personaggi sacri (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneziana (secondo quarto sec. XX)

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tabernacolo, opera isolata personaggi sacri
personaggi sacri (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneziana (secondo quarto sec. XX) 
personaggi sacri (tabernacolo, opera isolata) - produzione veneziana (secondo quarto sec. XX) 
tabernacolo (opera isolata) 
Tabernacolo a nicchia con arco a tutto sesto custodente statua a figura intera di Sant’Antonio sorreggente col braccio destro il Bambino e con giglio in fiore nella mano sinistra. Una cornice, in malta, a decori a rilievo di forma ottagonale e una voluta; sei piccole candele in vetro, tre per lato, sono infisse a metà dei piedritti. Una targa con iscrizione è posta ai piedi del capitello 
1919-1919 
0500641135 
tabernacolo 
00641135 
05 
0500641135 
il tabernacolo è opera del 1919 come esempio di pietà bellica da parte di un cittadino; di fatti così cita la targa posta al di sotto: “LUIGI STATUA / NELL’ANNO DELLA PACE E DEL DOPO VITTORIA / QUESTO RICORDO POSE / 1919”. Tale capitello è uno dei numerosi visibili tutt’oggi nei sestieri di Venenzia risalenti a epoche antiche ma anche moderni e contemporanei. Infatti l'uso del tabernacolo veneziano pare sia nato verso la prima metà del XII secolo per funzioni di quiete pubblica notturna per placare i continui atti di criminalità affliggenti la città. Di fatti nel 1128, sotto il dogato di Domenico Michiel, si dispose di porre dei "cesendeli", cioè lanterne alimentate a olio, per illuminare le zone più buie e pericolose: “avendosi nei primi tempi, per rendere più sicura la città dagli assassinamenti che succedevano, posto ad ardere per le strade mal sicure alcuni fanali, detti allora 'cesendeli', perché mandavano un chiarore fioco, non dissimile da quello delle lucciole, 'cicendelae' nominate, la pietà dei parroci poneva innanzi ad essi delle immagini di Santi, affinché al loro cospetto si trattenessero i ribaldi dal commettere azioni malvagie. Ecco l'origine di quegli altarini, o 'capitelli', sì frequenti tuttora in Venezia” (Tassini, 1970). I soldi per il pagamento del combustibile per le lampade e per il controllo e la tutela dei "cesendeli" erano a carico dei parroci delle diverse contrade. Successivamente, con l'aumentare dei tabernacoli nella città, per ogni sestiere venne scelto un patrizio sia per la sorveglianza notturna che per la tassazione ai cittadini per il pagamento dell'olio per l'illuminazione 
personaggi sacri 
11 H (ANTONIO) : 11 D 2 
Tabernacolo a nicchia con arco a tutto sesto custodente statua a figura intera di Sant’Antonio sorreggente col braccio destro il Bambino e con giglio in fiore nella mano sinistra. Una cornice, in malta, a decori a rilievo di forma ottagonale e una voluta; sei piccole candele in vetro, tre per lato, sono infisse a metà dei piedritti. Una targa con iscrizione è posta ai piedi del capitello 
Venezia (VE) 
personaggi sacri 
pietra d'Istria 
pietra tenera 
cotto 
bibliografia specifica: Cuman F. S./ Fabbian P - 1988 
bibliografia di corredo: Nani Mocenigo M - 1942 
bibliografia di corredo: Niero A - 1979 
bibliografia di corredo: Tassini G - 1970 
bibliografia di corredo: Niero A./ Musolino G./ Tramontin S - 1972 
bibliografia di corredo: Cuman F. S./ Fabbian P - 1988 

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