quadrupede - basilisco (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX)

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formella, opera isolata quadrupede - basilisco
quadrupede - basilisco (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
quadrupede - basilisco (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
formella (opera isolata) 
rilievo raffigurante quadrupede in lotta con basilisco. In comparto definito da cornice a listello piatto e a guscio nella parte interna 
ca 1800-ante 1987 
0500577632 
formella 
00577632 
05 
0500577632 
il rilievo in esame rappresenta uno degli esempi di riproduzione di scultura veneto-bizantina. Venezia nell'Ottocento e nei primi anni del Novecento fu, infatti, uno dei centri dove la produzione di falsi scultorei di età medioevale fu più attiva, soprattutto di patere e di formelle. Opere di questo tipo furono murate, fin dal XII e XIII secolo, sulle facciate dell'edilizia civile veneziana. Utilizzo, questo, che assunse gradatamente sempre maggior sviluppo nei secoli successivi fino ai nostri giorni. La maggior parte della scultura medievale veneziana è in marmo greco e in misura minore in pietra di Aurisina e si differenzia delle riproduzioni eseguite in epoca successiva, fino al Novecento, in quanto queste sono in pietra tenera, prevalentemente di Nanto o di Custoza, anche se non mancano esempi, come nel caso in esame, in pietra d'Istria. Nella primitiva edilizia civile, patere e formelle si alternavano con una disposizione decorativa di tipo speculare tra gli archi, le finestre o sopra i portali dove la croce teneva solitamente il posto d'onore. Insieme, sulle mura di casa, assumevano un valore apotropaico ossia di oggetti capaci di prevenire l'ingresso del maligno e del male. Diversi sono i soggetti iconografici delle patere che per lo più sono di tipo zoomorfico, anche se non mancano esempi di tipo geometrico e fitomorfico. I soggetti figurativi delle patere veneziane sono piuttosto limitati, tra questi compaiono, come nel caso in esame, un animale nobile, generalmente un'aquila o un leone, nell'atto di ghermire o predare un animale ignobile generalmente rappresentato da un cane, una lepre o un cervo. Marzemin (1937) evidenzia che il significato degli animali in figurazioni poi divenute tipiche, assunse uno specifico significato civile e religioso nella concezione della vita di tutto il popolo veneziano; il quale vedeva, nella rappresentazione in esame l'allegoria dello sforzo per il predominio delle virtù civili e famigliari sulle debolezze umane, sui vizi e sulle passioni. In particolare nei bestiari medioevali il basilisco, animale fantastico descritto come un serpente munito di un becco di gallo, simboleggia la lussuria, uno dei sette peccati capitali. Solo Cristo è in grado di schiacciarlo e combatterlo, così come il leone e il drago, qui probabilmente rappresentati e non ben riconoscibili, a causa, come scrive Marzemin, dell'imperizia o delle incomprensioni nel riprodurre i soggetti originali. Il basilisco simboleggia, inoltre, il ripercuotersi delle cattive azioni rivolte al prossimo. Si ricorda che il termine "patera", come rileva Dorigo (2003), non è attestato prima della seconda metà dell'Ottocento e sembra che derivi dalla denominazione volgare "patara" 
quadrupede - basilisco 
25 FF 31 1 - 25 F 
rilievo raffigurante quadrupede in lotta con basilisco. In comparto definito da cornice a listello piatto e a guscio nella parte interna 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
quadrupede - basilisco 
pietra d'Istria 
bibliografia di confronto: Urech E - 1995 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia di confronto: Biedermann H - 2000 
bibliografia di confronto: Dorigo W - 2003 
bibliografia di confronto: Marzemin G - 1937 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1982 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 
bibliografia di confronto: Feuillet M - 2007 

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