Martirio di sant'Agnese (dipinto, opera isolata) by Cairo Francesco (attribuito) (secondo quarto XVII)

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dipinto, opera isolata Martirio di sant'Agnese
Martirio di sant'Agnese (dipinto, opera isolata) by Cairo Francesco (attribuito) (secondo quarto XVII) 
Martirio di sant'Agnese (dipinto, opera isolata) di Cairo Francesco (attribuito) (secondo quarto XVII) 
1635-1635 
La figura della Santa è rappresentata in primo piano con il capo tirato all'indietro. Uno sgherro alle sue spalle l'afferra e le immerge il pugnale nel petto. Entrambe i personaggi sono raffigurati a mezza figura in inquadratura ravvicinata 
dipinto (opera isolata) 
154  457  99 
00350815 
01 
0100350815 
In passato ritenuto una rappresentazione di Virginia uccisa dal padre (Giolli 1934 p. 17-18, 30, 32; Baudi di Vesme 1899 p. 125 n. 457) il dipinto faceva parte della collezione del duca Vittorio Amedeo I di Savoia e compare per la prima volta nell'inventario redatto da Antonio Della Cornia nel 1635 al n. 346 dove viene riferito a Francesco Cairo. Collocato in origine presso la camera delle Muse di Palazzo ducale il dipinto confluì presso i locali della Reale Galleria nel 1832 e nel 1865 fu trasferito nella sede storica della Sabauda. Nel 1836 il D'Azeglio lo riferisce al Morazzone e con tale attribuzione l'opera fu pubblicata dal Callery (1859) e dal Baudi di Vesme (1897), il quale tuttavia ricorda l'attribuzione del Della Cornia. Dopo il debole ritorno del Nicodemi alla proposta attributiva a Francesco Cairo (Nicodemi 1927, p. 45 tav. 97), la Matalon intervenne con maggiore forza sostenendo l'originaria attribuzione al pittore milanese (Matalon 1929-1930 pp. 58-59). Per la critica successiva il dipinto è da collocare pacificamente nel corpus delle opere del Cairo, con una datanzione ad anni di poco successivi la partenza del pittore da Milano alla volta della capitale Sabauda, perciò attorno il 1633-1635 (Testori 1955; Gabrielli 1959; Malle 1961; Gregori 1962; TEstori 1966; Griseri 1967). Il dipinto appartiene a quella che viene ritenuta una prima fase del maestro, che si caratterizza per un'accentuata drammaticità delle composizioni, un efficace trattamento della luce e con decisi contrasti dei corpi turgidi che emergono dallo scuro degli sfondi con bagliori luminosi. Le composizioni di questa fase hanno tematiche estatiche e martiriologi, abbandoni e smarrimenti; momenti estremi della vita del soggetto ritratto, il più delle volte un santo o una santa. Il punto di stile si pone quindi più che mai in linea con le suggestioni della contemporanea pittura milanese, segnatamente del Morazzone, giustificando in parte gli antichi tentativi di assegnare l'opera a quest'ultimo. Diversi sono stati i richiami letterari riguardo questo genere di opere, finalizzati a dimostrare come la contemporanea arte della scrittura fosse rorida di immagini scabrose, finalizzate a suscitare nel lettore le medesime sensazioni di voyerismo orrifico provocate dalle composizioni torinesi del Cairo (per ultimo Testori 1983 p. XIII). Il Testori richiama ad esempio Giulio Tatto e la sua 'Cronaca di Varese' -terminata circa un decennio prima dell'attività di Francesco Cairo presso la corte sabauda- nella descrizione dell'assassioni di Enrico IV, o, ancor più attinente per vicinanza temporale e spaziale, Federico della Valle, scrittore di tragedie operante anch'egli alla corte sabauda, e la sua Regina di Scozia, edita a Milano nel 1628. Per Dell'Acqua la tela torinese si accomuna ad altre di medesima tematica conservate in sabauda 'per i caratteri formali e l'espressione di languido abbandono impressa nei volti delle protagoniste' e tutte si caratterizzano per 'un senso più teatralmente marcato dell'azione' (Dell'Acqua 1983 p. 6). In anni più recenti il Frangi ha ravvisato nella tela, sobria e dalla conduzione pittorica essenziale e smaltata, specie se confrontata con quella di tema analogo conservata a Parigi, una delle più sorprendenti invenzioni giovanili del Cairo, per via della 'scabra brutalità con cui è restituito l'episodio dell'aggressione' e per analogie compositive ha affiancato l'opera al quadro raffigurante l'Orazione dell'Orto, sempre in Galleria Sabauda, ed alla tela con San Sebastiano curato da Irene del Musée del Beaux-Arts di Tours (1998 n. 23). Una copia dell'opera è in collezione privata a Parigi, mentre una seconda è stata individuata da Andrea G. De Marchi in collezione Buscaini a Milano 
11HH(AGNES)6 
Martirio di sant'Agnese 
La figura della Santa è rappresentata in primo piano con il capo tirato all'indietro. Uno sgherro alle sue spalle l'afferra e le immerge il pugnale nel petto. Entrambe i personaggi sono raffigurati a mezza figura in inquadratura ravvicinata 
Martirio di sant'Agnese 
Torino (TO) 
0100350815 
dipinto 
proprietà Stato 
tela/ pittura a olio 
bibliografia specifica: Bernardi, Marziano - 1968 
bibliografia specifica: Callery, J. M - 1859 
bibliografia specifica: D'Azeglio, Roberto - 1846 
bibliografia specifica: Gabrielli, Noemi - 1959 
bibliografia specifica: Gabrielli, Noemi - 1971 
bibliografia specifica: Jacobsen, Emil - 1897 
bibliografia specifica: Mallé, Luigi - 1961 
bibliografia specifica: Pacchioni, Guglielmo - 1932 
bibliografia specifica: Frangi, Francesco - 1998 
bibliografia specifica: [Baudi di Vesme, Alessandro] - 1909 
bibliografia specifica: [Baudi di Vesme, Alessandro] - 1899 
bibliografia di confronto: Neilson, N. W - 1996 
bibliografia di confronto: Rosci, Marco - 1983 
bibliografia di confronto: Rossi, Marco - 2005 
bibliografia specifica: Basso, Laura - 1983 
bibliografia specifica: Giolli, Raffaello - 1934 
bibliografia specifica: Gregori, Mina - 1962 
bibliografia specifica: Griseri, Andreaina - 1966 
bibliografia specifica: Griseri, Andreina - 1967 
bibliografia specifica: Matalon, Stella - 1930 
bibliografia specifica: Nicodemi, Giorgio - 1958 
bibliografia specifica: Ragusa, Elena - 2003 
bibliografia specifica: Testori, Giovanni - 1955 
bibliografia specifica: Testori, Giovanni - 1966 
bibliografia specifica: Valsecchi, Marco - 1973 
bibliografia specifica: Nicodemi, Giorgio - s.a.[1927] 
bibliografia di confronto: Ferro, Filippo Maria - 1983 
bibliografia di confronto: Dell'Acqua, Gian Alberto - 1983 
bibliografia di confronto: Stoppa, Jacopo - 2000[2001] 
bibliografia di confronto: Testori, Giovanni - 1983 

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