altare maggiore, insieme by Volpi Ambrogio (seconda metà, inizio sec. XVI, secc. XVI/ XVII, sec. XVII)

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altare maggiore, insieme
altare maggiore, insieme by Volpi Ambrogio (seconda metà, inizio sec. XVI, secc. XVI/ XVII, sec. XVII) 
altare maggiore, insieme di Volpi Ambrogio (seconda metà, inizio sec. XVI, secc. XVI/ XVII, sec. XVII) 
altare maggiore (insieme) 
Altare maggiore, con ciborio monumentale, statue e rilievi 
ca 1600-ca 1610 
1568-1568 
1568-ca 1599 
0300197163A-0 
altare maggiore 
00197163 
03 
0300197163A 
Il monumentale complesso marmoreo, eretto per lo più nella seconda metà del Cinquecento, sostituiva il grande altare campionese trasferito nel 1567 alla parrocchiale di S. Martino a Carpiano, dove si trova tutt'oggi (D. Sant'Ambrogio, Sull'iscrizione rinvenuta il 1 ottobre 1896 nell'interno dell'altare di Carpiano, in "Bollettino della Società Pavese di Storia Patria", II (1901), pp. 196-212).||Dalle fonti manoscritte risulterebbe che buona parte delle pietre preziose per la realizzazione del ciborio del nuovo altare della Certosa venne procurata con grande spesa da Damiano Longone, priore in Certosa dal 1530 al 1553, mentre sono testimoniati diversi interventi all'apparato sotto i priorati di Innocenzo della Croce (1565-1573) e di Ippolito Turati (1573-1580) (S. Zanuso, La produzione in bronzo milanese verso il 1580 e le figure di Annibale Fontana e Francesco Brambilla, in L'industria artistica del bronzo del Rinascimento a Venezia e nell'Italia settentrionale, atti del convegno (Venezia, ottobre 2007), a cura di M. Ceriana e V. Avery, Verona 2008, p. 294 nota 2). ||Stando alle Memorie manoscritte seicentesche di Matteo Valerio, nel 1567 venne relizzato il ciborio (R. Battaglia, Le Memorie della Certosa di Pavia, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, XXII, 1 (1992), p. 175), al cui interno fu rinvenuta in tardo Ottocento una lastra di piombo recante la data 2 giugno 1568 e un'iscrizione che ne riferiva il progetto e la realizzazione allo scultore Ambrogio Volpi (D. Sant'Ambrogio, Il pallio, il tabernacolo, e l'altar maggiore della Certosa di Pavia (1567-1576) di Ambrogio Volpi da Casale, in "Il Politecnico. Giornale dell'architetto civile ed industriale", XLVI (1898), pp. 620-621). La relazione della visita condotta nel 1576 dal delegato apostolico Angelo Peruzzi riferiva che l'apparato, ammirato per la magnificenza dell'insieme e la ricchezza dei materiali, non era ancora completo di tutte le sue parti (Ibid., pp. 624-625).||Nel 1597 venne inviato dalla corte medicea in Certosa il pittore Nicodemo Ferrucci per ricopiare in un disegno il ciborio dell'altare maggiore, da cui si intendeva prendere spunto per il progetto del costruendo altare della Cappella dei Principi, progettato dal Buontalenti (C. Magenta, La Certosa di Pavia, Milano 1897, p. 395) 
Altare maggiore, con ciborio monumentale, statue e rilievi 
Certosa di Pavia (PV) 
proprietà Stato 
altare maggiore 
bronzo 
marmi policromi 
onice 
diaspro 
lapislazzulo 
marmo di Carrara 
corniola 
bibliografia specifica: Magenta C - 1897 

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