San Rocco (dipinto, opera isolata) by Morino Carlo (bottega) (metà sec. XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100046420 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
dipinto, opera isolata San Rocco
San Rocco (dipinto, opera isolata) di Morino Carlo (bottega) (metà sec. XVIII)
San Rocco (dipinto, opera isolata) by Morino Carlo (bottega) (metà sec. XVIII)
1740-1760
Il dipinto, di forma ovale, raffigura S. Rocco ripreso di tre-quarti sino alle ginocchia. Il santo è riconoscibile per i suoi attributi: il cane che l'accompagna, il bubbone sulla coscia e il bastone da pellegrino. Esso volge lo sguardo in alto alla sua destra verso una piccola croce luminosa circondata da tre cherubini mentre la sua mano destra è rivolta verso lo sfondo dove si distinguono, in un paesaggio di pianura con rilievi solo in lontananza, tre tende, un abitato e un castello o borgo fortificato. Prevalgono le tinte bruno-ocra
dipinto (opera isolata)
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Il dipinto proviene dall'oratorio oleggese del S.mo Nome di Gesù, sede della Confraternita omonima. Dopo il recupero effettuato da p. A. Mozzetti, parroco della Chiesa parr. dei SS. Pietro e Paolo, nel 1986 circa, in occasione della rimozione di un armadio fatiscente ubicato contro la parete orientale dell'oratorio. L'intervento di restauro ha permesso una migliore leggibilità dell'opera. Dagli inventari stilati in occasione delle visite pastorali condotte dai vescovi di Novara non risulta l'esistenza, nell'oratorio citato, di un dipinto raffigurante il santo taumaturgo, e neppure nel dettagliato inventario preparato nel 1820 per il vescovo G. Morozzo, in cui è descritto il soggetto di ogni opera (ASDN, VP, a 1820, T. 382, f. 73r,74). Nel 1820 è descritto invece un quadro di S. Rocco nell'antica Chiesa parroc. dei SS. Pietro e Paolo, a lato dell'altare dedicato alla Santa Croce (ASDN, VP, a. 1820, T. 382, f. 44). La dimensione ridotta della tela analizzata potrebbe farlo riconoscere, anche se non è definito nella forma ovale. In seguito alla demolizione della Chiesa, per la costruzione del tempio antonelliano negli anni 1853-58 (P. E. Lombardi, la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, 1858-1958, Novara, 1958; AA.VV. Il centro storico di Oleggio, Novara, 1977; Fiori, La Chiesa parrocchiale di Oleggio nel XIX secolo, in Antonelli e il territorio, Maggiora, 1988) la tela e altri oggetti pertinenti l'altare citato, possono essere stati ritirati definitivamente nella sede della Confraternita. Non è da escludere la probabile acquisizione ottocentesca o novecentesca, peraltro non documentata da registri della confrasternita, o la sua provenienza dalla Chiesa di S. Rocco dei Padri Riformati, soppressa in età napoleonica e acquisita dal vescovo di Novara nel 1832 che a sua volta la donò al Seminario di Novara (Fiori, 1988, p. 76). Il dipinto testimonia la devozione molto diffusa, in zona e nel novarese, per il santo protettore contro la peste. In Oleggio esisteva, oltre alla Chiesa francescana citata, un oratorio dedicato a San Rocco ubicato in borgo (nell'attuale via Roma, ora sede dell'A.C.I.) e costruito nel 1745 ad opera del rev. Antonio M. Vandoni (ASDN, VP, a.1820, T. 382, f. 56), ma smantellato nel 1890 circa (Arch. Storico del Comune di Oleggio, s. III, f.a. 1880-90). Intorno alla metà del XVIII è databile il San Rocco analizzato che, per analogie stilistiche, è da accostare ai dipinti di Carlo Morino, pittore poco noto, documentato tra il 1726 e il 1751. In particolare il San Rocco riprende alcuni aspetti del grande dipinto della facciata dell'oratorio di San Donato (F. Fiori-I. Haiek, Oleggio romanica, Oleggio, 1982) affrescato nel 1751 sopra uno schema del 1649, come suggerirebbero le due date ivi dipintevi. Il paesaggio con le capanne o tende e i malati davanti ad esse, ha molte analogie con la tela del Museo religioso, oltre ad una evidente somiglianza tra i volti dei due dipinti, risolti con una certa modestia di risultati. In base a questi riscontri, il San Rocco sarebbe da attribuire a Carlo Morino o alla sua bottega. L'opera è stata oggetto di un intervento di restauro conservativo nel 1987, operatrice G. Pignaris di Novara
11 H (ROCCO) 37
San Rocco
Il dipinto, di forma ovale, raffigura S. Rocco ripreso di tre-quarti sino alle ginocchia. Il santo è riconoscibile per i suoi attributi: il cane che l'accompagna, il bubbone sulla coscia e il bastone da pellegrino. Esso volge lo sguardo in alto alla sua destra verso una piccola croce luminosa circondata da tre cherubini mentre la sua mano destra è rivolta verso lo sfondo dove si distinguono, in un paesaggio di pianura con rilievi solo in lontananza, tre tende, un abitato e un castello o borgo fortificato. Prevalgono le tinte bruno-ocra
San Rocco
Oleggio (NO)
0100046420
dipinto
proprietà Ente religioso cattolico
tela/ pittura a olio
bibliografia di confronto: Fiori F - 1988
bibliografia di confronto: Lombardi P. E - 1958
bibliografia di confronto: Il Centro Storico di Oleggio - 1977
bibliografia di confronto: Fiori F./ Haiek I - 1982