decorazioni (pittura murale, opera isolata) - produzione veneziana (seconda metà sec. XV)

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pittura murale, opera isolata decorazioni
decorazioni (pittura murale, opera isolata) - produzione veneziana (seconda metà sec. XV) 
decorazioni (pittura murale, opera isolata) - produzione veneziana (seconda metà sec. XV) 
pittura murale (opera isolata) 
soffitto voltato affrescato a disegni geometrici; verso la finestra in un riquadro busto del Padre Eterno affiancato da due angioletto entro altrettanti riquadri romboidali 
(?) 1450-(?) 1499 
0500677898 
pittura murale 
00677898 
05 
0500677898 
la Cappella dell’Addolorata è uno dei locali facenti parte della Chiesa di San Zaccaria nel sestiere di Castello. Tale locale è situato a destra della Cappella di San Tarasio lateralmente alla navata destra. Le notizie inerenti l’apparato decorativo del soffitto sono ancor ‘oggi lacunose. La pittura murale pare risalire alla seconda metà del secolo XV. A suffragare tale ipotesi è l’analisi stilistica degli elementi geometrici decorativi cari all’arte gotica (es. fiore trilobato) e le analisi di laboratorio che fanno coevi talepittura e i lacerti a motivi floreali della parete sud per i materiali e la tecnica di esecuzione che sono simili. In realtà i lacerti floreali vanno datati almeno agli anni ottanta del Quattrocento. Verso la finestra si vedono entro riquadro il busto del Padre Eterno benedicente affiancato da due volti di angioletti entro campiture romboidali. Lo storico Moschini nella sua “Guida di Venezia” del 1815 descrivendo la Chiesa di San Zaccaria così menziona la Cappella da identificarsi probabilmente con quella dell’Addolorata: “per nobile maestosa porta eretta l’anno MDLXXXXV Sept. Che vi è scolpito, si entra in una ben intensa cappella, che serviva di coro alle monache, dove in elegante altare vi è la Nascita di s. Giovanni Battista. […] Di qua si passa in un luogo tutto coperto di pitture del buon tempo, luogo che degno sarebbe di venire ben ordinato e custodito. Vi hanno otto comparti per parte, e sopra questi comparti pur tre mezze lune per parte. Cominciando dalla parte sinistra di chi entra, si veggono tre mezze lune Mosè, N. D. seduta, e Zaccaria: ne’ quattro comparti superiori l’Adorazione de’ pastori, l’Adorazione de’ Magi, la Circoncisione e la Fuga nell’Egitto; nell’altra parte nelle tre mezze lune vi ha i tre profeti Geremia, Davide e il Battista, come nei quattro comparti superiori si veggono N. D. al tempio, l’Annunciazione, lo Sposalizio, la Visitazione, e negl’inferiori le nozze di Canna, e la Samaritana; nulla potendosi dire degli altri due comparti inferiori pressochè perduti” (Moschini, 1815, pp. 206-107). Mentre Tramontin nel volume “San Zaccaria” (1979, p. 21) accenna a “[… ] tracce di antichi affreschi nella parete sinistra della cappella della Addolorata” riferendosi alla fabbrica di epoca romanica. E ancora: “Questa seconda chiesa romanica ebbe pure […] dei profondi rimaneggiamenti nel 1400: questi molto più presenti nell’allungamento absidale del presbiterio in forma gotica, negli affreschi della volta della cappella dell’Addolorata e in quelli molto più rilevanti del catino e della volta dell’abside centrale, opera di Andrea del Castagno e nei grandiosi polittici vivarineschi” (Tramontin, 1979, p. 21). Nell’anno 2013 sono iniziati i lavori di restauro della cappella, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna, grazie al finanziamento del Comitato Olandese Stichting Nederlands Venetië Comité nell’ambito del programma UNESCO – Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia. L’intervento è stato suddiviso in tre fasi: la prima (ora terminata) è quella della rimozione dei rivestimenti inidonei, della messa in sicurezza della volta e analisi preliminari: si sperava che con la messa in luce delle muratura coperta da impalcato ligneo e da altri elementi venissero alla luce tracce di intonaco affrescato ma tale operazione ha dato esito negativo; la seconda fase, che volge al termine, riguarda l'intervento alla volta e ai lacerti floreali. Un ulteriore lotto dovrebbe interessare restauro delle pareti, del pavimento, dell’altare e della balaustra; ultima fase è inerente il miglioramento della fruibilità dell’opera. Tornando alla storia della chiesa di questa si conosce l’impianto originale; è noto che nei secoli X-XI l’edificio fu modificato con assetto romanico. “Di questo secondo edificio rimangono le absidi, la sottostante cripta dove trovarono riposo otto dogi dei secoli antichi, la navata centrale e quella destra, del tutto alterate però dai rimaneggiamenti compiuti nella prima metà del secolo XV dal Gambello, cui si deve l’attuale impronta archiacuta. Come fosse questa chiesa prima di questi rimaneggiamenti non è facile dirlo. Va ad ogni modo esclusa l’ipotesi del Cattaneo che essa ripetesse, con il presbiterio, il coro e un’unica abside centrale semicircolare all’interno e poligonale all’esterno, la caratteristica impronta delle basiliche paleocristiane” (Tramontin, 1979, p. 20) 
decorazioni 
48A981, 11C, 11G 
soffitto voltato affrescato a disegni geometrici; verso la finestra in un riquadro busto del Padre Eterno affiancato da due angioletto entro altrettanti riquadri romboidali 
Venezia (VE) 
proprietà Ente religioso cattolico 
decorazioni 
intonaco 
bibliografia di corredo: Corner F - 1990 
bibliografia di corredo: Lorenzetti G - 2002 
bibliografia di corredo: Brusegan M - 2007 
bibliografia di corredo: Franzoi U./ Di Stefano D - 1976 
bibliografia di corredo: Galifi I./ Pontello G./ Zucchetta E - 2013 
bibliografia di corredo: Moschini G - 1815 
bibliografia di corredo: Tramontin S - 1979 
bibliografia di corredo: Norbert H./ Wolters W - 1989 

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