Santi dell'ordine certosino (dipinto murale) by De Mottis Iacopino, Zenale Bernardino (attribuito) (sec. XV)

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dipinto murale Santi dell'ordine certosino
Santi dell'ordine certosino (dipinto murale) by De Mottis Iacopino, Zenale Bernardino (attribuito) (sec. XV) 
Santi dell'ordine certosino (dipinto murale) di De Mottis Iacopino, Zenale Bernardino (attribuito) (sec. XV) 
dipinto murale 
Figure: certosini 
1488-ante 1489 
0300702293 
dipinto murale 
00702293 
03 
0300702293 
La volta a stelle su fondo azzurro presenta entro medaglioni quattro figure sedute di certosini, pesantemente ridipinte nel XVII e probabilmente ancora nel XIX secolo (soprattutto nelle vesti, meno nei volti). Esse rivelano una grande varietà di atteggiamenti: partendo dal lato verso la navata e procedendo in senso orario, il primo tiene la mano destra sul petto, il libro sul ginocchio sinistro e lo sguardo rivolto verso l'alto; il secondo legge dal libro che tiene fra le mani; il terzo scrive sul libro che tiene sulle ginocchia; il quarto prega a mani giunte. Al centro della volta è posto un piccolo altorilievo dipinto con un busto di vescovo. Lo sfondo blu è stato ripreso con esito poco felice. I troni su cui siedono i santi sono simili a quello del Sant'Ambrogio dipinto dal Bergognone nella pala della sesta cappella di sinistra (1490).||Secondo le note del Manoscritto Braidense (ediz. Battaglia, 1992), "Mastro Jacobino de Motti et compagni pittori l'anno 1488 e 89 dipinsero [...] la capella dove sono dipinti li 4 santi conversi del ordine". Se la figura scrivente rivela con sicurezza la mano del de Mottis, in quella assorta in preghiera dall'espressione estatica sarebbe invece da identificare secondo S. Buganza (1997; 2006) l'intervento di Bernardo Zenale, attivo al fianco di Jacopino tra i "compagni pittori". Più spiccata è infatti la resa prospettica e naturalistica di quest'ultima figura, avvicinabile al Beato Antonio di Assisi e al San Roberto che fanno parte del ciclo di Santi e beati domenicani dipinti dallo Zenale in Santa Maria delle Grazie a Milano in collaborazione con Butinone e altri pittori (1488 ca.), nonchè al San Pietro del polittico di Treviglio. Si tratta di opere che rivelano caratteri bramanteschi fusi con la lezione foppesca. Forse è attribuibile a Zenale anche il Santo certosino leggente, confrontabile con il San Bonaventura della Pinacoteca Ambrosiana e il Santo domenicano in preghiera di fronte alla Vergine affrescato dal pittore in Santa Maria delle Grazie. Recentemente, A. Ballarin (2010) ha giustamente ipotizzato che l'intera volta fosse stata affidata a Zenale, il quale potrebbe essersi fatto aiutare da un altro "compagno" per la realizzazione, ma avrebbe progettato personalmente la composizione: al di là dei danni causati dagli interventi di restauro passati, si intuirebbe ancora l'ideazione zenaliana dei troni scorciati e illuminati dal basso (in accordo con la luce reale, proveniente dalla finestra), delle teste realistiche incorniciate dai cappucci e delle vesti certosine bianchissime, che in origine dovevano assomigliare a quelle dei domenicani dipinti in Santa Maria delle Grazie. Rispetto al polittico di Treviglio, la volta certosina rivela un bramantinismo che la avvicina maggiormente alle Grazie.||Per quanto riguarda l'identità dei personaggi, si dovrebbe trattare di "santi" certosini, anche se nel Manoscritto Braidense essi sono indicati come "convensi" (questi ultimi portavano la barba lunga, assente in queste figure) 
Santi dell'ordine certosino 
11 H 
Figure: certosini 
Certosa di Pavia (PV) 
proprietà Stato 
Santi dell'ordine certosino 
intonaco/ pittura a fresco 

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