Cane di Fo, cane (statuetta, opera isolata) by Manifattura di Dehua (fine/inizio secc. XVII/ XVIII)

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statuetta, opera isolata cane
Cane di Fo, cane (statuetta, opera isolata) di Manifattura di Dehua (fine/inizio secc. XVII/ XVIII) 
Cane di Fo, cane (statuetta, opera isolata) by Manifattura di Dehua (fine/inizio secc. XVII/ XVIII) 
Cane di Fo, cane (statuetta, opera isolata) 
Statuetta su piedestallo cavo. L'animaleè seduto sulle zampe posteriori su un alto plinto rettangolare cavo. Cinto da un collare con nappa e sonagli, trattiene con la zampa anteriore sinistra una palla; nelle fauci stringe un laccio terminante con un cappio. Cilindretto porta-incenso sull'angolo posteriore sinistro del plinto. La coperta (di color bianco neve) ricopre anche la superficie interna 
1690-1710 
0100039568 
statuetta 
00039568 
01 
0100039568 
La statuetta (databile all'epoca della dinastia Qing) è stata eseguita a stampo in due metà unite lateralmente; il plinto è realizzato a parte. All'interno di quest'ultimo si rilevano tracce di ceralacca per il fissaggio alla superficie da decorare. Probabilmente in origine aveva il suo pendant in posizione specularmente simmetrica, che non risulta documentato fin dal 1880. Il pezzo è quasi del tutto analogo ad un altro cane di Fo sparigliato, nella medesima attitudine, conservato nel fondo di Palazzo Reale (scheda n. 01/00039569). Per i caratteri iconografici del soggetto e il suo significato simbolico si vedano: L. CATERINA, in Porcellane e argenti del Palazzo Reale di Torino, catalogo della mostra a cura di A. GRISERI, G. ROMANO, Torino 1986, voce "Leone buddhista", p. 356; L. ZENONE PADULA, ibid., scheda n. 188, pp. 382-383. I cani di Fo furono tra le prime figure in porcellana "blanc de Chine" a raggiungere l'Europa. Secondo Ottema (N. OTTEMA, Chinesische Ceramiek Handbock, 1946, p. 168) la prima menzione in Occidente dei leoni buddhisti compare nell'inventario degli effetti personali del pittore Jan Bassé il Vecchio, del 1637. Numerosi esemplari sono citati nell'inventario del Gabinetto Danese di curiosità nel 1701 e in quello della collezione di Augusto il Forte, nel 1721. Per i confronti si vedano: J. P. DONNELLY, Blanc de Chine, London 1969, pp. 166, 239, 405; tavv. 74 A, 93 B, 94 A-B; D. F. L. SCHEURLEER, Chinese Export Porcelain. Chine de Commande, London 1974, fig. 324; D. HOWARD, J. AYERS, China for the West. Chinese Porcelain and other Decorative Arts for Export illustrated from the Mottahedeh Collection, London-New York 1978, I, n. 68, pp. 100-101; F. TABAR DE ANITUA, Ceramicas de China en el Museo Nacional de Artes Decorativas, Madrid 1983, n. 238 (inv. MAN 64062), pp. 138-139 
cane 
Cane di Fo 
Statuetta su piedestallo cavo. L'animaleè seduto sulle zampe posteriori su un alto plinto rettangolare cavo. Cinto da un collare con nappa e sonagli, trattiene con la zampa anteriore sinistra una palla; nelle fauci stringe un laccio terminante con un cappio. Cilindretto porta-incenso sull'angolo posteriore sinistro del plinto. La coperta (di color bianco neve) ricopre anche la superficie interna 
Torino (TO) 
proprietà Stato 
cane, Cane di Fo 
porcellana/ stampo/ pittura 
bibliografia di confronto: Howard D./ Ayers J - 1978 
bibliografia di confronto: Tabar de Anitua F - 1983 
bibliografia di confronto: Donnelly J.P - 1969 
bibliografia di confronto: Ottema N - 1946 
bibliografia di confronto: Scheurleer D.F.L - 1974 
bibliografia specifica: Caterina L - 1986 
bibliografia specifica: Zenoni Padula L - 1986 

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