console table, elemento d'insieme by Angelini Annibale, Giacomo Parodi (terzo quarto XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0700374365 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
console table, elemento d'insieme
console table, elemento d'insieme by Angelini Annibale, Giacomo Parodi (terzo quarto XIX)
console table, elemento d'insieme di Angelini Annibale, Giacomo Parodi (terzo quarto XIX)
post 1872-ante 1874
Console arricchita al centro della crociera di raccordo tra le gambe da un’urna con anse a forma di animali mitologici, cartiglio centrale del fronte decorato da un cammeo
console table (elemento d'insieme)
00374365
07
0700374365
Il tavolo e le tre mensole (0700374366)- concepiti insieme, nonostante la varietà di riferimenti linguistici tipica di quella commistione stilistica e decorativa, eclettica appunto, in auge nel secondo Ottocento - recano piani e fasce in lapislazzulo. Sulla base della documentazione d’archivio – registri contabili e corrispondenze – gli arredi in questione sono precisamente databili al 1872-74. Se ne desume anche il nome dell’autore dei cammei, recanti scene tratte da Raffaello (Galatea), Canova (Giudizio di Marte) e Thorwaldsen (Bacco e Amore): si tratterebbe dell’incisore romano Pio Siotto, coinvolto da Annibale Angelini, che a Roma procurò anche le preziose parti in lapislazzulo. Oltre che per la preziosità del materiale utilizzato, i mobili sono importante testimonianza della poliedrica attività progettuale ed esecutiva di Annibale Angelini, pittore, decoratore murale, restauratore e scenografo (e non solo, come rivelano questi arredi), di origine umbra, allievo di Minardi ed esponente del purismo romano, attivo per importanti committenti in varie città d’Italia, apprezzato anche dal papa e da Carlo Alberto di Savoia. Console e mensole, infatti, sono da collegare a un altrettanto importante camino da parata, pure impreziosito da rivestimenti in lapislazzuli, oltre che da broccatello e altri marmi rari. Di gusto neocinquecentesco, datato 1870, come indica la targa in metallo dorato con l’arma dei Pallavicino, che pure lo riferisce a Stefano Lodovico, era stato anch’esso realizzato su disegno di Angelini, il quale già in questo caso si era adoperato come agente a Roma per il rinvenimento del prezioso materiale di rivestimento; ne deriva l’ancora attuale denominazione del salotto (“Salotto dei lapislazzuli)”, in cui esso e gli arredi in questione sono collocati
41A711
Console arricchita al centro della crociera di raccordo tra le gambe da un’urna con anse a forma di animali mitologici, cartiglio centrale del fronte decorato da un cammeo
console table
Genova (GE)
0700374365
console table
proprietà privata
metallo/ doratura
lapislazzulo
legno/ a intaglio, doratura
bibliografia specifica: P. Boccardo - 2009
bibliografia specifica: P. Boccardo, A. Orlando - 2004