L'Africa, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa (dipinto, opera isolata) - ambito franco-piemontese (terzo quarto XVII)

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dipinto, opera isolata Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa
L'Africa, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa (dipinto, opera isolata) - ambito franco-piemontese (terzo quarto XVII) 
L'Africa, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa (dipinto, opera isolata) - ambito franco-piemontese (terzo quarto XVII) 
1660-1665 
Figura femminile con capigliatura bruna seduta di tre quarti su seggiolone, con abito dai colori grigio e oro, ampia scollatura arricchita da pizzi, collana di perle e un rametto con fiorellini nella mano sinistra. Cornice di legno dipinto giallo 
L'Africa, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa (dipinto, opera isolata) 
R 8109  XR 2590 
00199870 
01 
0100199870 
Il dipinto faceva probabilmente parte di una serie dedicata alle rappresentazioni allegoriche dei quattro continenti, di cui rimane anche l'Europa (R 8111). Si ignora per ora per quale dimora sabauda fu realizzato, forse su commissione proprio di Maria Giovanna Battista, che prestò i lineamenti e che amava farsi ritrarre vestendo i panni più svariati. L'esistenza di altre serie, più o meno complete, dedicate a diversi argomenti (le virtù, le arti, gli elementi, le quattro stagioni - conservata per intero) fa pensare a una produzione numerosa di dipinti di soggetto allegorico realizzati per il decoro delle residenze sabaude nella seconda metà del XVII secolo, e in particolare durante il regno di Carlo Emanuele II e di Maria Giovanna Battista, reggente dal 1675 al 1684; si vedano la Giustizia (R 8112), la Forza (R 8107), che sembra opera di un pittore meno capace, il Fuoco (R 8110), la Musica (?) (R 8108), e l'Allegoria delle Quattro Stagioni (pubblicata da Gabrielli N. Racconigi, Torino 1972, p. 160). Quest'ultima è molto vicina per i dati della moda, con abiti dall'ampia scollatura arricchiti da trine a punto Venezia, e analoga impostazione della figura seduta su seggiolone, ma sembra discostarsi per alcuni tratti stilistici dai quattro gruppi precedenti, opera di uno stesso pittore (tranne che per la Forza), forse di cultura e preparazione più nordica e al lavoro qualche anno prima (1660-1665 circa). Potrebbe trattarsi di un pittore proveniente dalla Francia, magari del nord, giunto a corte e in parte influenzato dai Dufour: si veda ad esempio il ritratto di Carlo Emanuele II fanciullo di Carlo Dufour a Racconigi (Gabrielli, 1972, p. 128), o un ritratto di Maria Giovanna Battista di Lorenzo Dufour, 1665 circa, sempre a Racconigi.; Sul retro del dipinto sono presenti due numeri di inventario; per un'ipotesi si successione dei numeri di inventario si veda: Bertana E. Ragusa E. Ritratti dei principi di Carignano al castello di Racconigi, Torino 1991, p. 47 
25B3 
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa 
L'Africa 
Figura femminile con capigliatura bruna seduta di tre quarti su seggiolone, con abito dai colori grigio e oro, ampia scollatura arricchita da pizzi, collana di perle e un rametto con fiorellini nella mano sinistra. Cornice di legno dipinto giallo 
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours come allegoria dell'Africa, L'Africa 
Racconigi (CN) 
0100199870 
dipinto 
proprietà Stato 
tela/ pittura a olio 
bibliografia di confronto: Gabrielli, Noemi - 1972 

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