vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (prima metà XIV)

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vera da pozzo, opera isolata
vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (prima metà XIV) 
vera da pozzo, opera isolata - produzione veneziana (prima metà XIV) 
vera da pozzo (opera isolata) 
vera da pozzo cilindrica con sovrapposto elemento quadrato con unghie agli angoli e archetti pensili ribassati inflessi, tutti doppiamente profilati. Due rosette sono presenti nei pennacchi degli archi su ogni lato; cornice di coronamento composta da abaco e toro. Su due settori opposti due rosette, sugli altri uno scudo gotico appeso e un elemento (scalpellato ?) non leggibile. Sotto un'unghia si trova attaccatura di cannella di fontana tamponata. L'anello lapideo poggia su basamento ottagonale. La copertura del pozzo è in metallo 
(?) 1322-(?) 1322 
0500641286 
vera da pozzo 
00641286 
05 
0500641286 
la vera da pozzo è opera d'arte della prima metà del secolo XIV. In una faccia con elemento non leggibile Rizzi (1981) indica la presenza di un leone marciano, simbolo della Repubblica, forse scalpellato dopo la caduta della Serenissima (''Tutte o quasi le vere pubbliche erano contraddistinte da uno a più leoni marciani, andanti o 'in moleca'. La 'damnatio memoriae' ad opera della municipalità Democratica condusse alla distruzione di tali emblemi che furono per lo più scalpellati così da non lasciarne traccia alcuna'' Rizzi, 1976). La presenza su un altro fronte di uno scudo e la tipologia decorativa del puteale fanno però supporre che la vera fosse in origine privata (l’elemento indicato come leone marciano scalpellato potrebbe essere in realtà semplicemente un altra rosetta). La vera è uno dei numerosi pozzi pubblici presenti nell'isola. Riguardo ai pozzi veneziani le prime genti, venute a vivere nelle isole lagunari, recuperavano l'acqua dalle falde freatiche superficiali; con il successivo spostamento della sede governativa nell'isola realtina, nel IX secolo, si intensificò il bisogno di reperire acqua potabile. La questione fu risolta con i pozzi, che venivano a ricreare falde freatiche artificiali. Questi erano delle strutture complesse che fungevano sia da filtro, per la depurazione della pioggia, sia da cisterne. La pioggia veniva convogliata all'interno del pozzo grazie a dei tombini detti “gatoi”, filtrata da strati di sabbia e argilla per giungere sino al fondo del pozzo. Da qui veniva estratta con un secchio. Utilizzata inizialmente solo come elemento di protezione, per l'incolumità della gente e per garantire acqua pulita grazie ad un coperchio in legno o metallo, col passare del tempo la vera divenne oggetto di arredo urbano. I pozzi erano costruiti dai “pozzeri”, sottoclasse della “scuola dei mureri” (muratori), attivi dal XIII secolo 
48 A 98 34 1 : 44 A 1 
vera da pozzo cilindrica con sovrapposto elemento quadrato con unghie agli angoli e archetti pensili ribassati inflessi, tutti doppiamente profilati. Due rosette sono presenti nei pennacchi degli archi su ogni lato; cornice di coronamento composta da abaco e toro. Su due settori opposti due rosette, sugli altri uno scudo gotico appeso e un elemento (scalpellato ?) non leggibile. Sotto un'unghia si trova attaccatura di cannella di fontana tamponata. L'anello lapideo poggia su basamento ottagonale. La copertura del pozzo è in metallo 
Venezia (VE) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
vera da pozzo 
metallo 
pietra d'Istria 
marmo rosa di Verona 
bibliografia specifica: Comune di Venezia - 1905 
bibliografia di corredo: Comune di Venezia - 1910 
bibliografia di corredo: Costantini M - 1984 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1976 
bibliografia di corredo: Rizzi A - 1992 
bibliografia di corredo: Voltolina G - 1981? 
bibliografia di corredo: Touring club italiano - 2005 
bibliografia specifica: Rizzi A - 1981 

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