animali (formella, opera isolata) - ambito veneto (secc. XI-XIII)

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formella, opera isolata animali
animali (formella, opera isolata) - ambito veneto (secc. XI-XIII) 
animali (formella, opera isolata) - ambito veneto (secc. XI-XIII) 
formella (opera isolata) 
clipeo animalistico: aquila redarguisce col becco sottostante volatile 
post 1000-ante 1299 
0500577568 
formella 
00577568 
05 
0500577568 
il rilievo marmoreo è parte dell'insieme più diffuso e caratterizzante della plasticità scultorea delle facciate esterne degli edifici veneziani. Tale elemento decorativo, di forma circolare, è denominato patera; il termine è attestato dalla seconda metà del XIX secolo e deriva dall'ambito dell'archeologia classica: "recipiente circolare, largo e basso utilizzato durante le libagioni sacre". " [...] Una caratteristica di tutta la produzione è quella di presentare esclusivamente soggetti profani; assai rare sono le eccezioni, e il fatto è singolare nell'età medioevale. [...] Alcuni (motivi) vengono dall'arte paleocristiana e bizantina, come Ercole, al quale era stato dato un significato cristiano, o le immagini dei centauri e delle sirene; tipicamente paleocristiani sono soggetti come i pavoni che si abbeverano alla fonte, le colombe affrontate. Altri rilievi, e sono i più numerosi, presentano temi di origine orientale e più remota: sono animali reali e fantastici l'elefante, il bue, il cammello, il cavallo, il cervo, la gazzella, il cane, la lepre assaliti dall'aquila o dal leone o dal grifone o da altri predatori; il combattimento fra animali ha una antica tradizione che si collega all'iconografia del sovrano nell'Antico Oriente. Ma quale funzione avevano sulle facciate delle dimore veneziane questi rilievi marmorei? Una funzione decorativa è innegabile [...]. Secondo una costante del gusto veneziano che proprio allora, tra l'XI e il XIII secolo, si costruì, la facciata deve avere una sua musicale luminosità; e questi rilievi le davano il ritmo [...]. Ma è molto probabile che agli occhi dei Veneziani del Medioevo avessero anche una funzione apotropaica [...]. Certo l'invito venne da Bisanzio, con cui Venezia ebbe gli stretti rapporti economici ed artistici [...]. Un'altra fonte fu quella islamica d'Italia e di Spagna." (Sgarbi, 1983). Dunque la patera non è invenzione prettamente veneziana ma proviene da un bacino di contaminazione mediterranea, in particolar modo dall'arte lussuosa del mondo bizantino: smalti, avori, tappeti, stoffe, ceramiche, oreficeria e miniature. La produzione di tali clipei lapidei e formelle continuò nel tempo e nel XIX e XX secolo gli scultori veneziani furono molto attivi nella creazione di tali falsi artistici medioevali. L'identificazione dei rilievi contemporanei da quelli medioevali è possibile il più delle volte oltre che per la resa e il motivo stilistico, anche per il materiale lapideo utilizzato che in antichità era marmo greco e pietra d'Aurisina e tra le opere moderne è per lo più pietra tenera (es. Nanto e Custoza). Qui è visibile la tipica rappresentazione del trionfo della Virtù (aquila) sul Vizio (volatile). L'edificio al quale è affisso il rilievo, fatto erigere in parte (piano terra e piano primo), agli inizi del XX secolo (1909-1912), per volontà della proprietaria, la scrittrice Ernesta de Hierschel Stern; è uno spiccato esempio di architettura neogotica veneziana arricchita da materiali decorativi antichi. L'incarico del progetto edilizio fu assegnato all'architetto Giuseppe Berti e all'artista - decoratore Raffaele Mainella che idearono una dimora a un piano che insiste su un portico retto da colonnine ioniche e architravi lignei. Le fondazioni del palazzo poggiano nell'area occupata precedentemente da Palazzo Malpaga, tipica costruzione gotica affacciantesi sul Canal Grande. La demolizione di tale dimora è ipotizzata verso il secondo quarto del XIX secolo; dal Catasto Napoleonico l'edificio risulta ancora abitato mentre nei due catasti successivi esso viene qualificato come area di deposito (in alcune incisioni di Dionisio Moretti appaiono solamente le mura di cinta). La palazzina con i cambi di proprietà subì delle profonde modifiche: in particolare fu soggetta alla sopraelevazione di un secondo (1927) e di un terzo piano che ne sfalsò l'immagine originaria, appesantendo nell'insieme la struttura architettonica. Nel 1970 il palazzo venne acquistato dall'Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Statale. Nel primo decennio del XXI secolo, modificata la destinazione d'uso (albergo), fu oggetto di restauro artistico- architettonico 
animali 
11 O : 11 MM 2 
25 F 33 (AQUILA) : 25 F 3 
clipeo animalistico: aquila redarguisce col becco sottostante volatile 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
animali 
marmo 
bibliografia di confronto: Tassini G - 1970 
bibliografia di confronto: Biedermann H - 2000 
bibliografia di confronto: Brusegan M - 2005 
bibliografia di confronto: Dorigo W - 2003 
bibliografia di confronto: Marzemin G - 1937 
bibliografia di confronto: Rota L./ Semi F - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 
bibliografia di confronto: Biason M. T./ Paoluzzi I - 2007 
bibliografia di confronto: Lurker M - 1994 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1974 
bibliografia di confronto: Zucconi G - 1993 
bibliografia di confronto: Sgarbi V./ Caprotti E - 1982 
bibliografia di confronto: Sunseri M. R./ Tonizzo A - 1999 

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