Madonna (statua, opera isolata) - ambito veneto (sec. XX)

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statua, opera isolata Madonna
Madonna (statua, opera isolata) - ambito veneto (sec. XX) 
Madonna (statua, opera isolata) - ambito veneto (sec. XX) 
statua (opera isolata) 
statuina a figura intera raffigurante la Madonna 
(?)-(?) 
0500577763 
statua 
00577763 
05 
0500577763 
l'opera è custodita all'interno di una piccola nicchia ricavata nel muro. Rizzi la inserisce nell'elenco delle opere alienate/distrutte. Attualmente è visibile una statuina in gesso raffigurante la Madonna. Nella città lagunare il porre immagini sacre all'interno di edicole è tipico elemento di arredo urbano, forse nato verso la prima metà del XII secolo per funzioni di quiete pubblica notturna per placare i continui atti di criminalità che affliggevano la città. Di fatti nel 1128, sotto il dogato di Domenico Michiel, si dispose di porre dei "cesendeli", cioè lanterne alimentate a olio, per illuminare le zone più buie e pericolose della città: Avendosi nei primi tempi, per rendere più sicura la città dagli assassinamenti che succedevano, posto ad ardere per le strade mal sicure alcuni fanali, detti allora "cesendeli", perché mandavano un chiarore fioco, non dissimile da quello delle lucciole, "cicendelae" nominate, la pietà dei parroci poneva innanzi ad essi delle immagini di Santi, affinché al loro cospetto si trattenessero i ribaldi dal commettere azioni malvagie. Ecco l'origine di quegli altarini, o "capitelli", sì frequenti tuttora in Venezia. Il frate tedesco Faber, che nel 1489 pubblicò a Stuttgart il suo "Evagatorium", o "Viaggio in Terra Santa", così scrive, parlando dei capitelli di Venezia: "In omnibus angulis, ubi arcti sunt vici et curvi, est suspensa una lampas, quae noctibus accenditur, et ne lumen gratis ardere videatur, ad parietem, retro lampadam, ponunt aliquam imaginem B. V., et lampas tam ad honorem B. V. accenditur, quam ad comoditatem transeuntium (Tassini, 1970). I soldi per il pagamento del combustibile per le lampade e per il controllo e la tutela dei cesendeli erano a carico dei parroci delle diverse contrade. Successivamente, con l'aumentare dei tabernacoli nella città, per ogni sestiere venne scelto un patrizio sia per la sorveglianza notturna che per la tassazione dei cittadini per il pagamento dell'olio per l'illuminazione. Come sottolinea Niero (1972) spesso la raffigurazione della Vergine è su fondo azzurro, colore caratteristico della Madonna Regina della volta celeste. Tale colore ha la funzione inoltre di individuare lo spazio sacro e religioso nel mondo terreno 
Madonna 
11 F 2 
statuina a figura intera raffigurante la Madonna 
Venezia (VE) 
proprietà privata 
Madonna 
gesso 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Niero A./ Musolino G./ Tramontin S - 1972 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Cuman F. S./ Fabbian P - 1988 
bibliografia di confronto: Nani Mocenigo M - 1942 
bibliografia di confronto: Niero A - 1979 

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