mensola - angolare, elemento d'insieme by Angelini Annibale, Lavarello Pietro (terzo quarto XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0700374366 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
mensola, angolare, elemento d'insieme
mensola - angolare, elemento d'insieme di Angelini Annibale, Lavarello Pietro (terzo quarto XIX)
mensola - angolare, elemento d'insieme by Angelini Annibale, Lavarello Pietro (terzo quarto XIX)
post 1872-ante 1874
Mensole angolari, con piani sostenuti da figure di putti
mensola (angolare, elemento d'insieme)
00374366
3
07
0700374366
Le tre mensole angolari, con piani sostenuti da figure di putti e decorazione a cammeo, nel complesso sono improntate ad uno stile neobarocco. I quattro mobili (tavolo e tre mensole) – concepiti insieme, nonostante la varietà di riferimenti linguistici, tipica di quella commistione stilistica e decorativa, eclettica appunto, in auge nel secondo Ottocento - recano piani e fasce in lapislazzulo. Sulla base della documentazione d’archivio – registri contabili e corrispondenze – gli arredi in questione sono precisamente databili al 1872-74. Se ne desume anche il nome dell’autore dei cammei, recanti scene tratte da Raffaello (Galatea), Canova (Giudizio di Marte) e Thorwaldsen (Bacco e Amore): si tratterebbe dell’incisore romano Pio Siotto, coinvolto da Annibale Angelini, che a Roma procurò anche le preziose parti in lapislazzulo. Quanto all’esecuzione delle parti lignee, per le tre mensole è stato di recente ipotizzato (Caumont Caimi, 2009, p. 186) l’intervento di Pietro Lavarello. Oltre che per la preziosità del materiale utilizzato – già all’epoca le cifre destinate al pagamento delle lastre in lapislazzulo furono ingentissime – i mobili sono importante testimonianza della poliedrica attività progettuale ed esecutiva di Annibale Angelini, pittore, decoratore murale, restauratore e scenografo (e non solo, come rivelano questi arredi), di origine umbra, allievo di Minardi ed esponente del purismo romano, attivo per importanti committenti in varie città d’Italia, apprezzato anche dal papa e da Carlo Alberto di Savoia. Angelini fu in stretti rapporti con Genova e con la famiglia Pallavicino. Console e mensole, infatti, sono da collegare a un altrettanto importante camino da parata, pure impreziosito da rivestimenti in lapislazzuli, oltre che da broccatello e altri marmi rari. Di gusto neocinquecentesco, datato 1870, come indica la targa in metallo dorato con l’arma dei Pallavicino, che pure lo riferisce a Stefano Lodovico era stato anch’esso realizzato su disegno di Angelini, il quale già in questo caso si era adoperato come agente a Roma per il rinvenimento del prezioso materiale di rivestimento; ne deriva l’ancora attuale denominazione del salotto (“Salotto dei lapislazzuli)”, in cui esso e gli arredi in questione sono collocati
41A712
Mensole angolari, con piani sostenuti da figure di putti
mensola
Genova (GE)
0700374366
mensola angolare
proprietà privata
metallo/ doratura
lapislazzulo
legno/ a intaglio, doratura
bibliografia specifica: P. Boccardo - 2009
bibliografia specifica: P. Boccardo, A. Orlando - 2004