battesimo di Cristo (dipinto) by Calvaert Denijs (sec. XVI)

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dipinto battesimo di Cristo
battesimo di Cristo (dipinto) by Calvaert Denijs (sec. XVI) 
battesimo di Cristo (dipinto) di Calvaert Denijs (sec. XVI) 
dipinto 
Scena ambientata in riva al Giordano, rappresentato in forma di cascatelle, animato da piccole figure quasi abbozzate; sullo sfondo colline dai toni verdi e azzurrini. Cristo è inginocchiato, ha perizoma bianco; riceve l'acqua dal Battista, in veste succinta grigio nocciola che lascia scoperte le gambe abbronzate. Dietro due angeli con tuniche rosate e azzurre. Nella gloria superiore, sulle nubi grigie, in alone di luce gialla, è Dio Padre benedicente, a mezza figura, con veste violetta e manto rosato. Il dipinto è centinato e scantonato in alto, incorniciato da semplice listello in legno dorato 
1599-1599 
0800233904 
dipinto 
00233904 
08 
0800233904 
Nel 1574 la Confraternita di S. Maria della Misericordia, che ufficiava la chiesa di S. Giovanni, commissionò al pittore Orazio Grillenzoni un dipinto che raffigurava San Giovanni, opera che, però, non fu accettata. Nel 1599 fu ordinato un altro dipinto, restato nella chiesa fino al 1775. Da qui fu trasferito in S. Ignazio e nel 1837 venduto a don Giovanni Franciosi. Nel 1897 il dipinto passò nella Raccolta Foresti insieme all'intera quadreria Franciosi. Tiraboschi (1786) e Cabassi (1876) ritenevano il dipinto opera del Grillenzoni. I descrittori settecenteschi lo avevano attribuito invece al Mastelletta o allo Scarsellino (Mantovani/ Barbieri; Tornini). Il cronista Saltini, copiando i precedenti, confuse il Mastelletta con lo Scarsellino. Campori (1855) lo pubblicò come Scarsellino e così ancora Novelli (1955). Ricordato nella Raccolta Foresti come di autore ignoto da Spinelli (1902), è stato attribuito dubitativamente a Sante Peranda nella guida del Museo (Museo Carpi 1914) e, successivamente, in Bollettino d'Arte (1914), ma con la giusta datazione del 1599, ricavata dalle notizie di Guaitoli nei verbali della Confraternita (Foresti 1924). La giusta attribuzione al Calvaert, raccolta oralmente da Ferrari (1932) e accolta da Ragghianti (scheda storica, 1940) e Garuti (1982), si deve ritenere valida per le caratteristiche stilistiche legate al mondo bolognese avviato al classicismo reniano 
battesimo di Cristo 
Scena ambientata in riva al Giordano, rappresentato in forma di cascatelle, animato da piccole figure quasi abbozzate; sullo sfondo colline dai toni verdi e azzurrini. Cristo è inginocchiato, ha perizoma bianco; riceve l'acqua dal Battista, in veste succinta grigio nocciola che lascia scoperte le gambe abbronzate. Dietro due angeli con tuniche rosate e azzurre. Nella gloria superiore, sulle nubi grigie, in alone di luce gialla, è Dio Padre benedicente, a mezza figura, con veste violetta e manto rosato. Il dipinto è centinato e scantonato in alto, incorniciato da semplice listello in legno dorato 
Carpi (MO) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
battesimo di Cristo 
carta telata/ pittura a olio 
bibliografia specifica: Campori G - 1855 
bibliografia specifica: Spinelli A. G - 1902 
bibliografia specifica: Tiraboschi G - 1786 
bibliografia specifica: Bollettino Arte - 1914 
bibliografia specifica: Garuti A - 1982 
bibliografia specifica: Museo Carpi - 1914 
bibliografia specifica: Novelli M. A - 1964 
bibliografia specifica: Cabassi E - 1876 

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