Giove stante con fulmine e aquila ai piedi (gemma) - produzione romana, produzione italiana (secc. II/ III, secc. XVI/ XVII)

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gemma Giove stante con fulmine e aquila ai piedi
Giove stante con fulmine e aquila ai piedi (gemma) - produzione romana, produzione italiana (secc. II/ III, secc. XVI/ XVII) 
Giove stante con fulmine e aquila ai piedi (gemma) - produzione romana, produzione italiana (secc. II/ III, secc. XVI/ XVII) 
gemma 
Calcedonio beige traslucido o corniola?. Forma ellittica; Zwierlein-Diehl 8. Giove stante di tre quarti verso d, con la testa di profilo a d., nudo; la gamba d. è flessa, l'anca s. è spostata in fuori; nella mano d. tieno lo scettro appoggiato all'avambraccio; nella mano s. protesa, il fulmine; ai suoi piedi, un'aquila di tre quarti verso d., con la testa retrospiciente. Linea di base 
(?) 1500-(?) 1699 
(?) 100-(?) 299 
0800285638 
gemma 
00285638 
08 
0800285638 
La raffigurazione è riconducibile al tipo iconografico di Zeus-Giove stante con scettro e fulmine. Rispetto allo schema canonico essa si differenzia però per il diverso modo di tenere lo scettro, che qui viene imbracciato, mentre in genere esso è ritto a terra ed il dio vi si sorregge con il braccio piegato ad angolo retto verso l'alto. Manca inoltre anche l'himation, che di solito ricade dalla spalla del braccio che regge lo scettro. Non si può dunque escludere del tutto una realizzazione in età moderna, considerata anche l'estrema sommarietà dell'intaglio e la generale impostazione della figura, caratterizzata da un forte spostamento in fuori dell'anca della gamba di appoggio. Per quanto riguarda il tipo iconografico di riferimento (Juppiter Tonans), piuttosto diffuso nella glittica romana, cfr. Sena Chiesa 1966, pp. 95-96, tav. I, n. 20 (diaspro rosso); AGDS I/3, München, tavv. 295-296, n. 3006 (p. vitrea miele), n. 3007 (p. vitrea marrone), n. 3008 (p. vitrea gialla), n. 3009 (p. vitrea ocra), n. 3010 (p. vitrea marrone), n. 3011 (p. vitrea nero-marrone); AGDS III, Braunschweig, tav. 15, n. 117 (prasio, I sec. a. C.-I sec. d.C.); AGDS III, Goettingen, tav. 49, n. 237 (p. vitrea incolore, I sec. a.C.); AGDS IV, Hannover, tav. 187, n. 1357 (corniola, II sec. d.C.); AG Wien I, tav. 67, n. 399 (corniola, fine I sec. a.C., "Italischer Klassizismus": più stella e crescente lunare); AG Wien II, tav. 3, n. 570 (p. vitrea incolore, I sec. d.C.); tav. 55, n. 959 (p. vitrea bruno-miele, II-III sec. d.C.: racchiuso entro corona); Mandrioli Bizzarri 1987, p. 97, n. 164 (corniola, II sec. d.C.); Dembski 2005, p. 56, tav. 4, n. 32 (sardonice, II/III sec. d.C.) 
Giove stante con fulmine e aquila ai piedi 
Calcedonio beige traslucido o corniola?. Forma ellittica; Zwierlein-Diehl 8. Giove stante di tre quarti verso d, con la testa di profilo a d., nudo; la gamba d. è flessa, l'anca s. è spostata in fuori; nella mano d. tieno lo scettro appoggiato all'avambraccio; nella mano s. protesa, il fulmine; ai suoi piedi, un'aquila di tre quarti verso d., con la testa retrospiciente. Linea di base 
Modena (MO) 
proprietà Stato 
Giove stante con fulmine e aquila ai piedi 
calcedonio/ intaglio 
bibliografia specifica: Scalini M./ Giordani N - 2010 

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