Igea (statua, opera isolata) by Monti Gaetano Matteo (sec. XIX)

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statua, opera isolata Igea
Igea (statua, opera isolata) di Monti Gaetano Matteo (sec. XIX) 
Igea (statua, opera isolata) by Monti Gaetano Matteo (sec. XIX) 
statua (opera isolata) 
Igea è raffigurata seduta frontalmente con le gambe incrociate al di sotto del ginocchio. Solo le gambe sono coperte da un telo drappeggiato. Il braccio destro scende dritto lungo il corpo e tiene in mano una brocca; il braccio sinistro è piegato e nella mano tiene una ciotola da cui sta bevendo un serpente il cui corpo è appoggiato alle gambe della Dea 
post 1836-ante 1836 
0300642004 
statua 
00642004 
03 
0300642004 
Opera della maturità dell'artista ravennate, ritrae la figura mitologica di Igea, figlia di Asclepio, che, tenendo una patera nella sinistra, lascia che un serpente, simbolo dell'arte medica, vi si abbeveri. Secondo Terraroli (1991, p. 77) l'artista avrebbe fuso qui, insieme alla figura di Igea anche quella di Ebe, coppiera degli dei, figlia di Giove, a motivo della presenza della piccola brocca contenente l'ambrosia tenuta nella destra della donna. ||Il pezzo, proveniente dalla collezione dell'avvocato Pietro Bartolomeo Repossi, è sicuramente il più aderente ai dettami neoclassici perseguiti dal Monti, discepolo del Canova; il modellato morbido e levigatissimo, il panneggio fluente ma senza alcuna ridondanza, il viso dal limpido profilo classico sono altrettanti elementi che mettono in luce, oltre alla perfezione tecnica, la purezza dell'invenzione e la capacità di allineamento dell'artista su stilemi cari alla cultura del classicismo italiano senza, per questo, scadere nella fredda retorica di tanta scultura del periodo. La fragile morbidezza della figura e il suo fiorire, quasi, dal panneggio che avvolge la parte inferiore del corpo lasciando scoperta tutta la parte superiore, ha fatto pensare a una sorta di emulazione della Paolina Borghese del Canova, "viva e allo stesso tempo algida e lontana, come attingesse alle fonti dell'ideale" (Terraroli, 1991, p. 77); tuttavia proprio questa idealizzazione delle forme e un certo, volutamente non celato, tributo al maesto, fa pensare a una dipendenza almeno psicologica (oltre che, in qualche caso, di forme) dalla Ebe, altra opera celeberrima dello scultore di Possagno 
Igea 
Igea è raffigurata seduta frontalmente con le gambe incrociate al di sotto del ginocchio. Solo le gambe sono coperte da un telo drappeggiato. Il braccio destro scende dritto lungo il corpo e tiene in mano una brocca; il braccio sinistro è piegato e nella mano tiene una ciotola da cui sta bevendo un serpente il cui corpo è appoggiato alle gambe della Dea 
Chiari (BS) 
proprietà privata 
Igea 
marmo bianco 
bibliografia specifica: Maggi D - 2003/2004 
bibliografia specifica: Spataro B - 1961 
bibliografia specifica: Terraroli V - 1991 
bibliografia specifica: Esposizione belle - 1838 
bibliografia specifica: Lancini P.G - 1931 
bibliografia specifica: Lonati R - 1986 
bibliografia specifica: Mombelli A - 2004 
bibliografia specifica: Rivetti L - 1917 
bibliografia specifica: Vicario V - 1995 

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