il cacciatore indiano (arazzo, opera isolata) by Desportes François, Neilson Jacques - manifattura di Gobelins (metà sec. XVIII)

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arazzo, opera isolata il cacciatore indiano
il cacciatore indiano (arazzo, opera isolata) di Desportes François, Neilson Jacques - manifattura di Gobelins (metà sec. XVIII) 
il cacciatore indiano (arazzo, opera isolata) by Desportes François, Neilson Jacques - manifattura di Gobelins (metà sec. XVIII) 
arazzo (opera isolata) 
Riduzione ordito 8 cm.; riduzione trame 13 cm. Frammento centrale. Crapantage contrastè; cotes alternées, battage. Bordura uso cornice con un fregio con conchiglia a metà di ogni lato e fregi con gigli di francia ai quattro angoli. Nella scena centrale un cacciatore scuro di pelle, seminudo e con un arco in mano, siede di spalle sotto un albero di limoni (?) e un cactus popolati di uccelli e pappagalli colorati. Sulla destra animali di terra di varie specie intorno ad una palma; ancora più a detsra rettili vari, granchi e tartaruga arrampicati su di una montagnola. Ai piedi del cacciatore paesaggio acquatico (mare?) popolato di grandi pesci. Colori predonimanti: verde in più tonalità, azzurro, rosso , marrone, ocra, beige chiaro e luminoso del fondale. Cimosa azzurra. Fodera intera, non originale in 6 teli; lungo il lato basso altra fascia di rinforzo. Sospensione: anelli cuciti sulla fodera lungo il lato alto e parte dei lati laterali (rimossi nel 1988) 
ca 1757-ca 1759 
0100171844 
arazzo 
00171844 
01 
0100171844 
La serie delle Nuove Indie originariamente comprendeva otto arazzi ("Il re negro", "La zebra", "Il cammello", "I pescatori", "L'elefante", "Il combattimento delle belve", "Il cacciatore", "I due tori") e fu tessuta tra il 1740 e il 1744 negli ateliers del Cozette e del Le Blonde. Una serie fu acquistata dal conte di Viry, ambasciatore del Regno di Sardegna a Londra, nel 1763 a Parigi, ma secondo il Fenaille l'arazzo in questione faceva parte della terza replica tessuta in basso liccio dal Le Blonde e dal Neilson tra il 1747 e il 1754; l'altro arazzo conservato nel Palazzo Reale di Torino ("Il cacciatore indiano", datato fra il 1757 e il 1759) apparterrebbe invece alla quinta replica della serie, datata fra il 1753 e il 1765 (cfr. Maurice Fenaille, Etat général des tapisseries de la manufacture des Gobelins depuis son origine jusqui'à nos jours, 1600-1900, Paris 1923, vol. IV, pp. 56-57, 74; Heinrich Göbel, Wandteppiche, Leipzig 1923, vol. II, I, p. 147; M. Viale Ferrero, Gli Arazzi, in "Arazzi e tappeti antichi", Torino 1952, pp. 104, 113-114, tav. 99) 
il cacciatore indiano 
43 C 11 4 
Riduzione ordito 8 cm.; riduzione trame 13 cm. Frammento centrale. Crapantage contrastè; cotes alternées, battage. Bordura uso cornice con un fregio con conchiglia a metà di ogni lato e fregi con gigli di francia ai quattro angoli. Nella scena centrale un cacciatore scuro di pelle, seminudo e con un arco in mano, siede di spalle sotto un albero di limoni (?) e un cactus popolati di uccelli e pappagalli colorati. Sulla destra animali di terra di varie specie intorno ad una palma; ancora più a detsra rettili vari, granchi e tartaruga arrampicati su di una montagnola. Ai piedi del cacciatore paesaggio acquatico (mare?) popolato di grandi pesci. Colori predonimanti: verde in più tonalità, azzurro, rosso , marrone, ocra, beige chiaro e luminoso del fondale. Cimosa azzurra. Fodera intera, non originale in 6 teli; lungo il lato basso altra fascia di rinforzo. Sospensione: anelli cuciti sulla fodera lungo il lato alto e parte dei lati laterali (rimossi nel 1988) 
Torino (TO) 
proprietà Stato 
il cacciatore indiano 
fibra vegetale 
lana/ arazzo 
filo di seta 
bibliografia di confronto: Forti Grazzini, N - 1994 
bibliografia specifica: AA.VV - 2014 
bibliografia specifica: Fenaille, Maurice - 1923 
bibliografia specifica: Gobel, H - 1923 
bibliografia specifica: Viale Ferrero, Mercedes (a cura di) - 1952 

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