Enea e Acate incontrano Venere (tagliere da Impagliata, opera isolata) by Nicola da Urbino (maniera) - ambito urbinate (prima metà sec. XVI)

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tagliere da Impagliata, opera isolata Enea e Acate incontrano Venere
Enea e Acate incontrano Venere (tagliere da Impagliata, opera isolata) by Nicola da Urbino (maniera) - ambito urbinate (prima metà sec. XVI) 
Enea e Acate incontrano Venere (tagliere da Impagliata, opera isolata) di Nicola da Urbino (maniera) - ambito urbinate (prima metà sec. XVI) 
ca 1530-ca 1540 
Tagliere da impagliata con piccola tesa sub-orizzontale. Facente parte di un servizio da impagliata 
tagliere da Impagliata (opera isolata) 
Museo Nazionale di Ravenna RCE 1869 
00105271 
08 
0800105271 
La decorazione del tagliere rappresenta la scena di Enea ed Acate che incontrano Venere (Virgilio, Eneide, I, 305). La dea è raffigurata nei panni di una cacciatrice che indica ad Enea ed Acate la strada per Cartagine. L’orlo presenta solamente una ghirlanda. Il rovescio non è decorato. L'episodio è tratto da una delle vignette che ornano la stampa “Quos ego” di Marcantonio Raimondi (A. Bartsh, Le peintre-graveur, Vienna, Volume XIV, numero 352), preparata forse per il frontespizio di un’edizione dell'Eneide. Il modello è seguito in controparte, togliendo una lancia e i cigni e aggiungendo un albero e il paesaggio. La composizione è basata su una studiata e delicata dinamica, che sostiene l’apparente semplicità. Questa dinamica, suggerita in parte dalla stampa, ha inizio dall’albero e si svolge da sinistra verso destra: le braccia della dea indicano due “forze”, delle quali il braccio di Acate è quella che conduce al centro del tagliere; qui vi è un attimo di stasi, per poi riprendere, in lieve ascesa, con le “forze” della lancia e del braccio di Enea, convergenti in un punto esterno, dove conducono anche gli sguardi dei tre personaggi. Il racconto si svolge dunque con una ritmica scansione interna; le sottili e vibranti tensioni compositive sono sottolineate dalla delicatezza del tocco coloristico. Nella decorazione si riconosce lo stile di uno dei più famosi ceramisti urbinati, ovvero Nicola da Urbino, che per un certo periodo di tempo viene conosciuto come Niccolò Pellipario, e che ora, dopo alcuni studi, si può identificare con Nicola di Gabriele Sbraghe, che ebbe una bottega ad Urbino e lavorò con numerosi assistenti. La datazione proposta per questo tagliere appartiene alla maniera avanzata di Nicola, quella in cui, pur senza scadere nella banalità, si attenua quella delicatezza cromatica così particolare che si trova nelle sue prime opere. Studi recenti, tendono ad identificare nel lavoro più tardo dell’artista la mano di collaboratori di bottega. Fra questi collaboratori l’unico che si potrebbe menzionare è il cosiddetto “Pittore del Marsia di Milano”. Il tagliere era un elemento della “tazza da parto” o “servizio da impagliata”, che veniva offerto alla puerpera per il suo primo pasto a letto. Era composto da un insieme di cinque pezzi in maiolica che si incastravano l’uno con l’altro, formando un insieme a forma di vaso con coperchio. (Riferimenti BIB: 00000152, 00000134) 
96 B 22 
Enea e Acate incontrano Venere 
Tagliere da impagliata con piccola tesa sub-orizzontale. Facente parte di un servizio da impagliata 
Enea e Acate incontrano Venere 
Ravenna (RA) 
0800105271 
tagliere da Impagliata 
detenzione Stato 
maiolica/ pittura 
bibliografia di corredo: Ianucci A./ Martini L - 1993 
bibliografia specifica: Martini, L - 1998 
bibliografia specifica: Liverani F./ Reggi G - 1976 
bibliografia specifica: Ceramiche collezioni - 1982 

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