animale (formella, opera isolata) - produzione veneziana (secc. XIX-XX)

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formella, opera isolata animale
animale (formella, opera isolata) - produzione veneziana (secc. XIX-XX) 
animale (formella, opera isolata) - produzione veneziana (secc. XIX-XX) 
formella (opera isolata) 
rilievo tondo di fattura moderna zoomorfico in stile veneto – bizantino 
(?) 1960-ante 1982 
0500641122 
formella 
00641122 
05 
0500641122 
il rilievo in esame è opera moderna a imitazione delle numerose sculture medioevali dette “patere” che si trovano tutt'oggi affisse alle facciate di alcuni edifici veneziani. Il soggetto scolpito, non di facile lettura per la superficie lapidea disgregata, parrebbe un volatile, forse una colomba o un pavone, poiché tali animali sono quelli che ricorrono molto spesso su queste sculture veneto-bizantine. Lo studioso Rizzi riferendosi alle falsificazioni afferma che “La produzione dei rilievi pseudobizantini (oltre a patere e formelle anche croci, plutei, fregi e altro) toccò l’apice all’inizio del Novecento in concomitanza con la diffusione dell’architettura neobizantina” (Rizzi, 1987, p. 87). Per quanto concerne le patere in generale: “Il termine patera appartiene al lessico dell’archeologia classica e con esso si definisce un recipiente rotondo, basso e largo usato durante le cerimonie sacrificali. Ma in ambiente veneziano il vocabolo ha perso la sua connotazione colta per assumere quella popolare del dialetto con il quale si passò a designare i tondi scultorei (rilievi) di fattura veneto-bizantina o romanico-bizantina infissi negli edifici privati, pubblici e religiosi della città. Per risalire alle origini del fenomeno artistico decorativo che ha visto la fioritura delle patere, ma anche di altri elementi decorativi come le formelle, bisogna rifarsi alla diffusione delle opere dell’artigianato bizantino: smalti, avori, stoffe, ceramiche, oggetti d’oreficeria e miniature. Tutti questi erano prodotti di fattura spesso raffinata facilmente introdotti e diffusi nel mercato della città di Venezia che, […], aveva un canale privilegiato con Costantinopoli e seppe bene far fruttare i suoi contatti con l’oriente. […] l’arco temporale di produzione delle patere va dalla fine del X sec. alla fine del XIII sec. anche se ve ne sono esemplari prodotti in periodo gotico che ricalcano e imitano i soggetti di quelle di questo periodo definite veneto–bizantine. Le pietre usate per la loro realizzazione sono prevalentemente il marmo greco dal color grigiastro, la pietra d’Istria e la pietra d’aurisina. […] il soggetto più riprodotto è l’aquila che ghermisce un leporide o gli becca il capo. Il significato di questa rappresentazione è abbastanza esplicito: l’aquila è il simbolo della virtù che trionfa sul vizio, in particolare la lussuria, raffigurato dall’altro animale. […] le fonti iconografiche a cui i lapicidi e gli artisti si sono ispirati per la realizzazione di questi rilievi si possono ricondurre essenzialmente a due repertori: quello delle immagini orientali, in particolare le bizantine-costantinopolitane (come ad esempio l’aquila), quello dei fabliaux medioevali (come ad esempio il serpente)” (Sunseri, 1999, pp. 4-5) 
animale 
25 F 3 
rilievo tondo di fattura moderna zoomorfico in stile veneto – bizantino 
Venezia (VE) 
animale 
pietra tenera 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1987 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia di corredo: Sunseri M. R./ Tonizzo A - 1999 
bibliografia specifica: Swiechowski Z./ Rizzi A./ Hamann-Mac Lean R - 1982 
bibliografia di corredo: Dorigo W - 2003 
bibliografia di corredo: Grandesso E - 1988 
bibliografia di corredo: Marzemin G - 1937 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1974 
bibliografia di corredo: Rota L./ Semi F - 1987 
bibliografia di corredo: Sgarbi V./ Caprotti E - 1982 

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