Madonna Addolorata (rilievo, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XVI)

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rilievo, opera isolata Madonna Addolorata
Madonna Addolorata (rilievo, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XVI) 
Madonna Addolorata (rilievo, opera isolata) - ambito veneziano (sec. XVI) 
rilievo (opera isolata) 
Madonna Addolorata a metà figura all'interno di nicchia. L'opera è protetta da una grata metallica 
1500-1599 
0500577745 
rilievo 
00577745 
05 
0500577745 
il rilievo raffigura una giovane Vergine Addolorata a mezza figura con il capo coperto da velo, mani incrociate al petto e caratteristico volto rattristato. Datato dalla critica al sec. XVI, è uno dei numerosi tabernacoli (detti in veneziano cesendeli ) presenti nel sestiere di Dorsoduro. E' probabile che il tabernacolo veneziano, divenuto elemento tipico di arredo urbano nella città lagunare, sia nato verso la prima metà del XII secolo per funzioni di quiete pubblica notturna per placare i continui atti di criminalità che affliggevano la città. Di fatti nel 1128, sotto il dogato di Domenico Michiel, si dispose di porre dei "cesendeli", cioè lanterne alimentate a olio, per illuminare le zone più buie e pericolose della città: Avendosi nei primi tempi, per rendere più sicura la città dagli assassinamenti che succedevano, posto ad ardere per le strade mal sicure alcuni fanali, detti allora "cesendeli", perché mandavano un chiarore fioco, non dissimile da quello delle lucciole, "cicendelae" nominate, la pietà dei parroci poneva innanzi ad essi delle immagini di Santi, affinché al loro cospetto si trattenessero i ribaldi dal commettere azioni malvagie. Ecco l'origine di quegli altarini, o "capitelli", sì frequenti tuttora in Venezia. Il frate tedesco Faber, che nel 1489 pubblicò a Stuttgart il suo "Evagatorium", o Viaggio in Terra Santa, così scrive, parlando dei "capitelli" di Venezia: "In omnibus angulis, ubi arcti sunt vici et curvi, est suspensa unalampas, quae noctibus accenditur, et ne lumen gratis ardere videatur, ad parietem, retro lampadam, ponunt aliquam imaginem B. V., et lampas tam ad honorem B. V. accenditur, quam ad comoditatem transeuntium" (Tassini, 1970). I soldi per il pagamento del combustibile per le lampade e per il controllo e la tutela dei "cesendeli" era compito dei parroci delle diverse contrade. Successivamente, con l'aumentare dei tabernacoli nella città, per ogni sestiere venne scelto un patrizio sia per la sorveglianza notturna che per la tassazione dei cittadini per provvedere all'olio per l'illuminazione. Come sottolinea Niero (1972) spesso la raffigurazione della Vergine è su fondo azzurro, colore caratteristico della Madonna Regina della volta celeste. Tale colore ha la funzione inoltre di individuare lo spazio sacro e religioso nel mondo terreno 
Madonna Addolorata 
11 F 25 
Madonna Addolorata a metà figura all'interno di nicchia. L'opera è protetta da una grata metallica 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
Madonna Addolorata 
pietra 
bibliografia specifica: Comune di Venezia - 1905 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia di confronto: Brusegan M - 2005 
bibliografia di confronto: Lorenzetti G - 2002 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Levi C. A - 1900 
bibliografia di confronto: Niero A./ Musolino G./ Tramontin S - 1972 
bibliografia specifica: Pazzi P - 2000 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Niero A./ Musolino G./ Tramontin S - 1972 
bibliografia di confronto: Musolino G./ Tramontin S./ Niero A - 1965 
bibliografia di confronto: Nani Mocenigo M - 1942 
bibliografia di confronto: Niero A - 1973 
bibliografia di confronto: Niero A - 1979 

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