pavoni e Albero della Vita (formella, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XX)

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formella, opera isolata pavoni e Albero della Vita
pavoni e Albero della Vita (formella, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XX) 
pavoni e Albero della Vita (formella, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XX) 
formella (opera isolata) 
rilievo raffigurante coppia di pavoni nell'atto di nutrirsi dall'Albero della Vita. In comparto definito da cornice a dentelli doppi 
ca 1900-ante 1982 
0500577610 
formella 
00577610 
05 
0500577610 
il rilievo in esame rappresenta uno degli esempi di riproduzione di scultura veneto-bizantina. Venezia nell'Ottocento e nei primi anni del Novecento fu, infatti, uno dei centri dove la produzione di falsi scultorei di età medioevale fu molto attiva, soprattutto di patere e di formelle. Opere di questo tipo furono murate, fin dal XII e XIII secolo, sulle facciate dell'edilizia civile veneziana. Utilizzo, questo, che assunse gradatamente sempre maggior sviluppo nei secoli successivi fino ai nostri giorni. La maggior parte della scultura medievale veneziana è in marmo greco e in misura minore in pietra di Aurisina e si differenzia dalle riproduzioni eseguite in epoca successiva, fino al Novecento, in quanto queste sono in pietra tenera, prevalentemente di Nanto o di Custoza, anche se non mancano esempi, come il caso in esame, in pietra d'Istria. Nella primitiva edilizia civile, patere e formelle si alternavano con una disposizione decorativa di tipo speculare tra gli archi, le finestre o sopra i portali dove la croce teneva solitamente il posto d'onore. Insieme, sulle mura di casa, assumevano un valore apotropaico ossia di oggetti capaci di prevenire l'ingresso del maligno e del male. Nella formella la superficie figurativa è più ampia rispetto alle patere ed anche il repertorio iconografico, seppur ritagliato, come scrive Dorigo (2003), all'interno di quello delle patere, esclude quasi totalmente soggetti mitologici e favolistici, a favore principalmente di coppie di uccelli e di pavoni, nella maggior parte dei casi ai lati della Fonte o dell'Albero della Vita. Anche se non mancano esempi con più coppie di animali disposti verticalmente. Marzemin (1937) evidenzia che il significato degli animali in figurazioni poi divenute tipiche, assunse uno specifico significato civile e religioso della concezione della vita di tutto il popolo veneziano. Nello specifico i pavoni, assunsero il significato mistico ed eucaristico dell'anelito degli uomini che cercano presso Dio il loro nutrimento spirituale. Nei pavoni che beccano gli acini d'uva, infatti, si può ravvisare l'espressione di un concetto spirituale di salvezza. La tradizione vuole che essendo l'albero per sua natura verticale, cioè eretto come l'uomo, significhi la vittoria della vita sulla morte; secondo l'Apocalisse, l'albero della vita porta dolci frutti, e ogni mese ne porta uno per la salvezza degli uomini. Si ricorda che il pavone assume la doppia valenza di immortalità, rinnovamento o resurrezione, in quanto perde le penne e le riacquista in primavera, e di incorruttibilità, simbolo del Cristo nel sepolcro 
pavoni e Albero della Vita 
25 F 35 (PAVONE) 10 : 25 G 3 
rilievo raffigurante coppia di pavoni nell'atto di nutrirsi dall'Albero della Vita. In comparto definito da cornice a dentelli doppi 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
pavoni e Albero della Vita 
pietra d'Istria 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia di confronto: Dorigo W - 2003 
bibliografia di confronto: Marzemin G - 1937 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1982 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Rota L./ Semi F - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 

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