soggetto sacro (rilievo, opera isolata) - produzione veneziana (inizio Sec. XVII)

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rilievo, opera isolata soggetto sacro
soggetto sacro (rilievo, opera isolata) - produzione veneziana (inizio Sec. XVII) 
soggetto sacro (rilievo, opera isolata) - produzione veneziana (inizio Sec. XVII) 
rilievo (opera isolata) 
rilievo illeggibile entro comparto leggermente cuspidato 
1611-1611 
0500641160 
rilievo 
00641160 
05 
0500641160 
il rilievo, murato tra due finestre del piano terra dell'immobile, affacciantesi sul rio de San Ana, è in cattivo stato di conservazione dovuto principalmente alle condizioni climatiche e di localizzazione che hanno lentamente portando alla perdita dell’ornato ormai quasi illeggibile. Nell’ “Elenco del Comune” del 1905 venne appuntato che si poteva leggere la seguente scritta: «ARTE DE PORTAROLI ET AGIONTI 1611». Doveva esserci raffigurato San Giosafat, vescovo del XVII secolo, a figura intera. Il rilievo trova collocazione sulla facciata dell’edificio che un tempo era una delle sedi della corporazione dei fruttivendoli (“fruttaroli” in dialetto), della quale San Giosafat era il santo patrono. La Scuola dei Fruttaroli ebbe la prima sede in contrada San Paternian; in seguito a Santa Maria Formosa; «all’arte dei Fruttaroli erano uniti quali colonnelli gli Erbaroli ed i Naraanzeri, entrambi con sede propria. Avevano anche un ospizio con 19 camere ed un oratorio posto a disposizione dei poveri dell’arte in Corte del Fruttarol in Casselleria» (Pazzi, 2000). Perissa e Gramigna (2008) così parlano della suddetta corporazione: «Un'altra sede della Scuola si trova in fondamenta San Gioacchino, al n. 485, ora adibito ad abitazione privata: sopra la porta si riconosce un'iscrizione, molto rovinata del 1613; sul lato prospiciente il rio, è situato un rilievo con San Josafat e secondo pianto leggeva Levi, la scritta "IN TEMPO DE M. BORTOLDO DE MARIN GASTALDO DE L'ARTE DE FRUTAROLI ET AGIONTI L'ANNO 1611": se nella sede di San Pietro si riunivano i fruttivendoli e in quella di Santa Maria Formosa gli erbarioli e i naranzeri, gli agionti dell'iscrizione può essere riferito a questi ultimi, i quali usavano come deposito il Palazzo dei Camerlenghi a Rialto». Riguardo a san Giosafat questo morì martire per la fede nel 1623: «A vent’anni era entrato tra i monaci basiliani, ma nell’antico Ordine orientale portò le nuove idee e le direttive d’azione dei Gesuiti, pattuglia avanzata del Cattolicesimo nei paesi europei minacciati dall’eresia. Monaco, priore, Abate e finalmente Arcivescovo di Polock, intraprese una salutare riforma dei costumi monastici della ragione rutena, migliorando così la Chiesa uniate. La sua predicazione fruttò numerosissime conversioni e gli valse il titolo di ‘rapitore di anime’» (Giorgi, p. 634) 
soggetto sacro 
11 H (GIOSAFAT) 
rilievo illeggibile entro comparto leggermente cuspidato 
Venezia (VE) 
soggetto sacro 
pietra d'Istria 
bibliografia specifica: Piamonte G - 1996 
bibliografia specifica: Pazzi P - 2000 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1987 
bibliografia di corredo: Piamonte G - 1966 
bibliografia specifica: Gramigna S./ Perissa A - 2008 
bibliografia di corredo: Bargellini P - 1980 
bibliografia di corredo: Giorgi R - 2002 

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