Londra 1885), figlio di Rodolfo, e Luigi (Torino 1857-1935), figlio di Paolo Emilio e a sua volta padre di Carlo (Torino 1898-1970), Emilia Morgari Ingaramo (Torino 1882-?) e Paolo Emilio Junior (Torino 1883-1947) 
71 D 11 5 
Giuseppe in carcere interpreta i sogni 
Dipinto sagomato nella parte inferiore, già sopraporta, entro cornice lignea intagliata verniciata di colore giallo. La scena ha sfondo architettonico con bassorilievi e geroglifici color nocciola e piedistallo chiaro sormontato da sfinge a destra. A sinistra è raffigurato Giuseppe, in tunica di colore marrone, rivolto a due personaggi seduti, uno in tunica gialla e azzurra, l'altro in tunica bianca. I tre si trovano in carcere, come denuciano le catene che portano legate a polsi e caviglie 
Giuseppe in carcere interpreta i sogni 
Agliè (TO) 
0100036005 
dipinto 
proprietà Stato 
tela/ pittura a olio 
bibliografia specifica: Castelnuovo E./ Rosci M - 1980 
bibliografia specifica: Biancolini D./ Gabrielli E - 2001 
bibliografia di confronto: Bellini E - 1998 

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