leoni - aquila (formella, coppia) - ambito veneziano (secc. XIX-XX)

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formella, coppia leoni - aquila
leoni - aquila (formella, coppia) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
leoni - aquila (formella, coppia) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
formella (coppia) 
rilievo raffigurante aquila nell'atto di ghermire tre leoni sottostanti. In comparto cuspidato superiormente, definito da cornice a listello piatto 
ca 1800-ante 1987 
0500577634 
formella 
00577634 
05 
0500577634 
il rilievo in esame rappresenta uno degli esempi di riproduzione di scultura veneto-bizantina. Venezia nell'Ottocento e nei primi anni del Novecento fu, infatti, uno dei centri dove la produzione di falsi scultorei di età medioevale fu più attiva, soprattutto di patere e di formelle. Opere di questo tipo furono murate, fin dal XII e XIII secolo, sulle facciate dell'edilizia civile veneziana. Utilizzo, questo, che assunse gradatamente sempre maggior sviluppo nei secoli successivi fino ai nostri giorni. La maggior parte della scultura medievale veneziana è in marmo greco e in misura minore in pietra di Aurisina e si differenzia dalle riproduzioni eseguite in epoca successiva, fino al Novecento, in quanto queste sono in pietra tenera, prevalentemente di Nanto o di Custoza, anche se non mancano esempi, come il caso in esame, in pietra d'Istria. Nella primitiva edilizia civile, patere e formelle si alternavano con una disposizione decorativa di tipo speculare tra gli archi, le finestre o sopra i portali dove la croce teneva solitamente il posto d'onore. Insieme, sulle mura di casa, assumevano un valore apotropaico ossia di oggetti capaci di prevenire l'ingresso del maligno e del male. Nella formella la superficie figurativa è più ampia rispetto alle patere ed anche il repertorio iconografico, seppur ritagliato, come scrive Dorigo (2003), all'interno di quello delle patere, esclude quasi totalmente soggetti mitologici e favolistici, a favore principalmente di coppie di uccelli e di pavoni nella maggior parte dei casi ai lati della Fonte o dell'Albero della Vita, anche se non mancano esempi con diversi animali disposti verticalmente, come nel caso in esame. Marzemin (1937) evidenzia che il significato degli animali in figurazioni poi divenute tipiche, assunse un concetto civile e religioso nella vita di tutto il popolo veneziano; il quale vedeva, generalmente, nei leoni il simbolo e la forza di Cristo. Tuttavia, Rota e Semi (1987) riportano che il Medioevo vide nel leone, oltre al simbolo della resurrezione di Cristo, per il suo temperamento selvaggio, il simbolo meno positivo del diavolo. In particolare nella figurazione in esame, ghermito dall'aquila che da sempre è l'emblema della forza divina che domina e vince ogni avversario e ogni bassa passione si legge l'allegoria dello sforzo per il predominio delle virtù civili e famigliari sulle debolezze umane, sui vizi e sulle passioni. Simboleggiati, appunto dai leoni posti inferiormente 
leoni - aquila 
25 F 23 (LEONE) - 25 F 33 (AQUILA) 
rilievo raffigurante aquila nell'atto di ghermire tre leoni sottostanti. In comparto cuspidato superiormente, definito da cornice a listello piatto 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
leoni - aquila 
pietra d'Istria 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia di confronto: Dorigo W - 2003 
bibliografia di confronto: Marzemin G - 1937 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1982 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Rota L./ Semi F - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 

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