aquila - serpente (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0500577635 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

formella, opera isolata aquila - serpente
aquila - serpente (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
aquila - serpente (formella, opera isolata) - ambito veneziano (secc. XIX-XX) 
formella (opera isolata) 
rilievo raffigurante aquila a controdorso in lotta con un serpente. Definito da cornice a listello piatto e a guscio nella parte interna 
ca 1800-ante 1987 
0500577635 
formella 
00577635 
05 
0500577635 
il rilievo in esame rappresenta uno degli esempi di riproduzione di scultura veneto-bizantina. Venezia nell'Ottocento e nei primi anni del Novecento fu, infatti, uno dei centri dove la produzione di falsi scultorei di età medioevale fu molto attiva, soprattutto di patere e di formelle. Opere diquesto tipo furono murate, fin dal XII e XIII secolo, sulle facciate dell'edilizia civile veneziana. Utilizzo, questo, che assunse gradatamente sempre maggior sviluppo nei secoli successivi fino ai nostri giorni. La maggior parte della scultura medievale veneziana è in marmo greco e in misura minore in pietra di Aurisina e si differenzia dalle riproduzioni eseguite in epoca successiva, fino al Novecento, in quanto queste sono in pietra tenera, prevalentemente di Nanto o di Custoza, anche se non mancano esempi in pietra d'Istria. Nella primitiva edilizia civile, patere e formelle si alternavano con una disposizione decorativa di tipo speculare tra gli archi, le finestre o sopra i portali dove la croce teneva solitamente il posto d'onore. Insieme, sulle mura di casa, assumevano un valore apotropaico ossia di oggetti capaci di prevenire l'ingresso del maligno e del male. Diversi sono i soggetti iconografici delle patere che per lo più sono di tipo zoomorfico, anche se non mancano esempi di reperti di tipo geometrico e fitomorfico. Tra i soggetti figurativi delle patere veneziane generalmente si riscontra un animale nobile, un'aquila o un leone, nell'atto di ghermire o predare un animale ignobile rappresentato da un cane, una lepre, un cervo o come nel caso in esame un serpente, un anguilla o un aspide. Marzemin (1937) evidenzia che il significato degli animali in figurazioni poi divenute tipiche, assunse uno specifico significato civile e religioso nella concezione della vita di tutto il popolo veneziano. Questo vedeva nell'aquila, da sempre l'emblema della forza divina che domina e vince ogni avversario e ogni bassa passione, l'allegoria dello sforzo per il predominio delle virtù civili e famigliari sulle debolezze umane, sui vizi e sulle passioni simboleggiati dagli animali inferiori; in questo caso il serpente che appare dall'inizio alla fine della Bibbia come immagine del demonio, dell'insidia e di ogni tipo di male. Si ricorda che il termine "patera", come rileva Dorigo (2003), non è attestato prima della seconda metà dell'Ottocento e sembra che derivi dalla denominazione volgare "patara" 
aquila - serpente 
25 F 33 (AQUILA) - 25 FF 42 
rilievo raffigurante aquila a controdorso in lotta con un serpente. Definito da cornice a listello piatto e a guscio nella parte interna 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
aquila - serpente 
pietra 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia di confronto: Dorigo W - 2003 
bibliografia di confronto: Marzemin G - 1937 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1982 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Rota L./ Semi F - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here