piatto - manifattura eugubina (secondo quarto sec. XVI)

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piatto - manifattura eugubina (secondo quarto sec. XVI) 
piatto - manifattura eugubina (secondo quarto sec. XVI) 
piatto 
Piatto in maiolica a lustro. Piatto con profondo cavetto e larga tesa; all'interno del cavetto troviamo una lettera su piano quadrettato, contornata da una duplice corona (dentellata e circolare) e da una fascia a lustro; sulla tesa suddivisa a scomparti si alternano ornamenti a riquadri, archetti embricati e tralci di foglie; dipinto in turchino e lustro rubinaceo. All'esterno racemi spiraliformi a lustro rubinaceo sulla tesa 
ca 1530-ca 1535 
0800229221 
piatto 
00229221 
08 
0800229221 
Il piatto, di probabile provenienza dal mercato antiquario, in quanto acquistato, dietro finanziamento del Ministero dell'Istruzione Pubblica, presso il collezionista modenese Giuseppe Giusti dall'Accademia di Belle Arti di Modena integrata alla Galleria Palatina (oggi Estense), fu ascritto nei primi inventari a fabbrica di Gubbio e, dubitativamente, al maestro Giorgio Andreoli. Pubblicato dal Venturi (1882) che ritenne la lettera A la "marca" del maestro, con più cautela è stato assegnato ad una bottega eugubina attiva verso il 1530, per confronti con esemplari affini (Liverani F. 1979). L'assunto è convincente per la tipologia degli ornati e per la tecnica del lustro, riscontrabile in numerosi prodotti eugubini dei primi decenni del XVI secolo presenti in varie collezioni pubbliche. Quanto alla lettera al centro, è opinabile che sia l'iniziale di un nome femminile, secondo una prassi abbastanza frequente. Non è però da escludere che sia un prodotto della bottega degli Andreoli, ove nel terzo decennio del XVI secolo operavano maestro Giorgio (Intra 11465/70 - Gubbio 1553 ca.), i suoi fratelli e il figlio Vincenzo. Lo suggerisce la presenza all'esterno dei caratteristici racemi spiraliformi a lustro che decorano abitualmente i pezzi di questa manifattura (cfr. Fiocco C./ Gherardi G. 1982) 
Piatto in maiolica a lustro. Piatto con profondo cavetto e larga tesa; all'interno del cavetto troviamo una lettera su piano quadrettato, contornata da una duplice corona (dentellata e circolare) e da una fascia a lustro; sulla tesa suddivisa a scomparti si alternano ornamenti a riquadri, archetti embricati e tralci di foglie; dipinto in turchino e lustro rubinaceo. All'esterno racemi spiraliformi a lustro rubinaceo sulla tesa 
Modena (MO) 
proprietà Stato 
piatto 
maiolica/ smaltura stannifera/ pittura/ lustratura 
bibliografia specifica: AA. VV - 2000 
bibliografia specifica: Liverani F - 1979 
bibliografia specifica: Venturi A - 1882 
bibliografia specifica: Zocca E - 1933 
bibliografia specifica: AA. VV - 1950 
bibliografia di confronto: Fiocco C./ Gherardi G - 1982 

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