tribuna d'organo by Banzi Gaetano, Rubini Pietro, Negri Poncini Marco Antonio Giuseppe (sec. XVIII)
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tribuna d'organo
tribuna d'organo by Banzi Gaetano, Rubini Pietro, Negri Poncini Marco Antonio Giuseppe (sec. XVIII)
tribuna d'organo di Banzi Gaetano, Rubini Pietro, Negri Poncini Marco Antonio Giuseppe (sec. XVIII)
1758-1761
Cantorie: di forma mistilinea settecentesca, presentano monocromati bianchi su fondo dorato con scene bibliche, angeli musicanti e cantori, oltre a decorazioni in rilievo di conchiglie e volute ed angeli musicanti a tutto tondo. Organo: trentun canne di facciata divise in tre campate, ventitrè canne in quella centrale e quattro in ciascuna delle due laterali. La tastiera originale ha 47 tasti. Le canne si inseriscono in una profonda abside sormontata da un fastigio imponente che sfiora il fregio dell'arcone
tribuna d'organo
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Le due grandi tele (m.5,38 x 2,78) che oggi sono appese sopra gli ingressi alle cappelle nord-ovest e sud-ovest della chiesa sono le due portelle interne d'organo dipinte da Parmigianino per il vecchio e piccolo strumento dell'antico oratorio della Congregazione precedente la Steccata, poi portato in Steccata (consacrata nel 1531) e funzionante almeno per quindici anni in chiesa, cioè fino alla costruzione nel 1943 di un nuovo organo. Fra il 1541 e il 1543 la Congregazione della Steccata decise di ampliare l'organo della chiesa commissionandone la costruzione a Domenico Dalla Musa e al reggiano Carlo Sabbadini e agli intagliatori della cassa Giovan Francesco Testa e Marcantonio Zucchi: probabilmente l'ampliamento non rese comunque necessario adattare anche le dimensioni delle portelle. Anche alla cantoria si mise mano entro la fine del XVI secolo e nel 1591 fu portata a termine da Egidio Bonelli e Giovan Francesco Zanguidi. Solo quando fu costruito un nuovo organo ben più monumentale, dal grande organaro bresciano Benedetto Antegnati nel 1572 (ed in seguito ampliato da Costanzo Antegnani), si rese necessario adattare le portelle. Le cantorie in presbiterio furono realizzate da Gaetano Banzi nel 1761, e dipinte da Pietro Rubini, la cassa dell'organo del Coro è di Giuseppe Fringuelli. La parte lignea fu arricchita dagli elementi monocromi di Pietro Rubini imitanti il rilievo. L'organo fu elettrificato nel 1970 dalla ditta Tamburini. Nel 1892 fu realizzato un altro grande organo con motore pneumatico a gas dalla ditta Vegezzi Bossi di Torino, oggi suonabile dalla stessa tastiera elettrica centralizzata mobile quattro manuali che comanda anche l'altro strumento
Cantorie: di forma mistilinea settecentesca, presentano monocromati bianchi su fondo dorato con scene bibliche, angeli musicanti e cantori, oltre a decorazioni in rilievo di conchiglie e volute ed angeli musicanti a tutto tondo. Organo: trentun canne di facciata divise in tre campate, ventitrè canne in quella centrale e quattro in ciascuna delle due laterali. La tastiera originale ha 47 tasti. Le canne si inseriscono in una profonda abside sormontata da un fastigio imponente che sfiora il fregio dell'arcone
tribuna d'organo
Parma (PR)
0800001905
tribuna d'organo
proprietà Ente pubblico non territoriale
stagno
legno/ intaglio/ doratura/ pittura
bibliografia specifica: Lasagni R - 1999
bibliografia specifica: Adorni B - 1982
bibliografia specifica: Bertini G - 1979
bibliografia specifica: Ceschi Lavagetto P - 1979
bibliografia specifica: Cirillo G./ Godi G - 1983
bibliografia specifica: Fornari Schianchi L - 1986
bibliografia specifica: Martini G - 2002
bibliografia specifica: Testi L - 1922