ancona by Tadolini Francesco, Della Quercia Ignazio (ultimo quarto, ultimo quarto sec. XVIII, sec. XVIII)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0800031592 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

ancona di Tadolini Francesco, Della Quercia Ignazio (ultimo quarto, ultimo quarto sec. XVIII, sec. XVIII) 
ancona by Tadolini Francesco, Della Quercia Ignazio (ultimo quarto, ultimo quarto sec. XVIII, sec. XVIII) 
ancona 
Ai lati di una massiccia zoccolatura si levano due colonne d'ordine composito che reggono un timpano triangolare ornato di penne prominenti (in corrispondenza delle colonne) e da dentelli. Nel centro, una cartella ovale iscritta. Al centro dell'ancona una cornice di stucco, centinata a tutto sesto e decorata ad ovuli; alla sua sommità un fregio a forma di conchiglia. Le colonne sono di un verde antico, il resto di policromie diverse 
1775-1799 
0800031592 
ancona 
00031592 
08 
0800031592 
L'attribuzione è sicura (Valgimigli, Montanari, Corbara, Golfieri). Resta da stabilire la data della costruzione che viene fatta coincidere approssimativamente con i lavori di adattamento eseguiti nella chiesa tra il 1787 e il 1788. Corbara però propone una datazione anteriore partendo da alcune considerazioni sulla cornice del dipinto contenuto nell'ancona. La cornice è evidente opera neoclassica più tarda, databile quasi sicuramente dopo il 1798, quando la chiesa già del Suffragio e poi di S. Gregorio Magno venne assegnata alla parrocchia di S. Stefano ed estromessa dalla sua primitiva sede. La cornice si adatta alle misure della grande tavola del Tonducci (già nel vecchio S. Stefano), ma non riempie completamente il vano dell'ancona. Poichè, prima di essere dedicata al culto del protomartire, la chiesa era stata assegnata nel 1788 alla "Confraternita di S. Sebastiano", che aveva come dipinto principale la tavola del Fenzoni (il "Martirio di S. Sebastiano") più piccolo e quindi ancor meno adattabile all'ancona, Corbara suppone che la sua costruzione (così come quella delle ancone degli altari minori) risalga ad una data ancora anteriore di circa un decennio, quando la chiesa era ancora della S. Società del Suffragio delle anime purganti e che si dovesse adattare ad una tela più grande. In effetti, sull'altare maggiore c'era allora una tela dipinta da Tommaso Missiroli rappresentante "S. Gregorio con le anime purganti" che fu poi trasferita nel 1785, quando la Compagnia del Pio Suffragio passò ad officiare nell'ex chiesa dei Padri Filippini. Il Golfieri, invece, data la costruzione dell'ancona tra il 1787 e il 1788 (lavori di adattamento), quando l'architetto Tadolini operava nel vicino Palazzo Laderchi. Tutti gli autori citati nella bibliografia propongono la stessa datazione anche per le ancone degli altari minori, così come lo stesso progettista e gli stessi esecutori: il Tadolini e i fratelli imolesi, documentati a Bologna nel 1760, Ignazio e cassiano Della Quercia 
Ai lati di una massiccia zoccolatura si levano due colonne d'ordine composito che reggono un timpano triangolare ornato di penne prominenti (in corrispondenza delle colonne) e da dentelli. Nel centro, una cartella ovale iscritta. Al centro dell'ancona una cornice di stucco, centinata a tutto sesto e decorata ad ovuli; alla sua sommità un fregio a forma di conchiglia. Le colonne sono di un verde antico, il resto di policromie diverse 
Faenza (RA) 
proprietà Ente religioso cattolico 
ancona 
stucco 
scagliola 
bibliografia specifica: Montanari A - 1882 
bibliografia di confronto: Marchetti A - 1927 
bibliografia specifica: Archi A - 1972 
bibliografia specifica: Beltrani D - 1940 
bibliografia specifica: Golfieri E - 1977 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here