vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (terzo quarto sec. XVI)

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vera da pozzo, opera isolata
vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (terzo quarto sec. XVI) 
vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (terzo quarto sec. XVI) 
vera da pozzo (opera isolata) 
vera esagonale con cornice e zoccolo sagomati. Sulle facce sono semplici comparti a rettangolo, di cui uno reca una data incisa a numeri romani. Il basamento è a sei lati a un gradino (uno sottostante attualmente è a livello calpestio). Presenta l’alzata in ferro battuto e il coperchio metallico leggermente convesso e forato 
ca 1560-ca 1560 
0500641169 
vera da pozzo 
00641169 
05 
0500641169 
confrontando le caratteristiche stilistiche della vera in esame con altre presenti in Venezia già datate dalla critica d’arte, il grande anello lapideo è da far risalire probabilmente al secolo XVI; a dare conferma a tale ipotesi è la data incisa a numeri romani (M · D · L · X / ADI XXVI ZVGIO) su una faccia ove è riportato anche il giorno 26 giugno. Il pozzo, posto nel cortile che un tempo era parte del chiostro di Sant’Anna, dava acqua potabile al clero del complesso religioso; il manufatto presenta delle zone di usura in più punti dell’anello per il continuo sfregamento, nel passato, della corda attaccata al secchio per il recupero dell’acqua piovana. “Il pozzo alla veneziana è un eccezionale espediente tecnologico inventato per risolvere il problema del rifornimento di acqua potabile in un ambiente urbano circondato dalla laguna. Si tratta di una grande struttura sotterranea, costruita da un’ampia cisterna ben costruita e resa impermeabile all’acqua salmastra, riempita di sabbia attraverso cui l’acqua piovana raccolta nel campo filtra prima di depositarsi nel fondo, e dentro la quale è annegata una canna cilindrica in mattoni che pesca sul fondo e su cui appoggia la vera da cui si tira su l’acqua” (Touring Club, “Venezia”, 2005, pp. 20-21). Per quanto concerne il complesso conventuale e la chiesa di Sant’Anna, lo storico Tassini nel suo libro “Edifici di Venezia: distrutti o volti ad altro uso” (1979) così scrive (pp. 9-10): “Vennero fabbricati nel 1242 per eremiti Agostiniani, che, in progresso di tempo, gli alienarono ad alcune femmine, desiderose di professare la regola di S. Benedetto. Esse si trasferirono in questa località nel 1304, e nel 1634 riedificarono chiesa e convento. Nel 1807 i loro edifici furono secolarizzati, per poscia, mediante il decreto 25 aprile 1810, accogliere il Collegio di Marina. Ora però si prestano ad uso d’ospitale del III Dipartimento Marittimo” 
soggetto assente 
vera esagonale con cornice e zoccolo sagomati. Sulle facce sono semplici comparti a rettangolo, di cui uno reca una data incisa a numeri romani. Il basamento è a sei lati a un gradino (uno sottostante attualmente è a livello calpestio). Presenta l’alzata in ferro battuto e il coperchio metallico leggermente convesso e forato 
Venezia (VE) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
vera da pozzo 
metallo 
pietra d'Istria 
bibliografia di corredo: Brusegan M - 2007 
bibliografia di corredo: Tassini G - 1969 
bibliografia di corredo: Comune di Venezia - 1910 
bibliografia di corredo: Costantini M - 1984 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1976 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1992 
bibliografia di corredo: Voltolina G - 1981? 
bibliografia di corredo: Touring club italiano - 2005 

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