scena campestre con figure (decorazione pittorica, elemento d'insieme) by Recchi Giovanni Antonio (bottega), Recchi Giovanni Paolo (bottega) (sec. XVII)

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decorazione pittorica, elemento d'insieme scena campestre con figure
scena campestre con figure (decorazione pittorica, elemento d'insieme) by Recchi Giovanni Antonio (bottega), Recchi Giovanni Paolo (bottega) (sec. XVII) 
scena campestre con figure (decorazione pittorica, elemento d'insieme) di Recchi Giovanni Antonio (bottega), Recchi Giovanni Paolo (bottega) (sec. XVII) 
decorazione pittorica (elemento d'insieme) 
Figure: figure maschili. Abbigliamento. Paesaggi. Oggetti: bastone 
ca 1650-ca 1660 
0100211035-6 
decorazione pittorica 
00211035 
01 
0100211035 
Il fregio, collocato al di sopra dell'attuale volta dell'ambiente, fa parte di un complesso di opere al piano nobile ed al secondo piano emerse nel corso degli interventi provvisionali eseguiti contestualmente al cantiere di restauro a partire dal 1990, come tempestivamente segnalato da Costanza Roggero Bardelli (cfr. C. Roggero Bardelli, Torino. La Vigna del Cardinal Maurizio di Savoia, in C. Roggero Bardelli, M.G. Vinardi e V. Defabiani, Ville Sabaude: Piemonte 2, Milano 1990, n. 23, p. 179). L'opera è una significativa testimonianza della fase decorativa seicentesca della Villa, di cui già Augusto Pedrini segnalava l'importanza, richiamando l'attenzione su alcuni lacerti di affresco riemersi in seguito ai bombardamenti del luglio-agosto 1943, ed al conseguente crollo, talvolta completo, delle volte settecentesche di alcuni ambienti (cfr. A. Pedrini, Sul Palazzo Chiablese detto anche Villa Lodovica presso Villa della Regina, in <>, 1961, n. I, pp. 26-27). Il complesso venne occultato verosimilmente già nell'ultimo decennio del secolo XVII, o comunque non oltre l'inizio del Settecento, nel corso delle opere di ampliamento volute da Anna d'Orléans, perchè inadeguato alle nuove tendenze del gusto ed alle funzioni di rappresentanza dell'ambiente, attinente alla stanza da letto del sovrano. I riferimenti stilistici e cronologici dell'opera sono stati messi in luce da Cristina Mossetti: "... Molto lacunosi gli affreschi della sala a ponente che denunciano parzialmente la dedica della sala con i riferimenti a Platone e Catone censore (l'iscrizione sui loggiati reca motivi decorativi che richiamano direttamente quelli calligrafici di tanta produzione intorno agli anni sessanta), con loggiati e sfondi architettonici che ricordano i giardini di Venaria ... i rimandi sono per ora ai modelli dei frescanti lombardi a Venaria, ma ancora di più agli impianti decorativi che attorno agli anni sessanta si allestiscono in Palazzo Civico a Torino, nella sala delle Congregazioni con Casella, e, nel canavese, a palazzo Armano di Grosso." (C. Mossetti - a cura di - Villa della Regina. Diario di un cantiere in corso, Torino 1997, p. 59). Il riferimento in direzione di Casella sembra da confermare alla luce dei confronti puntuali con la Sala dei Templi di Diana a Venaria (Recchi e Casella, 1660-1663) e con la Sala delle Congregazioni di Palazzo Civico a Torino, realizzata negli stessi anni e simile sopratutto per la costruzione della quadratura. L' artista caronese godeva dell'apprezzamento del cardinal Maurizio, come conferma un pagamento del 1654 per due quadri destinati proprio alla Vigna (ASTO, Camerale, art. 405, 1654, f. 10v) e la sua formazione nei cantieri cortoneschi a Roma, ricordata da Luigi Lanzi (L. Lanzi, Storia Pittorica, Bassano 1809, ed. a cura di M. Capucci, 1968-74, vol. III, p. 250), si addice al gusto romano della sala, nei contenuti, nella rapidità esecutiva e nella ricchezza del partito decorativo. La decorazione degli ambienti del primo piano nobile (23,24,27,30,31,32), d'impostazione unitaria seppur con dati di stile non del tutto coincidenti, risente di scelte stilistiche ed iconografiche che sembrano da collegare alla committenza del Cardinal Maurizio, ma il completamento potrebbe spettare già all'iniziativa della principessa Lodovica, nell'ambito dei "consistenti miglioramenti" segnalati genericamente nell' inventario dei beni oggetto dell'eredità del cardinal Maurizio del 1677 (ASTO, Corte, Casa Reale, Principi Morizio e Lodovica, m. 3, fasc. 8). Da un primo spoglio dei registri di conto della principessa sono emersi per ora consistenti capi di spesa <> negli anni 1670-1671 (cfr. C. Mossetti - a cura di - 1997, p. 61 e nota 31, p. 64).Per quello che si può dedurre dalla lettura delle porzioni superstiti di questa scena, il cui soggetto non è comprensibile ma che potrebbe essere correlata alla figura di Platone presente sulla stessa parete, la qualità più corsiva, specialmente nella resa della figura, suggerisce un'esecuzione da parte di maestranze memori delle soluzioni meno brillanti dei Recchi per le sedi provinciali. [Prosegue in Annotazioni] 
scena campestre con figure 
25 H 1 : 31 A 23 1 (+ 93 3) : 45 C 12 (BASTONE) 
Figure: figure maschili. Abbigliamento. Paesaggi. Oggetti: bastone 
Torino (TO) 
proprietà Stato 
scena campestre con figure 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Roggero Bardelli C./ Vinardi M.G./ Defabiani V - 1990 
bibliografia specifica: Mossetti C - 1997 
bibliografia specifica: Pedrini A - 1961 

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