altare maggiore, insieme by Casella Francesco (secondo quarto sec. XVII)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100138265-0 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

altare maggiore, insieme, Altare di S. Maria Liberatrice
altare maggiore, insieme by Casella Francesco (secondo quarto sec. XVII) 
altare maggiore, insieme di Casella Francesco (secondo quarto sec. XVII) 
post 1635-ante 1637 
Altare ligneo e marmoreo composto da due coppie di colonne che inquadrano la nicchia centrale di forma rettangolare. Colonne in marmo rosso di Verona con basamento a tripla sezione circolare in marmo bianco, fusto liscio e capitello ligneo composto e dorato. Doppio gradino dipinto ad effetto marmorizzato. Frontone in marmo nero centinato e spezzato compreso in un secondo coronamento rettangolare posto in posizione rientrante rispetto al primo. Sui capitelli delle due colonne centrali sono collocati due putti lignei dorati tesi ad indicare un cartiglio mistilineo. L'intera macchina d'altare è raccordata alle pareti da due porte lignee intagliate sormontate da architravi su cui poggiano due splendide statue lignee 
Altare di S. Maria Liberatrice (altare maggiore) 
00138265 
01 
0100138265 
Dalla lettura delle fonti archivistiche risulta che il 29 marzo 1632 il Comune si impegnò a far costruire due altari, il maggiore e un altro, nella chiesa intitolata a Maria Liberatrice che, per allogazione comunale, si cominciava a costruire. Il 28 dicembre 1635 il Comune versò doppie d'Italia 15 e mezza cioé lire 67 torinesi per la costruzione del coro e dell'altare maggiore. Nelle carte comunali del 1636 si legge che " l'altare maggiore resterà per sempre proprio della città che ne avrà il patronato perpetuo". Inoltre viene registrata la somma di 1170 ducatoni pagata a "Gabriele Casela di Lugano per ornamenti soliti all'altare maggiore comprendendo di marmi misti e diversi conformi alla capitulazione et disegno". L'anno successivo si pagarono ulteriori lire 25 torinesi a "Francesco Casella per l'oppera dell'altare". Un certo Gabriele Casella era membro della Confraternita di Sant'Anna dei luganesi, fondata nel 1636 a Torino presso la chiesa di San Francesco d'Assisi (Dardanello G., in Romano G. (a cura di), 1988, p. 164). Francesco Casella potrebbe identificarsi con quello documentato dal Vesme attivo nel 1661 a Palazzo Reale 
Altare ligneo e marmoreo composto da due coppie di colonne che inquadrano la nicchia centrale di forma rettangolare. Colonne in marmo rosso di Verona con basamento a tripla sezione circolare in marmo bianco, fusto liscio e capitello ligneo composto e dorato. Doppio gradino dipinto ad effetto marmorizzato. Frontone in marmo nero centinato e spezzato compreso in un secondo coronamento rettangolare posto in posizione rientrante rispetto al primo. Sui capitelli delle due colonne centrali sono collocati due putti lignei dorati tesi ad indicare un cartiglio mistilineo. L'intera macchina d'altare è raccordata alle pareti da due porte lignee intagliate sormontate da architravi su cui poggiano due splendide statue lignee 
Altare di S. Maria Liberatrice 
Pinerolo (TO) 
0100138265-0 
altare maggiore 
proprietà Ente pubblico territoriale 
legno/ intaglio/ pittura/ doratura 
marmo/ scultura 
bibliografia di confronto: Dizionario biografico degli Italiani - 1978 
bibliografia di confronto: Baudi di Vesme A - 1963 
bibliografia di confronto: Caffaro P - 1900 
bibliografia di confronto: Romano G - 1988 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here