crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneta (fine sec. XV)

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tabernacolo, opera isolata crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista
crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneta (fine sec. XV) 
crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneta (fine sec. XV) 
tabernacolo (opera isolata) 
tabernacolo lapideo pensile custodente rilievo raffigurante Maria e Giovanni apostolo ai lati di Gesù crocifisso. Al di sotto del capitello vi è un'acquasantiera 
post 1490-ante 1499 
0500640570 
tabernacolo 
00640570 
05 
0500640570 
il tabernacolo lapideo è datato dalla critica d'arte tra la fine del secolo XV e gli inizi del secolo successivo. Di fatti così si legge: "Capitello in pietra (cm. 120X60) a due spioventi, in stile gotico del sec. XV, di valente scultore. Maria e Giovanni apostolo stanno ai lati di Gesù crocifisso. In basso acquasantiera" (Cuman - Fabbian, 1987, p. 168). L'opera è una delle numerose edicole votive tutt’oggi visibili su alcune facciate esterne degli edifici veneziani. A proposito dei tabernacoli veneziani è probabile che la tradizione sia nata verso la prima metà del XII secolo per funzioni di quiete pubblica notturna per placare i continui atti di criminalità affliggenti la città. Di fatti nel 1128, sotto il dogato di Domenico Michiel, si dispose di porre dei "cesendeli", cioè lanterne alimentate a olio, per illuminare le zone più buie e pericolose: “avendosi nei primi tempi, per rendere più sicura la città dagli assassinamenti che succedevano, posto ad ardere per le strade mal sicure alcuni fanali, detti allora 'cesendeli', perché mandavano un chiarore fioco, non dissimile da quello delle lucciole, 'cicendelae' nominate, la pietà dei parroci poneva innanzi ad essi delle immagini di Santi, affinché al loro cospetto si trattenessero i ribaldi dal commettere azioni malvagie. Ecco l'origine di quegli altarini, o 'capitelli', sì frequenti tuttora in Venezia” (Tassini, 1970). La raccolta del denaro per il pagamento del combustibile per le lampade e per il controllo e la tutela dei "cesendeli" era a carico dei parroci delle diverse contrade. Successivamente, con l'aumentare dei tabernacoli nella città, per ogni sestiere venne scelto un patrizio sia per la sorveglianza notturna che per la tassazione ai cittadini per il pagamento dell'olio per l'illuminazione. Presso l’Archivio Storico Comunale della Celestia è conservata documentazione risalente al 1901 inerente il nulla osta da parte del Comune di Venezia per la costruzione di un nuovo fabbricato ai civici 2222-2225 (nell'elaborato di progetto della facciata fronte fondamenta Rugheta non è riportato l’oggetto in esame) 
crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista 
73 D 64 1 
tabernacolo lapideo pensile custodente rilievo raffigurante Maria e Giovanni apostolo ai lati di Gesù crocifisso. Al di sotto del capitello vi è un'acquasantiera 
Venezia (VE) 
crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni Evangelista 
marmo 
pietra d'Istria 
bibliografia specifica: Comune di Venezia - 1905 
bibliografia di confronto: Rizzi A - 1987 
bibliografia di confronto: Niero A./ Musolino G./ Tramontin S - 1972 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1966 
bibliografia di confronto: Cuman F. S./ Fabbian P - 1988 
bibliografia di confronto: Nani Mocenigo M - 1942 

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