Vulcano e Venere (coppa) by Girolamo Lanfranco Delle Gabicce (bottega) - manifattura pesarese, manifattura urbinate (metà sec. XVI)

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coppa Vulcano e Venere
Vulcano e Venere (coppa) di Girolamo Lanfranco Delle Gabicce (bottega) - manifattura pesarese, manifattura urbinate (metà sec. XVI) 
Vulcano e Venere (coppa) by Girolamo Lanfranco Delle Gabicce (bottega) - manifattura pesarese, manifattura urbinate (metà sec. XVI) 
coppa 
Coppa in maiolica policroma istoriata. All'interno, in primo piano, troviamo Vultano in atto di foggiare frecce su di un'incudine, assistito da due amorini, e Venere con un altro amorino; alle spalle di Vulcano ci sono una colonna con drappo, il fuoco della fucina e, al centro, rocce; sullo sfondo è rappresentato un paesaggio con fiume, monti e case; dipinto in turchino, arancio, verde, giallo, bruno, nero e lumeggiature in bianco. All'esterno vi sono due filetti gialli concentrici presso l'orlo e uno presso il piede; sul fondo è dipinta in turchino la legenda 
ca 1540-ca 1545 
0800229229 
coppa 
00229229 
08 
0800229229 
La coppa, proveniente dalla Collezione estense di maioliche, reca un oggetto più volte replicato nell'istoriato cinquecentesco, ispirato dalle Metamorfosi di Ovidio (V, 341-517) e divulgato sul piano iconografico da un bulino di Marco Dente tratto da un antico bassorilievo. E' stata ascritta ad un pittore pesarese attivo nel 1540-1545 (Liverani F. 1979), recentemente collocato nell'ambito della bottega di Girolamo delle Gabicce per i caratteri evidenziati e soprattutto per la legenda sul retro (Bonali P./ Gresta R. 1987). L'assunto pare abbastanza convincente, tuttavia la fedele trascrizione pittorica della stampa e i moduli compositivi del paesaggio consueti nelle botteghe del Ducato di Urbino rendono piuttosto problematica una precisa definizione di bottega. Esemplari analoghi assegnati a manifattura urbinate verso il 1540 si riscontrano infatti a Braunschweig (Lessmann J. 1979) e a Stoccolma (Dahlback Lutteman H. 1981). Il pittore della coppa estense si connota per il raffinato manierismo, il segno fermo e sottile, la tersa stesura cromatica e per la luminosa atmosfera che si stempera in lontananza 
Vulcano e Venere 
Coppa in maiolica policroma istoriata. All'interno, in primo piano, troviamo Vultano in atto di foggiare frecce su di un'incudine, assistito da due amorini, e Venere con un altro amorino; alle spalle di Vulcano ci sono una colonna con drappo, il fuoco della fucina e, al centro, rocce; sullo sfondo è rappresentato un paesaggio con fiume, monti e case; dipinto in turchino, arancio, verde, giallo, bruno, nero e lumeggiature in bianco. All'esterno vi sono due filetti gialli concentrici presso l'orlo e uno presso il piede; sul fondo è dipinta in turchino la legenda 
Modena (MO) 
proprietà Stato 
Vulcano e Venere 
maiolica/ smaltura stannifera/ pittura 
bibliografia di confronto: Berardi P - 1984 
bibliografia specifica: AA. VV - 2000 
bibliografia specifica: Liverani F - 1979 
bibliografia specifica: Venturi A - 1882 
bibliografia di confronto: Lessmann J - 1979 
bibliografia specifica: De Carlo G - 1980 
bibliografia di confronto: Dahlback Lutteman H - 1981 
bibliografia di confronto: Bonali P./ Gresta R - 1987 

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