veduta del castello di Bruzolo (stampa, elemento d'insieme) by Gonin Enrico, Doyen Fratelli Ditta (terzo quarto sec. XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100401659 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
stampa, di invenzione, elemento d'insieme veduta del castello di Bruzolo
veduta del castello di Bruzolo (stampa, elemento d'insieme) di Gonin Enrico, Doyen Fratelli Ditta (terzo quarto sec. XIX)
veduta del castello di Bruzolo (stampa, elemento d'insieme) by Gonin Enrico, Doyen Fratelli Ditta (terzo quarto sec. XIX)
1854-1854
Vedute: Bruzolo: castello
stampa (di invenzione, elemento d'insieme)
00401659
01
0100401659
La litografia, sciolta, è inserita in un passe-partout a sua volta racchiuso in una cornice di legno scuro. La veduta del Castello di Bruzolo, con quelle di altri manieri della Valle di Susa (Bussoleno, Chianocco e Susa), fu realizzata da Enrico Gonin per la raccolta tematica di tavole dedicate ai castelli del Piemonte, uscite periodicamente a dispense fra il 1840 e il 1860 e in seguito raccolte in due volumi con il titolo "Album delle Castella Faudali" (se ne veda l'edizione anastatica con il titolo Castelli sabaudi di Piemonte e Valle d'Aosta, 2 voll., Savigliano 2006, II, tav. 178). Come precisato da Alessandro Rosboch, le vedute di Gonin escono in origine a complemento dell'opera di Vittorio Angius "Sulle famiglie nobili della Monarchia di Savoja" (Torino 1841-1857), ma hanno successivamente enorme fortuna autonoma, venendo riprodotte anche su oggetti d'arredo (cfr. A. Rosboch, Uno speculum nobilitatis ottocentesco: i castelli feudali di Enrico Gonin, in Interviste nel passato. Catalogo Bolaffi della nobiltà piemontese, Torino 1993, pp. 36-43). Gli edifici rappresentati, una selezione molto ristretta rispetto ai complessi conservati, appartenevano per la maggior parte a famiglie nobili e in misura minore a borghesi, al demanio o a esponenti della dinastia sabauda. Il criterio privilegiato di scelta è la componente propriamente "feudale", in relazione ai proprietari o in funzione dell'antichità degli edifici, dei quali sono enfatizzate le strutture medievali, anche con un certo gusto per la rovina. Ciò è particolarmente evidente nel caso della veduta di Bruzolo: per restituire l'architettura del castello Gonin adotta un angolo visuale che mette in risalto l'antica porta di accesso ("porta granda"), la rotonda con l'antica torre di presidio e il portale settecentesco. Con gusto romantico nella corte rustica colloca figure che esemplificano i diversi ceti sociali. La didascalia di commento precisa che al momento della realizzazione proprietario del castello è l'avvocato Giuseppe Olivero: quest'ultimo, con la moglie Teresa Carrera, è dedito in questi stessi anni a recuperare le memorie storiche dell'edificio, valorizzandolo in relazione al Trattato di Bruzolo (cfr. A. Olivero, Giuseppe Ollivero "castellano" di Bruzolo, in "Segusium", XLV, vol. 47, 2008, pp. 241-243). La presenza di Bruzolo nella raccolta delle "Castella feudali" rientra perfettamente in questo tipo di operazione, sottolineando il legame privilegiato dell'edificio con la storia della dinastia sabauda
41A1 (CASTELLO DI BRUZOLO)
Castello di Bruzolo
veduta del castello di Bruzolo
Vedute: Bruzolo: castello
veduta del castello di Bruzolo
Bruzolo (TO)
0100401659
stampa di invenzione
proprietà Ente religioso cattolico
carta/ litografia
bibliografia di corredo: Olivero, Andrea - 2008
bibliografia specifica: Castelli sabaudi - 2006
bibliografia di corredo: Rosboch, Alessandro - 1993