allegoria della Primavera (decorazione pittorica, elemento d'insieme) by Buffi Gian Luigi, Gherzi Girolamo - ambito lombardo-luganese (sec. XVII, sec. XVII)

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decorazione pittorica, elemento d'insieme allegoria della Primavera
allegoria della Primavera (decorazione pittorica, elemento d'insieme) by Buffi Gian Luigi, Gherzi Girolamo - ambito lombardo-luganese (sec. XVII, sec. XVII) 
allegoria della Primavera (decorazione pittorica, elemento d'insieme) di Buffi Gian Luigi, Gherzi Girolamo - ambito lombardo-luganese (sec. XVII, sec. XVII) 
decorazione pittorica (elemento d'insieme) 
Allegorie-simboli: primavera. Vegetali: fiori. Figure: putti 
ca 1660-ca 1670 
ca 1692-ca 1694 
0100211042-2 
decorazione pittorica 
00211042 
01 
0100211042 
La struttura del fregio prevede tre scene sulle pareti nord e sud (due ovali più piccoli con figure di putti e un ovale centrale più grande con scene allegoriche affiancato da due putti accanto alla cornice) e una sola scena affiancata da putti sulle pareti est e ovest. La prima segnalazione documentaria di una decorazione nell'ambiente della villa identificato come "Gabinetto verso mezzogiorno" è quella, resa nota da Costanza Roggero Bardelli, presente nel registro Fabbriche e Fortificazioni per gli anni 1692-1693, nell'ambito dei primi interventi fatti eseguire nella residenza da Anna d'Orléans dopo la morte della principessa Ludovica: "I pittori Giovanni Luigi Buffi, allievo di Carlo Dauphin, e Gerolamo Gherzi, ripresero ed integrarono la decorazione nel fregio del <> verso mezzogiorno, oltre a operare nella <>." (cfr. C. Roggero Bardelli, Torino. La Vigna del Cardinal Maurizio di Savoia, in C. Roggero Bardelli, M.G. Vinardi e V. Defabiani, Ville Sabaude: Piemonte 2, Milano 1990, p. 175 e nota 17, p. 178). L'identificazione del "Gabinetto verso mezzogiorno" con questa stanza è stata avanzata da Michela di Macco (scheda n. 257 in G. Romano e S. Pettenati, a cura di, Il tesoro della città. Opere d'arte e oggetti preziosi da Palazzo Madama, catalogo della mostra, Torino 1996, p. 127), che ha quindi ricondotto la decorazione ai due artisti. L'impianto decorativo dell'ambiente, tuttavia, rimanda per soluzioni e confronti stilistici ad opere eseguite negli anni sessanta - settanta del secolo ( la tipologia elaborata e corposa delle cornici e i dati stilistici delle figure a monocromo sono confrontabili con il fregio della stanza 61, databile in questi anni) ed appare in un certo modo estraneo alle più moderne esperienze decorative visibili nella capitale sabauda negli anni '90 del secolo, a cui si accosta invece, seppur in tono piuttosto corsivo, la decorazione della stanza 58. Appurato che l'ambiente a cui fa riferimento il pagamento non può essere altro che l'attuale stanza 53, è utile una rilettura del documento; i pittori Giovanni Luigi Buffi e Girolamo Gherzi vengono retribuiti per questo ambiente nei seguenti termini: <> (ASTO, Camerale, Controllo, Fabbriche e Fortificazioni di S.A.R., Registro 10, art. 205, f. 35v). Si può in primo luogo constatare che il pagamento è di entità non particolarmente elevata, specie per l'esecuzione della decorazione di un'intera stanza; inoltre i termini di "accomodamento" e "ristabilimento" usati nella lista potrebbero far ipotizzare che si tratti piuttosto di un intervento di ammodernamento su una precedente decorazione. Una simile ipotesi di rinnovamento decorativo - in attesa di ulteriori conferme documentarie - potrebbe adattarsi ai quattro ovali con puttini e fiori, purtroppo in condizioni di conservazione assai precaria, ma in apparenza più moderni, così come ai putti che reggono le cornici, realizzati con una pennellata più sottile e rapida rispetto alla restante quadratura. Il motivo dei vasi bronzei, che richiamano esiti tardomanieristi sia nella forma che nelle decorazioni, ha enorme diffusione per tutto il Seicento (trovando significative attestazioni in ambito romano alla fine del XVII secolo): l'incertezza esecutiva ed una certa rigidezza d'impostazione fanno tuttavia pensare in questo caso alla cultura delle équipes lombardo-luganesi, che operano sulla scorta di repertori incisi, rendendo difficile una datazione precisa.A proposito del soggetto - a conferma dell'identificazione delle quattro stagioni - si può segnalare come, ancora nell'inventario del 1755, vengano ricordate in questa stanza quattro sedie con ricamato sullo schienale proprio questo soggetto (cfr. Ang. Griseri, Un inventario per l'esotismo. Villa della Regina 1755, Torino 1988, p. 89) 
allegoria della Primavera 
23 D 42 0 
Allegorie-simboli: primavera. Vegetali: fiori. Figure: putti 
Torino (TO) 
proprietà Stato 
allegoria della Primavera 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Roggero Bardelli C./ Vinardi M.G./ Defabiani V - 1990 
bibliografia specifica: Romano G./ Pettenati S - 1996 

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