marina con pescatori, barche e velieri, motivi decorativi a nastro con mazzi di rose, giovinetto con cornucopia, scena campestre (zuppiera, serie) - manifattura di Meissen (fine/ inizio sec. XVIII/ XIX)

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zuppiera, serie marina con pescatori, barche e velieri, motivi decorativi a nastro con mazzi di rose, giovinetto con cornucopia, scena campestre
marina con pescatori, barche e velieri, motivi decorativi a nastro con mazzi di rose, giovinetto con cornucopia, scena campestre (zuppiera, serie) - manifattura di Meissen (fine/ inizio sec. XVIII/ XIX) 
marina con pescatori, barche e velieri, motivi decorativi a nastro con mazzi di rose, giovinetto con cornucopia, scena campestre (zuppiera, serie) - manifattura di Meissen (fine/ inizio sec. XVIII/ XIX) 
zuppiera (serie) 
zuppiera con coperchio in porcellana dura smaltata. Il pomo è costituito da una statuina a tutto tondo raffigurante un giovinetto con cornucopia 
ca 1790-ca 1810 
0300197706-208 
zuppiera 
00197706 
03 
0300197706 
Il servizio consta di 444 pezzi tra piatti e stoviglie di servizio. Stando alle poche notizie fin qui reperite il servizio fa parte di un nucleo di oggetti di incerta provenienza. Risultano infatti iscritti nell’Inventario di ricognizione di Palazzo Reale, redatto nel 1964, che consta di 1607 voci inventariali. Gli oggetti iscritti in tale registro provengono o dalla villa Reale di Monza o da Palazzo Reale di Milano, siti appartenuti alla casata dei Savoja, e divenuti patrimonio dello Stato in seguito alla retrocessione al Demanio di alcuni palazzi di proprietà della Corona, decisa da Vittorio Emanuele III: con tale regio decreto (L. 1792 del 3 ottobre 1919), parte degli oggetti veniva assegnato in uso al Ministero della Pubblica Istruzione, parte trasmessi in proprietà all’Opera Nazionale Combattenti. E’ forse più probabile che gli oggetti appartengano all’arredo del palazzo milanese, in quanto pare accertato che gli oggetti di provenienza monzese, rechino un particolare contrassegno, che non compare nel servizio in esame. Nel 1964 venivano redatti altri due inventari, tutt’oggi presso l’Archivio della Soprintendenza di Milano, che è utile qui ricordare per non ingenerare confusione riguardo alla proprietà e alla provenienza degli oggetti: l’Inventario di San Gottardo e l’inventario della Certosa di Pavia. Allo stato attuale degli studi non è possibile definire meglio le successive vicende che hanno condotto gli oggetti in esame fin nel convento della Certosa pavese, dove dovettero essere depositati per essere salvaguardati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda Monza, si sa che lo spoglio degli arredi ebbe inizio nel 1900, dopo la morte di re Umberto I e al successivo abbandono del complesso briantino da parte dei Savoja, soprattutto in seguito alla decisione del 1919 di cui si è detto, ha trovato soltanto parziale ricostruzione in un recente studio di Marina Rosa (La dispersione degli arredi, in L’appartamento di Villa Reale di Monza. Umberto I, a cura di M. Rosa, Milano, 1994, pp. 54-59), mentre non esistono studi simili per il Palazzo Reale di Milano. Nel 1964, data dell’ultimo inventario, le casse contenenti tali oggetti erano già nel convento della certosa. La riconsiderazione complessiva della campagna di schedatura in corso (1994), in cui codesto intervento si colloca, e e precisi riscontri inventariali, potranno fornire più precise indicazioni in merito. Il servizio in porcellana bianca decorata da un filetto oro sui bordi, da un nastro verde attorno con mazzi di roselline selvatiche, reca dipinte scene di paesaggio marino, con persone al lavoro, diverse per ogni pezzo. La paternità alla Manifattura di Meissen è facilmente stabilita in base al classico marchio con le due spade incrociate, reperito su molti pezzi. In alcuni compare un secondo marchio, identificabile ancora con un contrassegno di Meissen e diffuso dal 1777 al 1815 (T. Gramantieri, Le porcellane, Roma, 1951, p. 50). Tale periodo produttivo è contraddistinto dalla direzione di Camillo Marcolini e dalla sovrintendenza artistica di J. E. Zeissig detto Schonau: costoro introducono, quale soggetto della decorazione, ritratti paesaggi e scene di genere (L. Grassi, M. Pepe, G. Sestieri, Dizionario di antiquariato, Milano, 1992, p. 705), caratteristica che corrisponde perfettamente ai pezzi esaminati 
scena campestre 
giovinetto con cornucopia 
marina con pescatori, barche e velieri 
motivi decorativi a nastro con mazzi di rose 
zuppiera con coperchio in porcellana dura smaltata. Il pomo è costituito da una statuina a tutto tondo raffigurante un giovinetto con cornucopia 
Certosa di Pavia (PV) 
proprietà Stato 
marina con pescatori, barche e velieri ; motivi decorativi a nastro con mazzi di rose ; giovinetto con cornucopia ; scena campestre 
porcellana dura/ modellatura 
porcellana dura/ smaltatura 

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